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Mercoledì, 24 Gennaio 2018 19:09

“Memorie della Shoah”: al Funaro una serata nel ricordo dell'Olocausto

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Le allieve del Laboratorio di lettura scenica diretto da Loriano Della Rocca, che eseguiranno le letture dei brani dei testimoni della Shoah Le allieve del Laboratorio di lettura scenica diretto da Loriano Della Rocca, che eseguiranno le letture dei brani dei testimoni della Shoah

Pistoia - Sabato 27 gennaio, alle ore 21, il Funaro presenta una serata dedicata al Giorno della Memoria.

Moreno Scoscini, Stella Paci, Paola Zipoli, Rosella Livi, Chiara Manzini, Elena Meoni, Marika Rosi, Giorgio Giorgi, Massimiliano Carlesi, Elena Soverchia, allievi del Laboratorio di "Arte e tecnica della parola in scena" di Loriano della Rocca, in collaborazione con il Laboratorio di "Scrittura Creativa" di Gianni Cascone, interpreteranno scritture originali sul tema e letture di brani dei maggiori testimoni dell’Olocausto: da “Il canto del popolo ebraico massacrato” di Yitzhak Katzenelson, da “La Notte” di Eliezer Wiesel, da “I Sommersi e i Salvati”di Primo Levi, da “Il Diario” di Anna Frank.

Yitzhak Katzenelson compose in ebraico e in yiddish. Durante la seconda guerra mondiale fu nel ghetto di Varsavia dove assistette alla distruzione della comunità ebraica e all’uccisone della la moglie e di due figli. Nel maggio 1943 fu trasferito al campo di concentramento di Vittel in Francia dove compose “Il canto del popolo ebreo massacrato”. Deportato ad Auschwitz, vi morì nel 1944  assieme all’ultimo figlio. Nel 1943 per Eliezer Wiesel e gli ebrei di Sighet si aprì l’abisso della deportazione e del lager. Il drammatico racconto “La Notte” è la testimonianza del giovane Wiesel sopravvissuto all’Olocausto.

Primo Levi nel 1943 venne catturato dai nazifascisti e deportato ad  Auschwitz .Vi rimase fino alla liberazione del 1945. Fu uno dei 20 sopravvissuti fra i 650 che erano arrivati con lui al campo. Scampato al lager si dedicò al compito di raccontare le atrocità viste e subite.

Il diario di Anna Frank fu ritrovato nell'alloggio dove il 4 agosto 1944 la polizia tedesca fece un'irruzione. Tutti i rifugiati clandestini furono arrestati e condotti in campi di concentramento tedeschi ed olandesi. Nell'alloggio segreto fu ritrovato il diario di Anna che è diventato il “libro simbolo” di quel tragico periodo storico anche per la speciale sensibilità con cui la ragazza stese quelle pagine: “E' un gran miracolo che io non abbia rinunciato a tutte le mie speranze perché esse sembrano assurde e inattuabili. Le conservo ancora, nonostante tutto, perché continuo a credere nell'intima bontà dell'uomo. Mi è impossibile costruire tutto sulla base della morte, della miseria, della confusione”, scrive Anna.

L’invito alla serata, a ingresso gratuito, è esteso a tutto il pubblico e l’intenzione è quella di onorare la memoria dell’orrore dello sterminio commesso da uomini verso i propri simili, perché ciò che è stato mai più si ripeta e per contrastare ogni tipo di violenza.

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