Giovedì, 25 Gennaio 2018 11:26

“Il Treno della Memoria: racconti e pensieri sulla Shoah”. Presentato il libro alla Caffetteria Parterre

Un momento della presentazione del libro Un momento della presentazione del libro

di Marta Meli

Pistoia – “Non ci sono demoni, gli assassini di milioni di innocenti sono gente come noi, hanno il nostro viso, ci rassomigliano.

Non hanno sangue diverso dal nostro, ma hanno infilato consapevolmente o no, una strada rischiosa, la strada dell’ossequio e del consenso, che è senza ritorno.”

Così scrisse Primo Levi nel 1981. E così recita l’epigrafe del libro “Il treno della memoria - Racconti e pensieri sulla Shoah”(Edizioni Atelier Pistoia, 2013), presentato ieri sera alla “Caffetteria Parterre” nell’ambito del ciclo di incontri dedicati al Giorno della Memoria. Si tratta di un’antologia di nove racconti di scrittori, per la maggior parte toscani, che hanno trattato il tema delle persecuzioni contro gli ebrei.

I racconti, che trattano il tema della deportazione e dell’Olocausto, contengono tutti un messaggio di speranza e una morale. L’opera è completata da pensieri lasciati dai ragazzi che nel 2013 visitarono la mostra “1938-1945 la persecuzione degli ebrei in Italia. Documenti per una storia”. Questa fu allestita nel 2012 in occasione del giorno della Memoria, presso i vagoni del deposito rotabili storici di Pistoia. L’antologia è nata per non disperdere riflessioni e pensieri: ricostruire, con la memoria e i suoi significati, un testo di facile lettura e di forte matrice storico-educativa.

A coordinare l’incontro è stato il giornalista Maurizio Gori. Erano presenti Antonio Sessa, presidente di Legambiente, alcuni autori come Susanna Daniele, Giuseppe Previti e Alessandro Orlando. Le letture sono state curate da Marco Leporatti.

“Tutto ha avuto inizio nel 2012, con la mostra in questione – ha detto Antonio Sessa – nel 2013 abbiamo raccolto quanto più materiale possibile per dare luce ad un libro intriso di memorie, nonostante alcuni racconti siano il frutto di fantasia e finzione”.

Perché è successo? Perché sono morte così tante persone? E perché nostri simili hanno scelto di uccidere? Queste sono alcune domande che fanno soffrire, ricordare, conoscere e riflettere. Domande alle quali è difficile dare risposte. Sono domande che ritornano. Ma la memoria, come la sofferenza, ci può ancora salvare. “Il racconto ha spesso una radice di verità storica – ha detto Giuseppe Previti – ma perché la gente tradisce? perché altri scelgono di aiutare? sono eterne domande di difficili risposte, per questo è necessario non perdere la memoria, è fondamentale scrivere, ricordare, tramandare, dialogare, immaginare una paura mai realmente provata, trasmessaci da chi l’ha vissuta e l’ha sentita davvero”.

Alcuni tra i racconti dell’antologia tentano di porsi queste domande e di trovare le risposte, provando soprattutto a imprimere su carta il senso di quello che è stato, il male di ciò che è avvenuto. La paura, il terrore e l’immensità di un simile evento non sono facili da esprimere. “Non potevo sapere dove ti avrebbero portato… all’inferno”, leggiamo dal racconto “Un conto da saldare” di Susanna Daniele. Sì, un vero e proprio inferno sulla terra, fatto da esseri umani.

“Il tema della delazione era quello che mi interessava trattare – ha detto Susanna Daniele, autrice del racconto – in un attimo tutto è perso, il proprio mondo sta crollando, la disperazione dilaga, cosa significano l’odio e la vendetta? e come un nostro simile, può arrivare a far tanto? cosa lo spinge a tradire?”.

Al termine del libro sono stati riportati (e stampati) gli originali dei post-it scritti nel 2013 da ragazzi e bambini di alcune scuole pistoiesi. Le frasi dei ragazzi sono semplici e riportano un sentimento di fiducia nel futuro. Una, fra queste, è una domanda: “Può esserci un Dio buono se è esistita Auschwitz?”. A questa, un altro bambino rispose scrivendo: “Chi uccide ha bisogno di amore”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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