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Mercoledì, 04 Aprile 2018 15:51

Premio Ceppo Pistoia, tre eventi letterari chiudono l'edizione 2018

L'artista e scrittore Franco Guerzoni, tra i protagonisti della rassegna di eventi L'artista e scrittore Franco Guerzoni, tra i protagonisti della rassegna di eventi

Pistoia – Tre appuntamenti fra letteratura e poesia nel fine settimana per chiudere la sessantaduesima edizione del Premio Letterario Internazionale Ceppo Pistoia.

Si inizia venerdì 6 aprile alle ore 16 presso l'Auditorium Tiziano Terzani della Biblioteca San Giorgio di Pistoia con un omaggio al grande critico letterario Leone Piccioni.

Classe 1925, torinese di nascita ma pistoiese d’adozione dall’infanzia alla prima giovinezza, Leone Piccioni è uno dei maggiori critici letterari militanti: allievo di Giuseppe Ungaretti e amico di Eugenio Montale, nonché di molti scrittori e poeti su cui a lungo ha scritto, è stato pioniere di trasmissioni letterarie radio-televisive di grande successo come “Terza Pagina” e “L’Approdo Letterario”.

L’omaggio rientra nell’ambito del 62° Premio Letterario Internazionale Ceppo Pistoia in collaborazione col Fondo Piero Bigongiari della Biblioteca San Giorgio ed è a cura di Paolo Fabrizio Iacuzzi, direttore del fondo e presidente del Premio, di cui Piccioni è stato tra i fondatori nell’ottobre del 1955, come dimostrano alcune delle lettere di Piccioni inviate a Bigongiari e conservate alla San Giorgio, che verranno lette. Piccioni ha poi continuato a far parte della giuria del Premio per 50 anni.

Interverranno, oltre a Gloria e Giovanni Piccioni, figli di Leone, alcuni tra i critici letterari suoi amici: prima fra tutte Silvia Zoppi Garampi (Università suor Orsola Benincasa di Napoli), che di Leone Piccioni ha curato diverse opere, tra cui un libro intervista “Attualità del mio Novecento” (Libreria Dante & Descartes 2015). Parteciperanno anche il critico Marino Biondi (Università di Firenze) e i poeti Daniele Piccini (Università di Napoli), Alessandro Ceni, Loretto Rafanelli e Giuseppe Grattacaso, che ha scritto la postfazione al libro Com’è tutta la vita e il suo travaglio. Lezioni su ‘Ossi di seppia’ di Eugenio Montale (Libreria Dante & Descartes 2017).

Verranno lette e commentate alcune pagine di critica letteraria, fra le altre, su Leopardi, Ungaretti, Montale, Gadda ma verranno affrontate anche le grandi passioni di Leone: le varianti e il jazz. Critico appartato dalle grandi ribalte e dai riflettori, Piccioni è il maestro di una critica che tra la vita e l’opera di uno scrittore non pone un nastro isolante ma un’azione maieutica di collaborazione della critica all’opera, come è accaduto con il poeta Ungaretti, di cui fu allievo e di cui seguì la genesi poetica di molte raccolte, studiandone appunto le varianti.

Per l’occasione verrà proiettata l’intervista di Piccioni a Eugenio Montale (1966, per gentile concessione delle Teche Rai), che ripercorre tutte le tappe della poesia da “Ossi di seppia” a “Satura” nei luoghi vissuti dal poeta: uno straordinario documento che testimonia l’impegno di Leone Piccione non solo come critico militante ma anche come grande divulgatore della cultura e in particolare della poesia.

L’incontro si concluderà con la testimonianza della figlia di Leone, la giornalista Gloria Piccioni, che leggerà una lettera del padre a Piero, fratello di Leone, famoso musicista, in carcere nel 1953 (poi pienamente assolto) perché accusato di omicidio in relazione allo scandalo Montesi. Si tratta di una toccante testimonianza privata, attestante la grande sensibilità umana e lo spirito di abnegazione di Leone, ma contiene anche una straordinaria definizione della critica letteraria, dalla quale il titolo dell’omaggio pistoiese prende le mosse. La lettera viene letta in anteprima sulla pubblicazione dell’intero carteggio fra i due fratelli, che sarà in autunno edito a Firenze da Pagliai Polistampa.

All’incontro parteciperanno anche gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado che con l’Accademia Internazionale del Ceppo che svolgono il progetto educativo di alternanza scuola-lavoro “Il Ceppo dei lettori Selvaggi”. Sempre agli studenti è riservato un evento speciale su “La lezione di Montale e su Montale di Leone Piccioni”, per la mattina dello stesso venerdì 6 aprile dalle 10 alle 13.

Il secondo appuntamento è in programma sabato 7 aprile alle ore 11 nella Sala Sinodale dell'Antico Palazzo dei Vescovi di Pistoia, dove Paolo Fabrizio Iacuzzi e Alberto Bertoni presenteranno il libro di Franco Guerzoni, dal titolo “OEUVRE. Appunti per un manuale di pittura”.

In occasione della mostra di Franco Guerzoni, "Chiedi alla polvere" (a cura di Silvia Evangelisti), che si inaugura sabato 7 aprile alle ore 18 alla Galleria ME Vannucci (fino al 19 maggio), un omaggio critico e in versi al grande artista modenese di fama internazionale che avviene nell'ambito del 62° Premio Letterario Internazionale Ceppo Pistoia in collaborazione con la Galleria Vannucci e i Musei dell'Antico Palazzo dei Vescovi.

I poeti e critici Paolo Fabrizio Iacuzzi e Alberto Bertoni presentano l'ultimo libro di Franco Guerzoni, “Oeuvre. Appunti per un manuale di pittura” (Skira, 2017, edizione bilingue italiano-inglese), insieme alla curatrice della mostra, proseguendo così la collaborazione fra la Galleria d'arte Vannucci e il Premio Internazionale Ceppo già da alcuni anni consolidata in occasione delle mostre di Antonio Spagnulo, Govanni Termini, Luca Caccioni, con eventi organizzati con i vincitori del Premio Ceppo alla Galleria Vannucci e manifesti delle varie edizioni del Premio, realizzati dai suddetti artisti.

Franco Guerzoni è un uomo d'arte e d'intrecci. “Oeuvre” non è un semplice catalogo ma una memoria che è dedicata alla materialità del fare e che accompagna, con riflessioni e pensieri, la realizzazione di alcuni dipinti dell’artista. Il tentativo è anche quello di riallacciare il lavoro presente a quello dei primi anni Ottanta, una manciata di anni nei quali l’autore abbandona il mezzo fotografico come supporto delle sue ricerche a favore di altri orizzonti, non senza il coinvolgimento di altre espressioni artistiche, come la poesia.

L'omaggio si conclude con l’inaugurazione dell'esposizione del Tappeto/Opera “Motivi Vaganti” nella Sala Arazzo Millefiori, proseguendo così la via del dialogo fra l'Arazzo Millefiori e l'arte contemporanea iniziato lo scorso anno con il “Terzo Paradiso” di Michelangelo Pistoletto, organizzato dalla Galleria Vannucci.

Chiude la mini-rassegna, sabato 7 aprile alle ore 16,30 presso la Libreria Lo Spazio di Via dell'Ospizio, la presentazione, a cura di Alberto Bertoni e Riccardo Donati, dell'ultimo libro di Paolo Fabrizio Iacuzzi dal titolo “Folla delle vene. Il museo che di me affiora.

Dopo Magnificat (1996), Jacquerie (2000), Patricidio (2004), Rosso degli affetti (2008), e dopo Pietra della pazzia (2016), Paolo Fabrizio Iacuzzi giunge alla quinta stazione della sua "Vita a quadri", narrata in versi e a colori: dopo il bianco, il blu, il giallo e il rosso, ecco il rosa di una saga familiare tessuta fra biografia e invenzione. È “Folla delle vene. Il museo che di me affiora” (Corsiero Editore, 2018), con postfazione di Pasquale Di Palmo. 

L’occasione dei recenti restauri, nelle stanze della casa dove da generazioni è vissuta la sua famiglia, riporta alla luce in chi scrive una serie di immagini improvvise, di sogni e paure, di incanti e disincanti, che portano alla ribalta una folla di figure e figuranti. La folla scende dai pulpiti di Pistoia e invade le strade della città, quasi fosse composta dai clown e dai saltimbanchi di Marino Marini, e va a disporsi per “quadri” e “didascalie” di un museo del coraggio e della paura, dove il passato affiora e si “ricuce” con quello degli altri soltanto nei quadri dell’arte, animati ormai da altri soggeti. L’io diventa prigioniero di se stesso e delle sue immagini, in un impossibile racconto di formazione. 

Il viaggio di alcuni poeti da Marsiglia a Pistoia per incontrarne altri e tradursi a vicenda. Il secondo viaggio dei poeti in Vaucluse fino al Mont Ventoux sulle orme di Francesco Petrarca e di Marco Pantani. La vita dell’Arte fuori da ogni Storia. L’arte che tenta di ricucire l’essenza della vita. L’omaggio a Mary Shelley a duecento anni dal suo più celebre romanzo, Frankenstein. Il pensiero ad Aby Warburg in manicomio cent’anni dopo gli orrori del Novecento. Queste sono le vene della poesia.

 

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