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Sabato, 26 Maggio 2018 14:18

“La musica è pericolosa”: il “Concertato” di Nicola Piovani per i Dialoghi 2018

Nicola Piovani (foto di Stefano Di Cecio) Nicola Piovani (foto di Stefano Di Cecio)

di Stefano Di Cecio

Pistoia - Sì, la musica è pericolosa, dice Piovani presentandosi sul palco di un gremito Teatro Manzoni.

“Lo diceva Fellini, la musica è priva di contenuti solidi ma le note hanno la capacità di strangolarci di emozioni. Fellini la ascoltava solo quando lavorava perché il lavoro, diceva, crea una specie di scafandro che mi difende dalla pericolosa radioattività della musica”.

Piovani ripercorre la sua lunga carriera alternando il racconto dei molteplici episodi della sua vita professionale ed umana, con l’esecuzione dei suoi brani “dal vivo”, che, come di lui, è una strana espressione inventata non molto tempo fa.

Preferirebbe dire invece “da teatro” per indicare che la musica viene suonata in luogo dove le persone possono ascoltarla e condividere l’emozione che offre. Lo accompagnano Marina Cesari, Pasquale Filastò, Ivan Bambini, Marco Loddo, Rossano Baldini, cinque musicisti di prim’ordine che contribuiscono a rendere magica la serata. Fellini e Monicelli racconta, avevano due diversi modi di lavorare, Monicelli era sintetico, Fellini no. Ogni occasione era buona per ricordare, canticchiare, ripensare.

Sul fondo del palcoscenico scorrono le immagini dei film per i quali Piovani ha scritto le colonne sonore. “L’intervista”, “Ginger e Fred” di Fellini, “A casa tutti bene” di Muccino, “Speriamo che sia femmina”, “il Marchese del Grillo” di Monicelli.

Piovani parla della Grecia mitologica dove la musica è il leitmotiv che avvolge il dramma e la bellezza delle storie come quella di Orfeo che proprio per il suo canto sublime fu sbranato dalle Menadi e, se pur decapitato e la testa gettata in un fiume, questa continuava a cantare facendo piegare le piante e gli arbusti lungo il fiume in segno di ossequioso rispetto  e ammirazione.

Poi le sirene, che presuntuosamente sfidarono le Muse, figlie di Zeus e ne uscirono sconfitte. Una di loro, Partenope, spiaggiata morente sulle rive dove sorse poi la città di Napoli.

Mitologia, realtà la musica ha rappresentato sempre una parte molto rilevante nella vita di Piovani, sconvolgendola. Nella sua adolescenza rimase affascinato da Chopin e Debussy, ma ci sono anche episodi di vita vissuta che lo hanno segnato. Come le campane di un convento di suore vicino alla casa dove è nato. Le suore suonavano le campane del convento in una serie di MI FA SOL, quest’ultima gli è rimasta “dentro” fino a servireste per una collaborazione importante, quella con Fabrizio De Andrè. Scrive infatti le note della canzone “Il Bombarolo” che compare nel disco di Faber “Storie di un impiegato”.

La serata scorre via velocissima, il pubblico è affascinato dalle sue storie. Nell’ultima parte ripercorre tre episodi importanti della sua vita. Il primo riguarda la collaborazione con Benigni e Cerami. Nel 1995 Roberto stava conducendo il suo “Tuttobenigni”, quando “chiese a me e a Cerami una canzone melodica. Nasce “Quanto t’ho amato”, il testo, scritto da Cerami, necessitava di una “chiusura” e io proposi la frase “Nell'amor le parole non contano, conta la musica”.

Il secondo episodio riguarda invece Mastroianni, “aveva appena finito di girare un film in Argentina “De eso no se habla” dove canta appunto “Caminito” una canzone molto popolare in Argentina. La canzone e l’interpretazione di Mastroianni erano bellissimi, ma il suono in presa diretta non era dei migliori. Così chiamo Marcello, gli chiedo di poterla re incidere e Mastroianni acconsente. Non andava molto a tempo, ricorda, ma del resto il mio ruolo era quello di seguirlo, guardando il labiale per ottenere ciò che volevo”. Nel ricordare questo episodio Piovani ancora oggi si commuove. L’ultimo episodio riguarda invece il periodo in cui lavorava per la RAI come assistente musicale: “mi avevano dato un coltello molto affilato con cui dovevo rovinare per renderle inascoltabili, le tracce musicali censurate. De Andrè ne aveva moltissime, compresa anche quella de “Il Bombarolo”.

“Una frase famosa – conclude – recita che se non sei in tv non esisti, ebbene sono molto felice di aver trascorso con voi queste due ore di “non esistenza”.

L’ultimo pezzo che esegue insieme al suo gruppo è il tema tratto dal film “La Vita è bella”.

Il pubblico è entusiasta, lo richiama sul palco per ben tre volte e Piovani si mostra quasi imbarazzato ma felice di questa calorosa accoglienza pistoiese.

 

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