Venerdì, 28 Settembre 2018 21:04

Al via “Firenze Libro Aperto” tra libri, editori e grandi ospiti

Roberto Vecchioni, ospite della prima giornata del festival (foto di Andrea Capecchi) Roberto Vecchioni, ospite della prima giornata del festival (foto di Andrea Capecchi)

di Andrea Capecchi

Firenze – Prende il via alla Fortezza da Basso di Firenze il festival della piccola e media editoria.

Tre giorni ricchi di eventi, incontri con autori, presentazioni di libri, laboratori per bambini, iniziative varie per coinvolgere un pubblico ampio e variegato di lettori e avvicinare tutti, in particolare i più giovani, al mondo dell'editoria e della letteratura.

Obiettivo della rassegna, giunta alla sua seconda edizione, non è solo favorire l'incontro tra le case editrici partecipanti e i potenziali lettori, perchè questi ultimi le possano conoscere e acquistarne i libri, ma fornire anche l'opportunità di ascoltare dal vivo i protagonisti dell'attuale panorama letterario e culturale. La letteratura e la presentazione di nuovi libri diventa così l'occasione per interessanti dialoghi e conferenze sui temi più svariati, dalla politica allo sport, dall'informazione al potere dei social, accomunati da una stringente attualità e da un costante riferimento alla realtà italiana.

Volti noti del giornalismo, dello spettacolo e della musica si sono alternati nel corso della prima giornata del festival e hanno dato vita a incontri molto coinvolgenti, alcuni dei quali meritano di essere menzionati.

Il pomeriggio si è aperto con Alessandro Bonan, giornalista sportivo e conduttore di una nota trasmissione di calciomercato su Sky Sport, a colloquio con l'opinionista Alberto Di Chiara e l'operatore di mercato Lorenzo De Santis. Una conversazione per fare il punto sullo stato attuale del calcio italiano: dagli investimenti dei club al problema degli stadi e delle strutture, da cosa fare per migliorare l'organizzazione del sistema calcio alla rinnovata competitività internazionale della nostra serie A.

Giornalisti ed esperti del pianeta calcio si sono così messi a confronto sui temi più importanti che stanno segnando lo sport più seguito in Italia, visto in un momento delicato di passaggio e di transizione, come testimoniato dalla “crisi dei vivai” e dalla lenta e difficile “ricostruzione” della Nazionale dopo la fallita partecipazione all'ultimo Mondiale. Non è mancata una riflessione corale su come stia cambiando anche l'informazione nel raccontare i fatti e i personaggi del calcio, dove il predominio dell'aspetto economico e finanziario rischia mettere in secondo piano quello prettamente sportivo e “sentimentale”.

A seguire, è stato il turno di Andrea Scanzi, giornalista dai molteplici interessi, ospite televisivo e firma del Fatto Quotidiano, che ha presentato il suo ultimo libro, dal titolo, quasi un ossimoro, “Con I piedi ben piantati sulle nuvole”. È un diario attraverso l'Italia e i suoi luoghi, in un viaggio alla scoperta di paesi e personaggi simbolici, tra sogni di rinascita, illusioni e speranze. Dopo aver pubblicato libri su calcio, musica, teatro e politica, Scanzi si confronta con la letteratura di viaggio, con l'intento di riscoprire luoghi e situazioni cariche di fascinazioni e ricordi, e con l'obiettivo di uscire dal "chiuso" delle redazioni e cercare di analizzare il mondo reale con i desideri, i sogni, e i problemi della “gente comune”.

Non sono mancate analisi sulla situazione politica italiana e sull'operato dell'attuale governo: per Scanzi oggi viviamo in un Paese “che ha perso la propria coesione, che anche nelle tragedie come quella avvenuta di recente a Genova si mostra spaccato e diviso tra fazioni di opposte tifoserie”. Quanto al governo in carica, “in maniera per certi versi inaspettata esso gode di una straordinaria fiducia da parte dei cittadini, ma i dissidi interni e un certo pressappochismo nel gestire delicate questioni rischiano di incrinare la luna di miele con la maggioranza dell'elettorato. Un film già visto in passato con Renzi, passato da consensi pebiscitari a sonore sconfitte”.

Sala gremita di pubblico per l'ultimo grande ospite della prima giornata del festival: lo scrittore, poeta e cantautore Roberto Vecchioni ha parlato del suo libro “La vita che si ama”, ricordi di vita quotidiana e di storie lontano dai riflettori vissute da un "uomo del Novecento", come l'autore stesso ama definirsi.

Un libro dove ci sono i figli, la famiglia, gli studenti, la scuola, i compagni di lotta, la musica, il latino, attraverso un percorso dilatato nel tempo che porta Vecchioni a dichiarare la propria felicità. Una gioia che deriva dal raccontarsi e raccontare storie, cosi come hanno fatto i grandi "cantori" della musica italiana come Da Andrè, Dalla, Fossati o Guccini, “che sono riusciti a indagare comprendere e mettere in poesia i molti aspetti della realtà in cui hanno vissuto”. I racconti di Vecchioni mettono anche in luce la bellezza della lingua e della parola, “di cui oggi stiamo drammaticamente perdendo il fascino e il valore”. A parlare adesso è la voce di Vecchioni ex docente di lettere e latino: “assistiamo quasi impotenti a una vera e propria morte della parola che ci sta impoverendo, in un autentico disastro culturale”.

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