Giovedì, 11 Ottobre 2018 16:08

Performance Art Festival, due eventi a Palazzo Fabroni

La performance "Neti Neti" (foto di Eleonora Chiti) La performance "Neti Neti" (foto di Eleonora Chiti)

Pistoia - Dopo il grande successo della serata di apertura con la doppia performance della compagnia di Lindsay Kemp, entra nel vivo la quinta edizione del Performance Art Festival.

La rassegna, dal titolo “Delle regole e del caso”, a cura di Claudio Giorgetti e Lindsay Kemp, propone un ricco programma di eventi sabato 13 ottobre a Palazzo Fabroni, proposti in occasione della XIV Giornata del Contemporaneo di AMACI, Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani.

L’apertura è alle ore 16 con l’inaugurazione della mostra “Adriana Bonetti fotografa Bruno Munari” (visitabile fino al 28 ottobre).

Nell'estate del 1988 a Villa Laura Carneglons presso Udine, venne inaugurata una mostra di opere del grande artista e designer di fama internazionale, curata dall’amico Getulio Alviani. L'incarico di fotodocumentare l'evento fu affidato ad Adriana Bonetti, all'epoca allieva e collaboratrice sia di Munari che di Alviani. Ne nacque un composito fotoreportage diviso in tre sezioni, indipendenti eppur interconnesse tra di loro: dimenticato per trenta anni, ristampato in digitale, è ora riproposto al grande pubblico. Nella prima sezione Adriana indaga le opere di Bruno Munari ed il loro rapporto con lo spazio. Nella seconda l'obiettivo ha per oggetto la villa stessa. Nessuno dei suoi proprietari o abitanti è mai ritratto, ma la loro presenza è tangibile in ogni stanza, dove opere di Lucio Fontana o arredi di design segnano lo spazio riportandoci con la memoria agli anni Settanta del Novecento. La terza sezione di fotografie è la più sorprendente e nacque quando Bruno Munari, guardandosi intorno scoprì materiali di varia provenienza, che stimolarono la sua creatività.

Al secondo piano di Palazzo Fabroni, in occasione della mostra di Gerardo Paoletti “La carne, la morte e il diavolo”, si terrà “Neti, Neti, né questo, né quello”, la performance di Alessio Dufur e Lucia Mazzoncini (sound creator: Alessio Chiappelli) alle ore 19, 19,30 e 20, senza soluzione di continuità: un'improvvisazione totale in cui gli eventi sonori modificano progressivamente la percezione dello spazio, delle opere in mostra, delle persone che attraversano quella dimensione con il pubblico che potrà muoversi liberamente nella sala.

“Un clown sta in una sala del museo come una persona” – spiegano gli autori – “è immerso in un ambiente sonoro. Non si sa chi sia né da dove venga. Il suono che avvolge l'ambiente nasce da una serie di esperienze raccolte all'interno di spazi (cimiteri, teatri, cinema, stazioni, giardini pubblici, etc.): luoghi da cui si trae una sorta di disorientamento, la possibilità di sospendere, neutralizzare o invertire l'insieme dei rapporti che essi stessi designano, riflettono o rispecchiano”

Alle ore 17, nel salone del primo piano, in programma anche MIMESIS, conferenza-dialogo tra il critico Valerio Dehò e l’artista Gerardo Paoletti.

Prossimo appuntamento del PAF5, martedì 16 ottobre ore 18 con l’incontro “Storia del gesto: un racconto per Lindsay Kemp, in memoriam” in cui Luca Scarlini saggista e drammaturgo, disegna un ritratto del grande uomo di teatro con immagini dalle sue interpretazioni al cinema, da Ken Russell a Derek Jarman, a Todd Haines (Palazzo Fabroni, salone piano primo).

Tutte le iniziative sono a ingresso libero.

 

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