Domenica, 28 Ottobre 2018 11:29

Alla San Giorgio “L'anno che verrà”: autori, editori e novità letterarie

Un momento del festival (foto di Marta Meli) Un momento del festival (foto di Marta Meli)

di Marta Meli

Pistoia – Grandi scrittori, svariati editori, moderatori e lettori curiosi si incontrano in una grande “casa” pronta ad accoglierli, la biblioteca San Giorgio.

Questo è “L’anno che verrà – i libri che leggeremo”. La grande metafora caratterizzante questo festival è l’immagine di un ponte che lega tutti i soggetti coinvolti tramite la convivialità, l’interazione, la curiosità, la conoscenza e molto altro ancora. La biblioteca San Giorgio, un cuore ancor più vivo e pulsante, dove il curatore dell’evento Martino Baldi ha condotto e condurrà ancora per un’ultima giornata ospiti e partecipanti nello svolgersi dell’evento.

Un’attenta e distinta programmazione, quella della manifestazione letteraria, fatta di incontri con autori ed editor, anteprime dai cataloghi dei maggiori editori italiani,incontri di scouting tra aspiranti autori, editori, agenti letterari e corsi di formazione.

In collaborazione con le riviste Archeologia Viva e The FLR - The FlorentineLiteraryReview, Libreria Diari di Bordo di Parma, Di lavoro, leggo/NNE, Scuola del libro/SUR, Goodbook.it, Scuola Holden di Torino, Teatro Stabile del Veneto e Lorenzo Marangoni. E con le agenzie letterarie Alferj e Prestia, MalaTesta e United Stories.

Durante la terza giornata del festival si è parlato di generi letterari, di tendenze, di evoluzioni narratologiche, presentando vari autori e pubblicazioni future, previste per il prossimo anno.

Tante domande sono state sollevate e poi rivolte a editori e scrittori. Tra le più interessanti troviamo quelle legate all’evoluzione della produzione letteraria. Mutamento che si evidenzia nello stile, nella forma e nel linguaggio.

“Prima si scriveva degli Dei, poi dei borghesi, poi degli emarginati e adesso spesso scriviamo di scrittori – ha detto Vanni Santoni, redattore di The FLR – The FlorentineLiteraryReview – c’è da chiedersi come mai un autore decide di sceglierli come protagonisti dei propri romanzi”.

Gli autori Piersandro Pallavicini e Luca Ricci si sono trovati d’accordo nel dire che “ad oggi entra in gioco la dimensione analitico/osservativa dello scrittore che è sempre una figura con un’anima piuttosto interessante da analizzare, capace di travolgerci in un mondo fatto di avventure, viaggi e nuove scoperte”.

Come sta variando la letteratura e il racconto della realtà?

Alla domanda hanno risposto Antonio Franchini (editor), Matteo Moca (critico letterario, L’indice dei libri del mese), Raffaello Palumbo Mosca (critico letterario, Il Sole 24 Ore) e Gianluigi Simonetti (critico letterario, Il Sole 24 Ore) nel corso dell’incontro conclusivo della terza giornata.

È indubbio che la società sia cambiata. Dunque, assieme al corpo sociale sono cambiati (e moltiplicati) gli attori, i gusti, gli stili, le competenze, i canali, le reti, ma soprattutto è mutato il modo con il quale leggiamo la realtà.

“Con il filtraggio dei media e con l’evoluzione della società siamo arrivati ad avere strutture ibride che incorporano documenti, dati – ha detto Gianluigi Simonetti – che non hanno la volontà immediata di trascrizione realistica, è più giusto parlare di ottica dell’informazione, legata anche ad un fenomeno globale di interezza che tende ad evadere, in qualche modo, l’aspetto spettacolare del libro, della storia, della narrazione”.

Una forma ibrida, anche capace – già da tempo – di cingere persino il giornalismo letterario al noir, ossia l’estremità di presa realistica alla sommità del divertimento e della spettacolarizzazione. Per quanto riguarda il romanzo (e la forma romanzata) possiamo dire di trovarci in un'altra fase dell’opera narrativa in cui ritroviamo "il grande successo della fiction che per consumo e visibilità prosegue con forza”.

“Ad ogni modo – spiegano gli autori - è evidente che la letteratura e l’architettura di generi letterari sono sempre più speziati con ingredienti diversi, articolati nel tempo, spesso sfumati nei contorni delle loro opere, bisognosi di linguaggi e contributi differenti”.

Possiamo concludere che le vie della scrittura e della letteratura sono infinite, non solo nella varietà, ma anche nella loro lettura, interpretazione, modificazione e metamorfosi. Per molti, certamente, una cosa non è mai cambiata. Si tratta di un sogno, delizioso e profondo desiderio. Lo ha espresso con maestria Virginia Woolf scrivendo, e talvolta pensando, “che il paradiso sia leggere continuamente, senza fine”.

“L’anno che verrà” si concluderà proprio oggi, domenica 28 ottobre. Per maggiori informazioni è possibile consultare il sito della Biblioteca San Gioregio.

 

 

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