Domenica, 28 Ottobre 2018 11:58

Prospettive di un genere: il Noir si fa conoscere alla San Giorgio

Un momento del festival (foto di Marta Meli) Un momento del festival (foto di Marta Meli)

di Greta Donadello

Pistoia – Con il festival “L'anno che verrà”, la Biblioteca San Giorgio di Pistoia ha scelto di dedicare numerosi incontri alla contemporaneità letteraria italiana e in modo particolare al rapporto tra editoria e autori.

Sabato pomeriggio l'Auditorium Terzani si è riempito di spettatori che hanno assistito alla conferenza moderata da Luca Briasco (editor per Rizzoli) e incentrata sul genere Noir, sui motivi della sua fortuna editoriale e sui relativi sviluppi attuali. Gli ospiti Francesco Colombo (editor per Einaudi Stile Libero) , Piergiorgio Pulixi (autore per Rizzoli), Michele Rossi (editor per Rizzoli) e Giampaolo Simi (autore per Sellerio) hanno parlato, in primo luogo, della diffusione del genere Noir a partire dagli primi anni Novanta fino ad oggi.

Prima genere di nicchia, sottovalutato e considerato quasi di scarso valore letterario, questo genere non si reperiva facilmente. In breve tempo è avvenuta, tuttavia, una diffusione notevole grazie all'aumento di richiesta da parte del pubblico. Del resto, come sottolinea Piergiorgio Pulixi, la straordinaria capacità di questo genere è quella di riuscire a comunicare gli aspetti più reconditi dell'uomo, del male connesso non solo all'individuo in sé ma anche in rapporto con gli altri. Si può in effetti parlare di genere Noir come erede del romanzo naturalista francese, uno fra i generi che più ha cercato di riflettere sulla società e, in parte, sulla nascita del crimine in essa.

Nato nel secondo dopoguerra, quasi indistantemente dal genere poliziesco (il così detto “ genere Giallo”), il Noir ha acquistato una propria fisionomia e presenta delle caratteristiche particolarissime, prima fra tutte l'interesse per le imperfezioni e i disallineamenti dei personaggi: se il Giallo, dopo un momento di tensione e rottura degli schemi, ripristina l'equilibrio di partenza proponendo una soluzione, il Noir scava a fondo nella società criminogena per ricavarne , quando possibile, cause, motivazioni, punti di vista.

E' vero però che il Noir non sempre si dimostra in grado di delineare la società contemporanea così dinamica ed eterogenea, la diffusione su scala mondiale di serie televisive (chiamate comunemente “Crime Fictions” ) non è certamente un buon alleato per lo sviluppo editoriale di questo genere. E' proprio a proposito dell'editoria che si sono confrontati gli ospiti: più volte è stata ribadita l'importanza di un impegno collettivo da parte delle varie case editrici non solo nella plubblicazione letteraria ma anche nella cura grafica dei libri editi, come ad esempio quella rivolta ad alcuni libri della collana “Nero” di Rizzoli illustrati da Jacopo Bruno.

La conferenza si è conclusa affrontando il disallineamento tra autori e autrici del genere Noir: pare che fino ad oggi, in Italia, questo tipo di esperienza letteraria non sia stato spesso affrontato da autrici donne. Questo fenomeno appare piuttosto insolito se confrontato alla straordinaria innovazione portata dalla linea (in maggioranza composta da donne, tra le quali ricordiamo Paula Hawkins) del Noir anglosassone. Una delle cause potrebbe essere la storia sociale italiana in seguito al regime fascista e al retaggio della struttura patriarcale.

E' importante ricordare che esistono, tuttavia, molti libri appartenenti al genere Noir che presentano protagoniste femminili, ad esempio “Rosa Elettrica” o anche “Cosa ne resta di noi” di Giampaolo Simi.

Gli editori assicurano però che non mancheranno autrici talentuose nel catalogo Rizzoli del 2019, non per attuare una deleteria distinzione fra i generi ma per promuovere l'unità di un unico genere, il Noir.

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