Venerdì, 23 Novembre 2018 17:13

Les Bouquinistes, il viaggio di Piccinni e Gazzanni nell'inferno delle sette

Flavia Piccinni e Carmine Gazzanni (a destra) con Giulia Gonfiantini (a sinistra) durante la presentazione del libro (foto di Andrea Capecchi) Flavia Piccinni e Carmine Gazzanni (a destra) con Giulia Gonfiantini (a sinistra) durante la presentazione del libro (foto di Andrea Capecchi)

di Andrea Capecchi

Pistoia – L'illusione della felicità, la falsa amicizia, le promesse miracolose che trasformano la vita in un incubo dal quale è difficile riemergere.

Un pubblico numeroso e attento ha seguito alla libreria Les Bouquinistes la presentazione del libro-inchiesta “Nella setta” dei giornalisti Flavia Piccinni e Carmine Gazzanni (editore Fandango Libri), uscito da pochi giorni ma già diventato un caso letterario a livello nazionale.

Un libro, frutto di una ricerca “sul campo” durata un anno e mezzo, che cerca di indagare il fenomeno delle sette occulte e distruttive presenti nel nostro Paese, e di far luce sui loro metodi di azione, in un viaggio a tratti stupefacente e a tratti drammatico e sconvolgente fra riti, regole, rituali d'affiliazione, modalità di plagio e di controllo della mente, influenza sulla vita quotidiana degli “adepti”. Un fenomeno in continua espansione, che coinvolge, stando alle stime piu attendibili, circa quattro milioni di italiani. Un mondo sommerso, che si muove sotto traccia e non è facile da individuare e definire con esattezza, anche in virtù delle difficoltà oggettive incontrate nel comprendere i meccanismi di funzionamento di alcune “comunità” e nel raccogliere le testimonianze delle vittime e degli ex affiliati, spesso in condizioni di fortissimo stress psicologico.

“Abbiamo scelto di raccontare le storie delle vittime delle sette e le vicende di questo mondo sotterraneo – hanno spiegato gli autori – perchè è un tema che si lega a una drammatica mancanza delle istituzioni: l'assenza dello Stato e la non applicazione di una normativa in vigore da quasi venti anni sulla "manipolazione mentale" ha portato e porta tuttora alla proliferazione di ordini pseudo religiosi e comunità varie con al vertice santoni, maghi, guaritori, guru e altre personalità carismatiche che sfruttano l'ingenuità e la buona fede delle persone per dare vita a delle vere e proprie organizzazioni criminali”.

Le storie raccontate nel libro-inchiesta dicono molto del vuoto normativo, degli abusi, del plagio delle menti, dei falsi riti religiosi connessi alla vita "dentro" le sette, che restituiscono un'immagine inquietante e drammatica delle "comunità" fondate da vari guru in tutta Italia.

“Storie che ti lasciano sconvolto, sbigottito, senza fiato, che ti mettono di fronte a mondi sconosciuti, a veri e propri microstati con propri stili di vita, regole e leggi, che pongono l'affiliato in una condizione di alienazione e dissociazione dalla realtà del mondo circostante” Infatti l'aspetto più terribile per la vittima, ancor più della rottura dei legami familiari e l'abbandono della vita precedente, è la “colonizzazione del pensiero” operata dal santone o dal guru di turno per "pulire" la mente dell'accolito ed eliminare ogni traccia di pensiero critico e personale. L'appiattimento totale sulle “regole” imposte dai vertici della setta e l'isolamento dal resto del mondo sono le caratteristiche comuni e basilari di numerose esperienze settarie.

“Per noi giornalisti impegnati in questa inchiesta – spiegano gli autori – è stato molto difficile intervistare alcune tra le vittime, perché appena uscite da vicende devastanti fatte di diete macrobiotiche, violenze fisiche e psicologiche, abusi sessuali e medicine alternative. Un fenomeno che non tocca solo le vittime e i loro familiari ma che riguarda tutti, se, come è avvenuto in un caso, una vittima in punto di morte è giunta a chiedere scusa in una lettera al suo guru-aguzzino per non aver rispettato in pieno le rigide norme prescritte dalla setta. La manipolazione e il plagio della mente possono arrivate a livelli difficili da credere: e non si tratta solo di persone ingenue, ignoranti e facilmente suggestionabili, ma di uomini e donne che hanno bisogno di aiuto e di considerazione, spesso gravati da problemi economico o familiari”.

Piccinni e Gazzanni hanno inoltre sottolineato il forte legame tra le sette e la politica: ciò non deve stupire, dal momento che le comunità sono spesso utilizzate come bacini elettorali in grado di portare voti e consenso a chi le controlla. È un rapporto mai aperto ed evidente, che procede attraverso patrocini a iniziative benefiche e la copertura di associazioni e onlus a scopo religioso e assistenziale. Un esempio riportato in un capitolo dell'inchiesta è quello della Soka Gakkai a Firenze, associazione religiosa “per la pace, la cultura e l'educazione” che può contare su politici molto influenti a livello locale e regionale per portare avanti la propria azione: nel libro sono citati vari esponenti politici di centrodestra e centrosinistra che negli anni hanno avuto stretti legami con questo culto, in un duplice e vantaggioso scambio di favori. “Stupisce la rapidità dell'iter burocratico con cui il Soka Gakkai ha ottenuto il riconoscimento per accedere ai finanziamenti del cinque per mille, essendo considerata a tutti gli effetti una religione dallo Stato italiano, ma non dall'Istituto Buddhista Italiano”.

Il principio di libertà religiosa sancito dalla Costituzione è sacro e inviolabile, ma non sono ammissibili culti che fanno della manipolazione mentale degli adepti il loro sistema di azione: ciò vale per le organizzazioni di respiro internazionale come Scientology, che può contare su personaggi famosi come sostenitori, sia, soprattutto, per le comunità locali, più difficili da penetrare e da controllare.

L'ingresso nella spirale perversa della setta porta – per diretta esperienza degli autori durante la loro inchiesta – all'assenza di scelta e di libertà di movimento, a una sensazione di oppressione e di smarrimento, all'annullamento della personalità, alla perdita di contatto con il mondo reale. Un mondo da cui è possibile uscire fisicamente ma non mentalmente, perché la devastazione operata a livello psicologico da tali sette obbliga la vittima a un lungo e difficile percorso di reinserimento nella vita reale, spesso in condizioni di totale emarginazione e isolamento.

Ed è fondamentale andare oltre le apparenze: molte associazioni sono costruite “a cipolla”, c'è un velo esterno e “ufficiale” fatto di incontri di cultura, religione e filosofia aperti al pubblico, ma a un livello inferiore si nasconde un ordine iniziatico segreto il cui accesso è riservato a pochi adepti, come nell'esempio dell'associazione Archeosofica presente in Toscana, citata nel libro e attualmente posta sotto i riflettori della giustizia.

Ma, concludono gli autori, “scopo del volume non è demonizzare o scatenare una caccia alle streghe, ma denunciare il vuoto normativo e la mancanza di tutela per le vittime delle sette occulte e distruttive”, di cui il libro-inchiesta mostra ampiamente caratteri e metodi d'azione.

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