Mercoledì, 28 Novembre 2018 15:51

Un volume sull'altare di San Jacopo, “ponte” tra Pistoia e Santiago

Carlesi, Tomasi, Gai e Begliomini durante la presentazione del volume alla stampa in Cattedrale (foto di Andrea Capecchi) Carlesi, Tomasi, Gai e Begliomini durante la presentazione del volume alla stampa in Cattedrale (foto di Andrea Capecchi)

di Andrea Capecchi

Pistoia – La bellezza, l'arte, la storia, la religione, l'identità di una comunità attraverso i secoli.

Elementi che trovano la loro sintesi nell'altare argenteo di San Jacopo, capolavoro dell'arte orafa toscana, realizzato tra Medioevo e Rinascimento e gelosamente custodito in una cappella laterale della Cattredrale di Pistoia. A quest'opera di eccezionale valore, nonchè uno dei “simboli” del patrimonio artistico e culturale cittadino, è dedicato il libro “L’altare argenteo di San Jacopo a Pistoia”, quarto volume edito dalla Giorgio Tesi Editrice per la collana “Avvicinatevi alla Bellezza”, che negli anni scorsi ha già pubblicato monografie per promuovere e valorizzare le bellezze artistiche di Pistoia.

Il volume sarà presentato sabato 1 dicembre alle ore 16 (ingresso libero) presso la Cattedrale di Pistoia, con la lectio magistralis di Antonio Paolucci, già Ministro per i beni culturali e ambientali, Soprintendente per il Polo Museale Fiorentino e Direttore dei Musei Vaticani. Interverranno inoltre il sindaco di Pistoia Alessandro Tomasi, il consigliere regionale Marco Niccolai, membro della Commissione sviluppo economico e turismo, Lucia Gai, storica dell’arte esperta del culto jacopeo ha curato i testi del libro, e Nicolò Begliomini, autore delle immagini contenute nel libro, scattate con uno stile particolare e moderno, che evidenziano dettagli poco visibili a occhio nudo.

Nelle intenzioni dei curatori e dei promotori, “L'altare argenteo di San Jacopo” non vuole essere solo uno strumento per riscoprire e valorizzare un'importante opera d'arte di cui Pistoia è custode, ma vorrebbe costituire un ponte ideale tra Pistoia e Santiago de Compostela, due città così distanti ma unite da una storia secolare di reliquie e vie di pellegrinaggio, entrambe legate alla figura e al culto dell’apostolo Giacomo di Zebedeo. Il libro rappresenta infatti un ulteriore passo avanti verso il tanto atteso gemellaggio tra Pistoia e Santiago de Compostela, ad oggi ancora “sulla carta” e per il momento limitato a un rapporto di amicizia e di scambio epistolare a livello amministrativo. Il culto per San Jacopo fu introdotto nella cittadina toscana nel 1145, quando il vescovo vallombrosano Atto vi portò l’unica reliquia del Santo allora custodita in Italia. Per Pistoia, divenuta così meta e crocevia di pellegrinaggio, significò l’apertura di orizzonti internazionali e una fiorente crescita culturale, economica e commerciale.

È proprio in funzione di questa reliquia che fu commissionato l’altare argenteo che oggi si trova nella Cattedrale cittadina: la complessa realizzazione, avviata nel 1287 e proseguita per 169 anni fino al 1456, coinvolse alcuni tra i maestri orafi più capaci del tempo, in un'armonica collaborazione artistica fra maestranze pistoiesi, senesi e fiorentine.

“Unendo l'aspetto testuale e quello fotografico – ha sottolineato Nicolò Begliomini – abbiamo dato vita a un progetto che vuole focalizzare l'attenzione su uno dei patrimoni più significativi della città, e a livello più ampio fungere da ponte con Santiago per un gemellaggio nel segno del comune culto jacopeo. Inoltre vuole fungere da stimolo per inserire a pieno titolo Pistoia all'interno del circuito dei cammini e delle strade di pellegrinaggio della Toscana, che oggi si stanno riscoprendo e stanno attraversando una fase di sviluppo turistico e culturale”.

“Grazie a questo prezioso volume – ha aggiunto il sindaco Alessandro Tomasi – adesso possiamo lavorare su qualcosa di concreto e tangibile per cominciare a tessere un rapporto più stretto con Santiago: è uno strumento utilissimo per rafforzare un legame che affonda nel Medioevo, e che potrebbe portare alla città grandi benefici sotto il profilo culturale e turistico. Non è un punto di arrivo, ma il punto di partenza di un percorso tutto da costruire”.

Non va inoltre dimenticato, come precisato da Lucia Gai, che “il volume è stato pensato non per essere riservato a un pubblico specialistico, ma per essere destinato a tutti: una pubblicazione di questo tipo, estesa su più livelli e capace di utilizzare più linguaggi, deve stimolare interesse e curiosità verso un capolavoro dell'arte pistoiese, deve essere un lasciapassare, un ponte per riscoprire e approfondire”.

In vista della pubblicazione del libro, che ha richiesto circa un anno di lavoro preparatorio, l’altare è stato di recente sottoposto a un importate intervento di pulizia – finanziato dalla Giorgio Tesi Editrice – con la sostituzione di alcuni vetri. In occasione del servizio fotografico, sono stati inoltre prelevati dall’Opificio delle Pietre Dure di Firenze alcuni campioni destinati all’analisi per capire lo stato di conservazione dell’altare, in vista di un futuro restauro.

Sul piano delle relazioni internazionali, invece, le operazioni sono già in corso: il libro, già tradotto in inglese e spagnolo, sarà presentato dagli autori a fine dicembre nella città galiziana di Santiago di Compostela in occasione della Festa della Traslazione del corpo dell’apostolo dopo il martirio dalla Palestina in Galizia. La stessa Giorgio Tesi Editrice sta lavorando alla realizzazione di un docufilm che racconti la “marcia di avvicinamento” tra Pistoia e Compostela: alcune tappe saranno filmate, accompagnate dalle interviste a esperti e protagonisti del viaggio.

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