Domenica, 17 Febbraio 2019 11:58

Valerio Groppa: “Il mio Francesco Nuti tra ascesa, caduta e risalita”

Una scena dello spettacolo su Francesco Nuti (foto di Saveria Pardini) Una scena dello spettacolo su Francesco Nuti (foto di Saveria Pardini)

di Andrea Capecchi

Agliana – Il successo, i film, i soldi, la discesa verso il baratro, la voglia di non arrendersi.

Un viaggio “controverso, dannato e meraviglioso” nella vita e nel mondo di Francesco Nuti, attore, regista e produttore cinematografico pratese, che ha diretto e interpretato film ormai divenuti “di culto” come “Casablanca, Casablanca” e “Il signor Quindicipalle”.

Sabato 2 marzo alle ore 21 (ingresso posto unico 18 euro) il regista Valerio Groppa e l'attore Nicola Pecci portano in scena al Teatro Moderno di Aglianala “vera storia” di Francesco Nuti, una biografia artistica ma soprattutto umana, che vuole far conoscere al pubblico un ritratto autentico e senza filtri di questo straordinario personaggio.

Valerio Groppa, romano, è sceneggiatore e regista cinematografico, e da sempre si dichiara un ammiratore dei film di Nuti. Nel 2010, durante le riprese del cortometraggio “Una morte annunciata” con Massimo Ghini e Valeria Solarino, Groppa contatta per la prima volta Nuti per avere la sua canzone “Olga tu mi fai morir” – che Francesco aveva presentato al Festival di Sanremo, ma che la giuria aveva scartato e non ammesso in gara – come colonna sonora del suo corto. Dall'incontro fra i due nasce subito un rapporto che va ben oltre la sfera professionale, diventando una solida e fortissima amicizia.

“Da semplice fan e osservatore dell'artista Nuti – racconta Groppa – ho avuto modo di conoscere anche la sua personalità e il suo mondo, entrando nelle maglie della sua vita privata e portando alla luce i suoi lati più nascosti e particolari. Grazie all'amicizia sincera che da quel momento mi lega a Francesco, ho scoperto l'uomo Nuti con le sue fragilità, le sue debolezze, le sue complessità: un uomo vero, autentico, molto diverso dal mito e dall'aura mondana e patinata che molti avevano creato attorno alla sua figura”.

Nel 2014 nasce l'idea, condivisa e portata avanti d'accordo con lo stesso Nuti e la sua famiglia, in particolare l'affezionatissima figlia Ginevra: portare in scena a teatro una biografia di Francesco con al centro il suo percorso di ascesa, caduta e risalita, utilizzando in parte la stessa autobiografia dell'artista – dal titolo “Sono un bravo ragazzo”, edita nel 2011 da Rizzoli a cura del fratello Giovanni Nuti – in parte svolgendo un nuovo, lungo lavoro di ricerca con le persone più vicine e con gli amici che lo hanno frequentato negli anni del successo e in quelli della depressione. Lo spettacolo debutta in anteprima assoluta a Castiglioncello lo stesso anno, ottenendo un importante successo di pubblico: negli anni successivi è presentato in sette date uniche in vari teatri fra Toscana e Lazio, mentre dal prossimo anno entrerà in cartellone nelle stagioni di teatri di tutta Italia.

“Dallo spettacolo emerge un affresco di Nuti che non nasconde nulla – spiega Groppa – e al contempo svela paure, insicurezze e fragilità che si celano dietro l'immagine quasi mitica ma irreale di Francesco. Si svela l'intimità di un artista che dalla provincia arriva al successo, alle donne, alla celebrità, ai soldi, alla vita mondana; ma poi qualcosa si rompe, l'incidente, la malattia, la depressione, la fragilità di un uomo che dal mondo dorato del cinema precipita verso l'inferno; e infine la voglia di non arrendersi, il conforto dei veri amici, l'amore della figlia, la difficile risalita. Quella di Nuti è una vicenda personale ma in un certo senso universale, è la metafora dell'uomo che sale, cade e cerca di rialzarsi, è qualcosa che potrebbe capitare a tutti noi”.

E il pubblico, come successo durante la tappa a Prato, si alza in piedi e si commuove, partecipando emotivamente al racconto della vita di Francesco. “Un artista, ma ancor prima un uomo così amato da tutti – conclude Groppa – per non aver mai abbandonato il mondo della pèrovincia, neppure all'apice del suo successo oppure quando, negli anni Ottanta, era ritenuto un vero e proprio mito vivente. Gli amici, il biliardo, il circolo di Narnali: questa era la vita di un personaggio straordinario anche nella sua poliedricità, capace di unire al cinema anche il teatro e la musica. E poi c'è un altro motivo che rende Nuti così popolare: la sua sincerità e autenticità. Nel bene e nel male, non ha mai nascosto nulla, tenendosi lontano da ogni falsa ipocrisia”.

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