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Sabato, 06 Aprile 2019 16:19

Premio Ceppo, a Claudio Magris il Premio speciale “Leone Piccioni”

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Claudio Magris e Paolo Fabrizio Iacuzzi durante la cerimonia di premiazione (foto di Mrta Meli) Claudio Magris e Paolo Fabrizio Iacuzzi durante la cerimonia di premiazione (foto di Mrta Meli)

di Marta Meli

Pistoia – “La letteratura è la lingua che si ribella contro i tempi puri della grammatica, per rendere giustizia alla vita".

È stato conferito a Claudio Magris, ieri pomeriggio alla biblioteca San Giorgio, il Premio Internazionale "Leone Piccioni" Letteratura e Vita.

Il Premio, che rientra negli eventi connessi al Premio Ceppo Pistoia, è stato curato da Paolo Fabrizio Iacuzzi con il sostegno dell’Associazione "Amici di Leone Piccioni", guidata da Gloria Piccioni. Entrambi erano presenti a coordinare l’evento e a leggere la motivazione di tale assegnazione assieme alla scrittrice e giornalista Sandra Petrignani e a Giovanni Piccione, l’altro figlio di Leone.

“Claudio Magris ricerca nel passato le tracce che illuminano il futuro, con grande maestria – ha spiegato Iacuzzi – si crea come un’ansia, un’ansia diversa, che mantiene in perpetua tensione l’opera”.

“Attraverso una scrittura sciolta e scorrevole, fatta di scorci storici e riflessioni etiche – ha aggiunto Giovanni Piccioni - Magris è stato capace di aprire un mondo, anzi, più mondi che altrimenti sarebbero rimasti celati, ignoti”.

Alla premiazione hanno partecipato anche alcune scuole di Pistoia (Liceo Forteguerri e Liceo Scientifico Duca D’Aosta) e di Firenze (Liceo Enriquez Agnoletti). Gli studenti hanno posto a Magris delle domande interessanti che hanno aperto ampie riflessioni.

“Io credo che possiamo accettare un premio solo se abbiamo la consapevolezza e la volontà di condividerlo con tutte quelle persone incrociate lungo il cammino della vita – ha detto Claudio Magris – Gregorio Magno predicava che senza i suoi fratelli non sarebbe mai arrivato a cogliere l’essenziale dell’esistere e del vivere”.

L’autore, con commozione, ha raccontato di avere un legame speciale con Pistoia.

Difatti, è proprio all’età di dodici anni che Claudio Magris giunse per la prima volta nella città del suo “cuore adolescente”. Incantato dalla bellezza e dalla storia di Pistoia, Magris arrivò a fare le prime conoscenze letterarie durante il liceo. Autori come Gianna Manzini e Piero Bigongiari da quel momento restarono impressi nella sua mente. Poi Leone Piccioni che, attraverso le sue opere critico-letterarie, segnò profondamente lo scrittore.

“Credo che una vera letteratura possa aiutarci a trovare il senso della vita, anche quando la trascende – ha aggiunto Magris – la letteratura è figlia ribelle che si cala in uno strato più intenso, alto e profondo della vita”.

L’autore ha parlato del valore della letteratura, del suo significato e della sua provenienza. Con riferimento a ideologie, interessi politici e sociali possiamo dire di aver spesso incontrato autori che, come Pirandello, hanno aderito a realtà totalitarie quali il fascismo. Claudio Magris ha spiegato che anche gli autori come Pirandello, nonostante le sue credenze e idee politiche, ci hanno insegnato, e continuano ad insegnarci, molto. Forse, perché dalla contrapposizione nasce la conoscenza. Forse, perché dalla comprensione del male possiamo renderci consapevoli e fare del bene. Questa è la vita, screziata vita, proteiforme e scellerata vita, antitetica vita, fatta anche di drammi, esattamente come la letteratura. D’altronde, la letteratura è vita. Così come la lettura è conoscenza che consente, tramite l’immaginazione, di accedere a mondi ed esperienze diversi. Realtà possibili, “possibili e reali” che possiamo vedere, toccare, vivere.

C’è un libro di Magris, “Un altro mare”, che riporta una frase, la stessa che è stata utilizzata da Sandra Petrignani per rivolgere una domanda al medesimo: “Ho capito quanto e come Magris somigli alla sua scrittura e alla sua opera, perdersi nelle immagini per poi sconfinare, ma oggi è ancora giusto andare dove non succedono le cose?”.

“Credo sia legittimo, talvolta, smettere di ballare proprio perché è sbagliato, a mio parere, adeguarsi a falsi doveri quando invece potremmo mantenere un’elastica libertà per vivere la vita vera – ha risposto l’autore – vivere il qui e ora, il presente, nonostante la nostra perversa tendenza a precipitarci sulle cose, a proiettarci nel futuro, a pretendere tutto e subito, con avventatezza e frettolosamente, raggiungere il tutto nell’immediato affinché, consumandolo, non accada più”.

“Il vero viaggio credo consista in alcune contrapposizioni, come il noto e l’ignoto – ha concluso Claudio Magris – come tra il trascendere e il ritornare, l’affondare e il riemergere, fino a scegliere e rischiare, arricchirsi dentro, perché così è la vita”.

 

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