Sabato, 13 Aprile 2019 15:28

I sedici cortometraggi del Concorso Corti arrivano al Lucca Film Festival

di Giacomo Martini

Lucca - Saranno sedici i cortometraggi del Concorso Internazionale Corti 2019 presenti al Lucca Film festival in rappresentanza di quattordici Paesi.

Tra questi sei straordinari film italiani fuori dai consueti percorsi produttivi, di cui due in collaborazione con la Lituania e l'Uganda. Prospettive globali e locali, volti e terre lontanissime, culture e gesti diversi da ciò che conosciamo, ma allo stesso tempo così vicini al cuore delle nostre realtà più fragili.

I linguaggi sono di frontiera e di ricerca, pellicola e digitale che dialogano ancora tra di loro, assorbiti o resistenti rispetto alla cannibalizzazione delle nuove tecnologie e soprattutto lo spazio senza confini della memoria. “Màcula” degli italiani Giuseppe Spina e Leonardo Carrano racconta di una creatura che vive proprio in questo interstizio, tra disegno animato, cinema sperimentale e la voce preziosa di Antonio Rezza. “Unfolded” è il corto della talentuosa Cristina Picchi, co-produzione tra Italia e Lituania, racconto di perdita e assenza tutto declinato attraverso la sottrazione enigmatica del gesto e l'architettura razionale che circonda il vagare della protagonista.

Tra video-arte e cinema di poesia il terzo dei sei corti italiani diretto da Stefano Miraglia; “Anoche” cattura diverse prospettive dalla realtà visiva e auditiva per costruirne una nuova, ricombinata dalla memoria. Sempre italiano “The Houses we were” di Arianna Lodeserto, straordinario esempio di found footage che parla del passato delle case popolari romane, puntando dritto al problema odierno dell'abitabilità e delle cosiddette città fragili. “Ohga!” è il suggestivo corto di animazione sul primo botanico giapponese, Ichiro Ogha, ad aver studiato la longevità dei semi di loto.

L'ultimo dei corti provenienti dall'Italia è una co-produzione con l'Uganda e a dirigerlo è Giulio Tonicelli; “Happy Today” segue da vicino il lavoro di ostetrica di Patricia, in un villaggio remoto del nord dell'Uganda dove si partorisce nel dolore e con il solo conforto di donne come lei.

Tre i corti statunitensi, il primo diretto da Charlie Manton e intitolato “November 1st” è un viaggio inconsueto verso uno dei bracci della morte statunitensi attraverso lo sguardo pieno di dolore di una straordinaria Lindsay Duncan, l'attrice scozzese che tutti ricordiamo in film importanti come “Riflessi sulla pelle”, “Mansfield Park”, “Questione di tempo” e “Birdman”. “Atomkraftwerk Zwentendorf” è il secondo dei corti made in USA ed è diretto da Hope Tucker in Austria, ai piedi del colosso nucleare costruito e mai utilizzato, monumento reale di una protesta civile effettiva ed efficace. Terza produzione USA è quella di un nome noto al concorso corti del LFFEC, il regista di origini greche Vasilios Papaioannu che con “Two” firma un commovente incontro tra due persone, attraverso la registrazione audiovisiva dei suoni, del paesaggio e dell'ambiente circostante.

Due i corti tedeschi, più un terzo co-prodotto con le isole Mauritius. “I can stand” di Malika Musaeva è lo sguardo di una madre verso il figlio che ha scelto la strada della radicalizzazione islamica, dove ogni prospettiva pregiudiziale viene rovesciata. “Dürrenwaid 8” è diretto da Ines Christine Geisser e con un mix sorprendente di animazione e disegno infantile, costruisce un racconto sulla memoria quotidiana dai toni oscuri e lynchiani. “Sec Rouge” è il corto di Kate Tessa Lee e Tom Schön girato alle Mauritius, racconto commovente di un piccolo villaggio sull'isola di Rodrigues, dove le donne sono dedite alla pesca da millenni, tra orgoglio identitario e i cambiamenti dovuti alle mutazioni climatiche.

Dal Portogallo arriva “California” di Nuno Baltazar, dove madre e figlia cinesi cercano fortuna in Portogallo; è un ritratto vicino ai personaggi che attinge sia dal cinema portoghese contemporaneo che dal linguaggio di cineasti come Tsai Ming Liang. Ancora la storia quotidiana di una madre e di un figlio, ancora la Cina, ma in co-produzione con la Francia nel corto di Ji Qiaowei intitolato “A Cold Summer” dove la casa diventa il luogo del confronto e della formazione. “Elo” è il divertentissimo corto dell'estone Helen Takkin, racconto di formazione attraverso lo sguardo irriducibile di una bambina terribile, ritmo e colori di pura energia punk.

“Les Enfants du Rivage”, l'ultimo dei corti selezionati dal festival, viene dal Belgio ed è diretto da Amelia Nanni, anche questo è un racconto colto nel momento in cui i sentimenti si formano e si plasmano: due mondi, due bambini, due collisioni.

Al regista vincitore sarà corrisposta la cifra di 500 euro. I corti saranno sottoposti anche al giudizio della giuria universitaria, che decreterà il vincitore del premio “Miglior film cortometraggio - Giuria universitaria”. Il concorso presenterà le 16 opere selezionate durante le quattro giornate di programmazione, che si terranno a Lucca il 15/16/17 aprile presso il Cinema Centrale. A far parte della giuria di qualità saranno il regista vincitore della scorsa edizione del concorso cortometraggi, Armand Rovira, la regista e documentarista Martina Parenti e Stefano P. Testa, filmmaker e fotografo, le cui opere sono distribuite dalla Lab80 film.

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