Venerdì, 26 Luglio 2019 09:55

Mostra del Cinema di Venezia, svelati i film in concorso

Un'immagine di una passata edizione della Mostra del Cinema di Venezia Un'immagine di una passata edizione della Mostra del Cinema di Venezia

di Giacomo Martini

Roma – Prime anticipazioni per la Mostra del Cinema di Venezia, presentata stamani a Roma.

Sono tre i film italiani in concorso alla settantaseiesima edizione della Mostra internazionale d'arte cinematografica che si terrà a Venezia dal 28 agosto al 7 settembre 2019, diretta da Alberto Barbera e organizzata dalla Biennale presieduta da Paolo Baratta.

Si tratta di “Martin Eden” di Pietro Marcello con Luca Marinelli (il regista, dice Barbera, “reinventa il libro e lo trasporta in italia”); “La mafia non e più quella di una volta” di Franco Maresco con Letizia Battaglia e Ciccio Mira (“film in cui si ride, lavora sul grottesco della società palermitana”, dice Barbera); “Il sindaco del rione Sanità” di Mario Martone (“non è una ripresa del testo teatrale ma un film vero e proprio”).

Fuori concorso saranno presentati “Tutto il mio folle amore” di Gabriele Salvatores, con Claudio Santamaria e Valeria Golino, e “Vivere” di Francesca Archibugi, con Micaela Ramazzotti e Adriano Giannini. Inoltre, sempre fuori concorso, saranno presentate le serie “The New Pope” di Paolo Sorrentino e “Zerozerozero” di Stefano Sollima, dal libro di Roberto Saviano.

Il film d'apertura sarà “La vérité” di Kore-eda Hirokazu, mentre quello di chiusura il thriller “The burnt orange heresy” di Giuseppe Capotondi (“La doppia ora”) con Claes Bang, Elizabeth Debicki, Donald Sutherland e Mick Jagger.

La madrina del Festival di Venezia 2019 sarà Alessandra Mastronardi.

La giuria del concorso Venezia 76 sarà presieduta dalla regista argentina Lucrecia Martel, mentre i Leoni d'Oro alla carriera andranno al regista spagnolo Pedro Almodovar e all'attrice britannica Julie Andrews. Tra gli altri film in concorso: “Wasp Network” di Olivier Assayas, “About endlessness” di Roy Andersson, “Guest of honor” di Atom Egoyan, “Ad astra” di James Gray, “Joker” di Todd Phillips, “J’accuse” di Roman Polanski, “Gloria mundi” di Robert Guédiguian, “Waiting for the barbarians” di Ciro Guerra, “Ema” di Pablo Larrain.

Due le produzioni Netflix in concorso: “Marriage story” di Noah Baumbach e “The laundromat” di Steven Soderbergh. Parallelamente alla presentazione del programma si è avuta la presa di posizione dell’’Unione Internazionale dei Cinema (UNIC), che rappresenta le associazioni, tra cui l’Associazione Nazionale Esercenti Cinema (ANEC) e l’Associazione Nazionale Esercenti Multiplex (ANEM) e i principali circuiti di sale cinematografiche di 38 Paesi europei, chiede che i film selezionati in concorso dai principali festival e premi abbiano una regolare uscita nelle sale cinematografiche. A seguito della decisione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia di includere nella selezione ufficiale i film Marriage Story di Noah Baumbach e The Laundromat di Steven Soderbergh, l’associazione ha pubblicato la seguente dichiarazione: “Grazie al loro prestigio globale, i principali festival e premi del cinema hanno l’onore ma anche la responsabilità di portare opere di alto livello qualitativo all’attenzione del pubblico di tutto il mondo. Per tale motivo, l’esercizio cinematografico ritiene che debbano essere presi in considerazione solo quei titoli per i quali sia prevista una piena uscita cinematografica e, laddove le strategie distributive per i film selezionati non siano ancora confermate, sia compiuto ogni sforzo utile ad incoraggiare i distributori di tali titoli ad osservare le regole stabilite dall’industria”.

“L’inclusione nella selezione ufficiale di film che siano alla portata di tutti, e non solo degli abbonati alle piattaforme streaming, giova al pubblico nel suo insieme. Quando i film sono disponibili solo sulle piattaforme, o sono destinati unicamente ad una uscita “tecnica” limitata nelle sale cinematografiche, la selezione dei festival/premi diventa in realtà uno strumento di marketing per mezzo del quale la gran parte del pubblico potenziale si vede negato l’accesso a un gran numero di contenuti di qualità”.

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