Martedì, 10 Settembre 2019 18:09

A Venezia un riconoscimento alla Cineteca di Bologna

La Cineteca di Bologna La Cineteca di Bologna

di Giacomo Martini

Venezia - Il Premio Venezia Classici al Miglior film restaurato è andato a “Extase”, diretto nel 1933 dal praghese Gustav Machatý e tornato al Lido 87 anni dopo la prima 'scandalosa' proiezione.

Promosso dal Národní filmový archiv di Praga, il restauro è stato realizzato dal laboratorio L’Immagine Ritrovata della Cineteca di Bologna, al suo quinto riconoscimento veneziano dopo “La proprietà non è più un furto” di Elio Petri (2013), “Una giornata particolare” di Ettore Scola (2014, promosso da CSC - Cineteca Nazionale), “Salò o le 120 giornate di Sodoma” di Pier Paolo Pasolini (2015) e “Break Up – L’uomo dei cinque palloni” di Marco Ferreri (2016).

"Nel giardino dell'Excelsior, quella sera, si udiva il respiro degli spettatori attentissimi, si udiva un brivido correre per la platea". Così l'allora giovane critico Michelangelo Antonioni a proposito dell'opera summa di un regista raffinato e cosmopolita (dalla natia Praga a Hollywood - dove fu assistente di David W. Griffith e di Erich von Stroheim - con successive tappe in Austria, Germania e Italia). A turbare il castigato pubblico del Lido furono la prima scena di nudo integrale nella storia del cinema maggiore, protagonista la statuaria e meno che ventenne Hedy Kiesler (destinata a una luminosa carriera hollywoodiana come Hedy Lamarr) e le numerose allusioni erotiche.

Questo premio conferma se ce ne fosse ancora bisogno che La Cineteca di Bologna ed il suo laboratorio “L’immagine ritrovata“ sono una eccellenza mondiale e rappresenta il giusto riconoscimento ad una Istituzione Pubblica che da quasi 50 anni onora la cultura, la tecnica e la professionalità italiana che ha trovato nel mondo attenzione e coinvolgimento molto significativo, e soprattutto negli USA, a cominciare dai lavori eseguiti insieme a Martin Scorsese, dal questo presentato a Venezia con gli Archivi di Praga e soprattutto con il lavoro di restauro sull’opera cinematografica di Charlie Chaplin, per tutti Charlot.

 

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