Martedì, 08 Ottobre 2019 20:48

Alessio Boni a Pistoia per un “corto” con i detenuti

Due immagini dell'incontro tra Alessio Boni e i detenuti nel carcere di Pistoia (fotografie di Stefano Di Cecio) Due immagini dell'incontro tra Alessio Boni e i detenuti nel carcere di Pistoia (fotografie di Stefano Di Cecio)

di Stefano Di Cecio

Pistoia – Un progetto non solo artistico e cinematografico, ma anche sociale e culturale.

L’associazione Teatro Electra di Pistoia, diretta da Giuseppe Tesi, ha organizzato l’incontro che si è tenuto fra i detenuti della Casa Circondariale di Pistoia e Alessio Boni, noto attore di cinema, teatro  e televisione.

L’iniziativa nasce all’interno di un progetto di Electra Teatro che intende portare le testimonianze dei detenuti, le loro esperienze e il loro vissuto all’esterno del carcere grazie alla realizzazione di un cortometraggio che possa arrivare a un pubblico vasto.

Durante un briefing che si è svolto prima dell’incontro con i detenuti emerge che il “dentro” e il “fuori” sono realtà molto diverse fra loro. Il “fuori” ha una naturale predisposizione a dimenticarsi di quelli che sono “dentro” quasi fossero “rifiuti speciali” da dimenticare, un “contenitore di disagio” dice il Commissario Capo Mario Salzano. Ben diversa invece è la realtà: ferma restando la condanna per il reato e la sua espiazione, rimane la difficoltà del reinserimento in una vita “normale” che per gli ex detenuti spesso non esiste più.

Si arriva così al paradosso che la “rieducazione” demandata al periodo di detenzione si rivela quindi inefficace col rischio che la persona, perché di persone si tratta, torni di nuovo a commettere reati.

DIC 1891

“Il problema è fuori” dice Alessio Boni, “è lì che devono essere trovate soluzioni. Le risorse sono poche, il lavoro è complesso, il tempo durante la detenzione si dilata e ciò che deve essere fatto non può limitarsi ad un mero riempitivo o passatempo. Bisogna puntare ad un cambiamento reale attraverso una riflessione su se stessi ma poi il “fuori” deve essere capace di lasciare più spazi per la reintegrazione, pena il rischio di far ripiombare le persone in condizioni di ripetere gli errori fatti”.

Nell’incontro che si è svolto subito dopo nella palestra della Casa Circondariale Alessio Boni ha stimolato i detenuti con domande e affermazioni precise e puntuali, dimostrando interesse e sensibilità.

Anche le domande dei detenuti sono state molte e interessanti, come “quale sia stata la lezione imparata in Africa in Malawi, Mozambico, nelle scuole negli ospedali” o “la differenza tra il carcere visto come attore nei film ed entrando in prima persona in un vero carcere”.

Il cortometraggio che verrà realizzato da Electra Teatro avrà come “cornice” il testo di una poesia che consentirà di estrapolare alcuni argomenti sviluppati poi con le testimonianze dei detenuti. Si conta molto sulla sua visibilità e sulla sua diffusione sì da aumentare la sensibilità del “fuori” e renderlo partecipe di questo “mondo a parte”.

Il carcere marchia le persone a vita ma, come diceva De André, “se capirai, se li cercherai fino in fondo, se non sono gigli son pur sempre figli vittime di questo mondo”.

 

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