Lunedì, 28 Ottobre 2019 15:11

Favole alla San Giorgio: Marcorè legge Rodari

Neri Marcorè legge le favole di Gianni Rodari alla Biblioteca San Giorgio Neri Marcorè legge le favole di Gianni Rodari alla Biblioteca San Giorgio

di Guendalina Ferri

Pistoia – Chi avrebbe mai pensato che il salone centrale della biblioteca San Giorgio potesse riempirsi di persone per un’ora di fiabe e filastrocche?

Eppure ieri, ad ascoltare Neri Marcorè che leggeva alcune storie di Gianni Rodari – evento conclusivo del festival “L’anno che verrà. I libri che leggeremo” – c’erano centinaia di persone. Quasi tutte adulte.

Un evento non perfetto, anche a causa della grande affluenza di pubblico. Pochi posti a sedere rispetto al numero di partecipanti, un audio non sempre comprensibile, una dimensione che non ha privilegiato un pubblico di bambini: queste le principali critiche di chi magari si è trovato in fondo al salone, in piedi, a cercare di capire il più possibile di quel che Marcorè leggeva e recitava.

Per i prossimi anni ci sono sicuramente margini di miglioramento per quanto riguarda gli eventi più coinvolgenti di un festival che, per quanto accessibile, si rivolge perlopiù a addetti ai lavori e appassionati di editoria e libri.

Però quante volte ci capita di trovarci in biblioteca, una domenica pomeriggio, e lasciare che qualcuno ci racconti una storia? Dopo una certa età non ce le racconta più nessuno. E forse anche per questo l’evento non si è rivolto prevalentemente ai bambini: da bambini è tutto più naturale, “Mi racconti una storia?” e il babbo, la nonna, il fratello di turno sfodera “Favole al telefono” e ce le legge. Dopo una certa età non lo chiediamo più, ci sembrerebbe strano. Ma ti pare? Compriamo un libro e ce lo leggiamo da soli, in silenzio.

È bello lo stesso, ma perdiamo quella dimensione tutta particolare del “Mi racconti una storia?”, col cervello aperto, le immagini che si modellano sulla voce familiare che ci parla. Ci abituiamo a costruire la storia dalle parole scritte sulla carta, non più dalla voce del babbo che aveva quel modo tutto suo di articolare “Cefalù” o di descriverci il paese senza le esse davanti. Non potremmo continuare a chiederglielo, ma ti pare? Proviamo con gli audiolibri, ma non è la stessa cosa perché le parole vengono registrate prima, non sono più proprio per noi, vibrano diversamente. Ci va bene lo stesso, per carità, ti pare.

Poi però leggiamo che al piccolo festival dell’editoria della San Giorgio ci sarà Neri Marcorè che con la sua voce profonda racconterà le storie scritte da Gianni Rodari, proprio per noi. Ed ecco che il salone centrale si affolla non di bambini ma di adulti, stranamente, e forse si può passare anche sopra ai posti che mancano e ai microfoni che non si sentono.

Qualcuno ci racconta una storia, di nuovo. Ma che fai, passi il pomeriggio in biblioteca a sentire le favole di Rodari? Sì ma mica per quello, ci vado perché voglio vedere Marcorè. Ti pare?

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