Mercoledì, 30 Ottobre 2019 11:40

Gli “scavi” in città? Un'opportunità di crescita culturale

La mappa della Pistoia nel Seicento realizzata da Francesco Leoncini La mappa della Pistoia nel Seicento realizzata da Francesco Leoncini

di Andrea Capecchi

Pistoia – Un'occasione di conoscenza della storia cittadina, di nuove scoperte archeologiche e di una migliore pianificazione urbana.

Nell'ultimo anno si sono svolti e sono tuttora in corso, all'interno del centro storico di Pistoia, alcuni interventi per il restauro di immobili pubblici e privati e per la sistemazione urbanistica di aree di interesse storico e culturale. Numerosi cantieri sono visibili nella zona compresa fra la prima e la seconda cerchia muraria della città, come conseguenza di interventi che possono diventare occasioni per apire “finestre” verso un passato sepolto ma non perduto.

Negli ultimi mesi salta all'occhio del cittadino e del visitatore la presenza in città di cantieri di scavo presso gli edifici storici e lungo le strade del centro. L'auspicio è che tali interventi diventino anche un'opportunità per una migliore conoscenza della storia e dell'archeologia urbana di Pistoia, e possano agevolare una pianificazione urbanistica futura. È una situazione che certamente crea qualche disagio ma che allo stesso tempo desta curiosità nei pistoiesi. Nell'attesa che le nuove scoperte vengano rese pubbliche da parte della Soprintendenza e degli organi competenti, perché tutti i cittadini, e non solo gli addetti ai lavori, acquistino consapevolezza del ricco patrimonio storico e archeologico della nostra città.

Il sottosuolo di Pistoia è infatti ricco di testimonianze e lasciti di un illustre passato. È noto che all'interno del centro storico di Pistoia vi siano dei luoghi molto “sensibili” dal punto di vista artistico e archeologico, vista la loro capacità di restituirci testimonianze concrete del passato della città.

Per esempio, in piazza del Duomo già con gli scavi effettuati all'inizio del Novecento vennero portati alla luce i resti di una villa dell'età romana con annessi mosaici, mentre nell'ultimo decennio gli interventi per la realizzazione dei pilastri a scomparsa all'accesso di via Ripa del Sale hanno determinato la scoperta di una necropoli del periodo altomedievale. Per non citare gli scavi effettuati negli anni Sessanta nei locali dell'ex chiesa di Santa Maria Cavaliera in via Ripa della Comunità, dove sono stati trovati resti della città altomedievale e romana, che hanno consentito agli studiosi e agli storici di ricostruire in maniera ancor più precisa gli assetti urbanistici della Pistoia antica.

Anche gli scavi per la realizzazione dei cassonetti interrati in via della Madonna, piazza San Leone e via XXVII Aprile ricadono in aree ad altissimo potenziale archeologico, dove la presenza di professionisti del settore sotto il controllo della Soprintendenza è giustificata dall'alta probabilità di intercettare strutture sepolte e di recuperare materiale archeologico.

Alcuni risultati sono visibili già adesso. Chi si trova in questi giorni a passeggiare in piazzetta San Leone, davanti al palazzo della Provincia, potrà notare la comparsa di resti di mura medievali dell'antico quartiere di San Matteo. Si tratta di una delle testimonianze più significative della “Pistoia scomparsa”, costituita da un vero e proprio quartiere medievale, con oratori e case-torri, che venne poi abbattuto nel corso dell'Ottocento per fare spazio alla costruzione di via Roma e dei nuovi palazzi adiacenti.

Non sarebbe male, almeno per una volta, mettere da parte le discussioni e le polemiche e sfruttare l'occasione data dalla realizzazione di questi progetti urbanistici per conoscere più a fondo la nostra città, riscoprire il suo passato e arricchire le informazioni in nostro possesso.

Scavando nei centri storici delle nostre città, qualcosa si trova sempre: è questa la grande ricchezza dell'Italia e, allo stesso tempo, una potenzialità da sfruttare e da non lasciare in disparte. Da una semplice “buca” in una strada o dentro un palazzo può uscire fuori, da un momento all'altro, qualcosa di utile e interessante per conoscere e capire meglio la Pistoia dei nostri antenati e quella in cui viviamo.

 

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