Domenica, 10 Novembre 2019 11:10

Il grande cinema polacco alla Casa del Cinema di Roma

Una scena del film "La tranquiliità" di Kieslowski Una scena del film "La tranquiliità" di Kieslowski

di Giacomo Martini

Roma - Torna il “Polskafilm Festival”, che dall’8 al 17 novembre porta nella capitale il meglio del cinema polacco.

La manifestazione, giunta alla settima edizione e promossa dall’Istituto Polacco di Roma, prevede una prima parte dall’8 al 10 novembre alla Casa del Cinema, dove saranno in programma alcuni dei titoli polacchi più interessanti della stagione: si va da Ancora un giorno, straordinario film d’animazione tratto da Kapuściński, all’intenso Corpus Christi, storia di un ex criminale che si finge sacerdote già applaudita all’ultima Mostra del Cinema di Venezia, senza dimenticare la commedia 7 emozioni o il sorprendente horror Werewolf, vincitore dell’ultimo Fantafestival.

Ma alla Casa del Cinema e alla sede dell’Istituto è previsto anche un omaggio a Józef Natanson, pittore polacco che ha contribuito alla realizzazione degli effetti speciali di tanti capolavori del cinema italiano degli anni Sessanta, lavorando con nomi del calibro di Fellini e Ferreri.

Dal 12 al 17 novembre la manifestazione si sposta al Palazzo delle Esposizioni con la retrospettiva “Lo sguardo proibito”, che per il trentennale della caduta del Muro di Berlino, avvenuta il 9 novembre del 1989, mostrerà i più celebri capolavori del cinema polacco censurati durante il regime comunista. Costretti a tagli e modifiche o completamente esclusi dalla circolazione, questi film avevano il coraggio di violare le direttive dell’ideologia dominante, raccontando una realtà molto diversa da quella della propaganda ufficiale.

L’inaugurazione è martedì 12 con Mani in alto! di Jerzy Skolimowski, bandito per oltre 25 anni per il suo spirito iconoclasta che ridicolizzava lo stesso Stalin, a cui seguiranno titoli come la versione integrale di Una donna sola di Agnieszka Holland, racconto inquieto della condizione femminile lontano dalla retorica di partito, o il leggendario Il diavolo, di Andrzej Żuławski, che costò al regista l’esilio in Francia.

Imperdibile poi la proiezione del 16 novembre de La tranquillità di Krzysztof Kieślowski, uno dei film più belli e discussi del grande regista, che sarà introdotto al pubblico dal protagonista Jerzy Stuhr, attore simbolo di quella stagione del cinema polacco.

Un’occasione unica ed eccezionale per rivedere capolavori dimenticati e relegati nel silenzio delle cineteche dal regime comunista. Il cinema polacco da sempre ha rappresentato uno dei livelli più alti della cultura cinematografica europea, una realtà certificata dalla presenza a Lodz di una delle più qualificare scuole di cinema del mondo.

 

 

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