Sabato, 30 Novembre 2019 15:07

Pistoia, due giornate di studio sulla scultura del Novecento

Pistoia - La Fondazione Marino Marini organizza nella prestigiosa sede di Palazzo Buontalenti, a Pistoia, una due giorni di studio sulla scultura.

Il seminario è volto a offrire un’occasione di approfondimento e un tavolo di confronto sulla storia della scultura della seconda metà del ventesimo secolo, legata nello specifico allo stile e alle tecniche utilizzate per la realizzazione delle opere scultoree in ferro e in bronzo. 

L’iniziativa si terrà martedì 3 e mercoledì 4 dicembre nella location storica della Fondazione Pistoia Musei (Palazzo Buontalenti, Via de’ Rossi 7 Pistoia), e nasce per iniziativa diBarbara Cinelli del Dipartimento di Studi umanistici dell’Università degli Studi Roma Tre in collaborazione con Stefania Agnoletti, Opificio delle Pietre Dure, Luciano Pensabene Buemi, Collezione Peggy Guggenheim. 

L’obiettivo è quello di offrire un primo contributo finalizzato ad avviare un percorso di ricerca che integri nello studio della scultura la considerazione delle tecniche come parte inscindibile del linguaggio visivo dell’artista.

Le sculture in bronzo di Marino Marini, attentamente studiate durante i lavori per la mostra Passioni visive (Pistoia/Venezia, 2018/2019, a cura di Barbara Cinelli e Flavio Fergonzi) sono caratterizzate da una attenta ricerca degli effetti di superficie, attraverso tecniche complesse arricchite dall’uso di pigmenti, che non hanno finora ricevuto un'adeguata attenzione nella loro significativa connessione con gli esiti stilistici ottenuti dallo scultore.  Questa considerazione ha sollecitato una riflessione sulla necessità di colmare la separazione tra l’analisi dei linguaggi formali, troppo spesso privilegiata nei contributi sulla scultura contemporanea, ed i caratteri peculiari ai procedimenti tecnici, che viceversa segnano profondamente il rapporto tra l’artista e la sua opera.

"Attraverso la discussione di casi concreti, offerti da restauri recenti di opere in ferro e bronzo, di Marino Marini e di altri artisti internazionali del secondo Novecento, - spiega Barbara Cinelli - l’intento è quello di privilegiare competenze finora ritenute separate dalla ricostruzione dello stile, e per le quali vogliamo invece rivendicare un ruolo di insostituibile supporto alla storia della scultura. I relatori coinvolti infatti sono restauratori, esperti di tecniche diagnostiche, collaboratori di fonderie, mentre agli storici dell’arte riserveremo la posizione di discussants attivi. La formula prevista è infatti quella di un seminario che possa indicare vie di sviluppo al tema che ci interessa, piuttosto che di un convegno conclusivo”.

“Partendo dalle sculture in bronzo di Marino Marini, mai fino ad ora attentamente indagate – specifica la direttrice del Museo Marino Marini Maria Teresa Tosi - si è giunti all’idea di progettare alcune giornate di studio per approfondire la tecnica scultorea usata da Marino Marini ampliandone l’indagine ad altri artisti del secondo dopoguerra. Questo studio sarà di grande aiuto al lavoro che la commissione scientifica della Fondazione svolge da anni per la tutela delle opere di Marino, visionando di volta in volta le opere che vengono presentate per il rilascio di un certificato di autentica”. 

Laura Speranza, responsabile del settore bronzo dell’Opificio delle Pietre dure, e Stefania Agnoletti, restauratrice dell’Opificio delle Pietre dure, rilevano l’unicità dell’evento che offre un confronto e un percorso di studi e ricerca mai analizzato nel rapporto tra tecnica e stile nelle sculture di bronzo e ferro della seconda metà del Novecento.

“Un progetto interessantissimo - aggiunge Laura Speranza - in cui ha dato un contributo importante l’Opificio, nel ruolo di partner dell’iniziativa, la nostra è una realtà che si occupa di restauro, svolge attività di ricerca ricerca e formazione e ha messo in campo un evento che ha un rilievo inedito, aperto a studiosi ed esperti del settore indicando competenze e professionalità altamente qualificate. Per comprendere l’identità storico-artistica di un’opera è fondamentale entrare nel merito dei materiali esecutivi. Si parla di scultura del secondo Novecento, un argomento poco studiato e di grande stimolo per noi nel campo dell’operatività. Gli artisti di oggi sperimentano e mettono insieme materiali, anche non compatibili fra loro, e la sfida di restaurare questo tipo di lavoro è un’operazione complessa che invita a realizzare un studio accurato. Sarà un confronto utile a comprendere le fasi di creazione di un'opera e i materiali di cui si compone, un evento scientifico necessario a leggere gli aspetti formali”.

Il coinvolgimento dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, presso i cui laboratori sono in corso ricerche sulla scultura in bronzo, offrirà un prezioso contributo alla conoscenza delle tecniche di fusione e delle pratiche di conservazione.

La collaborazione con la Fondazione Peggy Guggenheim Collection che prosegue un rapporto iniziato con la mostra Passioni visive si giustifica per la presenza in collezione delle opere dell’artista pistoiese e per l’attenzione di Peggy alla scultura contemporanea; inoltre nelle due giornate saranno discussi casi di studio relativi ad alcuni bronzi collocati nel giardino della Fondazione, alcuni dei quali seguiti proprio dall’Opificio fiorentino.

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