Giovedì, 05 Dicembre 2019 15:18

Pistoia, inaugurato il fondo librario di Natale Rauty

Alcuni momenti dell'inaugurazione del fondo Rauty alla Biblioteca dei Domenicani (foto di Marta Meli) Alcuni momenti dell'inaugurazione del fondo Rauty alla Biblioteca dei Domenicani (foto di Marta Meli)

di Marta Meli

Pistoia – “L’inaugurazione di una biblioteca, anche se piccola, è sempre un’occasione di festa”.

“Da quando l’uomo ha inventato quello straordinario mezzo di comunicazione che è la scrittura, la biblioteca - cioè la raccolta di testi scritti - rappresenta il mezzo più efficace per trasferire da una generazione all’altra il sapere e la memoria”. Scriveva così Natale Rauty in occasione dell’inaugurazione della biblioteca di Torri, nell’agosto del 2004.

Ieri pomeriggio è stato inaugurato, nei locali del Convento di San Domenico, il fondo librario di Natale Rauty che i figli hanno voluto salvaguardare donandolo, così come conservato dal padre, alla Biblioteca dei Domenicani.

Il prelievo, il trasporto e la sistemazione dei volumi sono stati curati dalla Società Pistoiese di Storia Patria con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia.

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“Il libro è un’alta espressione di civiltà – ha letto Benedetta Rauty ricordando le parole del padre - perché permette non solo la circolazione delle idee secondo il confronto dialettico, ma anche l’affermazione dei principi sui quali si fondano la nostra libertà e la nostra democrazia”.

La figlia di Rauty ha proseguito leggendo le memorie e gli scritti del padre, iniziando con i ‘racconti’ delle primissime esplorazioni nel mondo dei libri – assieme a De Amicis, Dumas e Verne - passando poi a quelle parole che restituiscono il profondo senso di una ancor più solida consapevolezza dell’immenso valore proprio delle biblioteche.

“Le biblioteche sono veri e propri patrimoni – ha aggiunto Padre Cortesi ricordando il 1943, anno in cui la biblioteca e il Convento furono colpiti dal bombardamento aereo - come granai si contrappongono e contrastano la follia di quello che è stata la guerra”.

“La guerra ha senz’altro rubato la giovinezza a Rauty, ma gli ha anche insegnato il lavoro e il metodo – ha detto Giampaolo Francesconi, direttore del Bullettino Storico Pistoiese – lo ha ampiamente dimostrato con la sua lucidità, erudizione, intelligenza, memoria e conoscenza, inoltre lui riusciva a scrivere in prima battuta, quasi non esistono sue brutte copie e questo ha davvero dell’incredibile”.

Il personale della Biblioteca dei Domenicani, guidato dal responsabile Alberto Coco, ha curato e continuerà a curare l’inventariazione e la catalogazione dei volumi cui ha contribuito anche la Rete Documentaria della Provincia di Pistoia (REDOP).

“il lavoro di catalogazione è già cominciato – ha detto Alberto Coco – per cui, alcuni libri del fondo sono già consultabili”.

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Il fondo è composto da oltre cinquemila volumi raccolti dall’ingegner Rauty durante gli oltre cinquanta anni che ha dedicato allo studio delle vicende storiche della Pistoia medievale e più in generale della Toscana e dell’Italia intera. Per chi conosce anche in maniera non approfondita il lavoro di ricerca storica di Rauty può immaginare il valore del fondo librario che è riuscito a mettere insieme in tanti anni di ricerche di alto livello; un fondo che, insieme a volumi anche rari di storia generale, contiene tutto quanto è stato scritto sulla storia di Pistoia.

L’avere a disposizione, nella propria città, luoghi nei quali la conoscenza e la cultura si offrono alla comunità è una considerevole risorsa ed è di grande importanza, perché - come scriveva Natale Rauty - i libri possono parlarci di molte cose: “del sapere della scienza, della letteratura, della poesia, dell’arte, la memoria del mito, della tradizione e della storia”.

 

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