Sabato, 07 Dicembre 2019 12:29

Museo Leonardiano, un viaggio nella mente del Genio di Vinci

Alcune immagini del Museo Leonardiano di Vinci (fotografie tratte dalla pagina ufficiale Fb del Museo) Alcune immagini del Museo Leonardiano di Vinci (fotografie tratte dalla pagina ufficiale Fb del Museo)

di Andrea Capecchi

Vinci – Un viaggio affascinante e sorprendente nella mente poliedrica del Genio del Rinascimento italiano.

Nel cinquecentesimo anniversario della morte del suo illustre concittadino, il Museo Leonardiano di Vinci è stato al centro di una serie di importanti iniziative per riscoprire, valorizzare e “aggiornare” la “multiforme” figura di Leonardo, forse la personalità di maggior spicco della cultura rinascimentale, capace di cimentarsi con valore – e raggiungendo altissimi livelli – nei campi della pittura, della scultura, delle scienze naturali, dell'ingegneria civile e militare.

Perchè la grandezza di Leonardo sta proprio in questa impossibilità di classificarlo all'interno di un'arte, una disciplina, un settore specifico di studi: la sua mente geniale supera e rompe i limiti, e il percorso museale allestito nei locali della Palazzina Uzielli e del Castello dei Conti Guidi vuole mostrare questa straordinaria versatilità, questa incredibile elasticità mentale, questo sforzo di studio e di conoscenza delle leggi che regolano il mondo. E la meraviglia è una delle chiavi che permette di aprire le sale del museo.

A dominare sono le ricostruzioni dei modelli delle macchine di Leonardo, che fin dall'adolescenza, osservando le macchine da cantiere realizzate da Brunelleschi per la costruzione della cupola del Duomo di Firenze, rimane affascinato dall'ingegneria meccanica e idraulica e dedicherà ampio spazio alla progettazione di macchine.

Ingegnere a tutto campo, Leonardo disegna e progetta macchine per l'edilizia e la costruzione di edifici, macchine per la tessitura e la filatura, per la battitura e la frangitura, telai automatici per ottimizzare la produzione e agevolare il duro lavoro degli operai. Con i progetti di Leonardo le manifatture sembrano prendere vita, diventare di colpo moderne, e presentare davanti agli occhi sbalorditi del visitatore un'anticipazione dei concetti contemporanei di meccanizzazione e divisione del lavoro.

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Ma l'età di Leonardo è anche un periodo di instabilità politica e di frequenti guerre per il predominio sulla penisola: ed ecco che il genio di Vinci, durante il suo soggiorno milanese, inizia a cimentarsi anche nella progettazione di opere di ingegneria bellica come ponti e fortificazioni e di nuove armi e macchine da guerra che stupiscono per la loro originalità. Anche se restarono “sulla carta” e non furono mai realizzate, tali macchine rivelano la profonda conoscenza dell'ingegneria militare da parte di Leonardo e la sua attenzione per le tattiche e le strategie di battaglia riprese dal mondo classico.

Come non restare a bocca aperta di fronte al modellino del primo carro armato, un'originale testuggine mobile con ruote e cannoni? Per non parlare della prima mitragliatrice a ventaglio e del cannone a vapore, un ingegnoso sistema che Leonardo riprende da un'antica idea di Archimede. Tra menti geniali, d'altronde, ci si intende. Macchine per il lavoro, macchine per la guerra, macchine per innalzarsi verso il cielo, per superare quel limite naturale che da sempre teneva l'uomo imprigionato a terra: in breve, macchine per volare.

"Che bello!! Ma batteva le ali come gli uccelli?" esclama un bambino di fronte all'uomo volante leonardiano. E il suo stupore è anche il nostro: noi che ormai siamo abituati a voli transoceanici e abbiamo assistito ai viaggi dell'uomo alla conquista dello spazio, ci meravigliamo ancora e proviamo un senso di ammirazione verso un genio che, cinque secoli fa, studiava il volo degli uccelli, le leggi dell'aerodinamica e le correnti aeree per consentire all'uomo di spiccare il volo e librarsi nell'aria, assaporando finalmente un senso di infinito e libertà.

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Ma la mente di Leonardo non si ferma qui: sono illustrati altri ambiziosi progetti di ingegneria idraulica come il canale per collegare Firenze al mare deviando le acque dell'Arno (a danno, ovviamente, dei “nemici” pisani) o la realizzazione di una diga a Serravalle per alimentare mulini e opifici a Vinci.

Con grande intelligenza Leonardo sfrutta al massimo delle loro potenzialità l'energia idraulica e quella eolica per sviluppare ogni genere di manifatture: una scelta "obbligata" in un'epoca che non conosceva l'utilizzo del carbone, del gas e del petrolio come fonti energetiche, ma che sarebbe opportuno riprendere in considerazione adottando la stessa abilità di Leonardo per trovare soluzioni alternative.

E ancora la pittura, la scultura, gli studi di anatomia, biologia, botanica, musica e architettura: siamo ancora a metà della visita e già il genio universale di Leonardo sembra sovrastarci, facendoci sentire tutti così piccoli nella nostra “ignoranza” e limitatezza mentale.

L'esposizione permanente del Museo Leonardiano prosegue poi in altri due spazi situati poco fuori il borgo di Vinci, la Villa del Ferrale, che ospita riproduzioni in formato originale dei più illustri capolavori pittorici di Leonardo, e la casa natale di Leonardo in località Anchiano, che presenta un'interessante narrazione audiovisiva sullo stretto rapporto tra Leonardo e il territorio di Vinci.

Quello Leonardiano è un museo diffuso, un museo del territorio, un museo aperto a iniziative e laboratori didattici per bambini e adulti; un museo che, pur non possedendo i capolavori originali di Leonardo, ha saputo ricreare un percorso “ideale” non tanto attraverso la sua biografia, quanto attraverso la sua mente geniale, puntando molto sull'interattività. Certo, alcuni aspetti sono migliorabili (pannelli espositivi a volte molto piccoli, bookshop piuttosto limitato), ma l'auspicio è che l'anno leonardiano che sta volgendo al termine possa fungere da occasione di ulteriore valorizzazione di questa figura e del suo Museo, come i numeri delle presenze di quest'anno – in netta crescita rispetto al passato – sembrano confermare.

 

 

 

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