Speciali Reportcult: Pistoia Blues


 
 

Sabato, 14 Dicembre 2019 16:53

Museo Marini di Pistoia: un museo che guarda al futuro

Alcune immagini dei laboratori didattici del Museo Marini (fotografie di Andrea Capecchi) Alcune immagini dei laboratori didattici del Museo Marini (fotografie di Andrea Capecchi)

di Andrea Capecchi

Pistoia – Un museo ben inserito nel tessuto sociale e culturale della città, capace di promuovere attività didattiche e culturali.

Valorizzazione del patrimonio artistico e culturale tramite laboratori, seminari e iniziative collaterali, forte legame con il territorio e con l'ambito locale, collaborazione attiva con le scuole e le associazioni, promozione dell'ambiente museale come luogo del “fare cultura”: sono queste le caratteristiche principali del “museo del futuro”, ovvero di una istituzione che – come scrivono gli esperti del settore – non si limiti a rimanere uno spazio da visitare, dove l'esperienza culturale inizia e finisce con la visione delle opere esposte.

Il museo, nel prossimo futuro, dovrà essere molto di più: dovrà diventare un ente non più isolato e “arroccato” su se stesso, ma in crescente dialogo con il territorio e il tessuto sociale, artistico e culturale in cui è inserito, diventando non solo un polo d'attrazione per il turista in visita alla città, ma anche un punto di riferimento costante per i cittadini di tutte le età.

Un percorso di questo tipo è stato intrapreso già da tempo dal Museo Marino Marini di Pistoia, che ha tentato di seguire alcune impostazioni delineate per il “museo del futuro”, con risultati fino ad oggi molto incoraggianti sia sul piano delle attività culturali promosse, sia su quello della collaborazione e del coinvolgimento di scuole e associazioni del territorio all'interno di vari progetti.

“È un percorso che parte da lontano, le cui basi sono state gettate agli inizi degli anni Duemila – spiega Ambra Tuci, responsabile eventi e dipartimento educativo del Museo – non volevamo lavorare solo per il turismo, ma avere un museo nella città e per la città, uno spazio che tutti i cittadini pistoiesi potessero sentire come proprio. È stata portata avanti l'idea di un museo sempre più integrato nel tessuto sociale e culturale della città, e non solo per i fortissimi rapporti che legano Pistoia all'arte e alla figura umana di Marino Marini. Un'idea a mio avviso ben rappresentata e simboleggiata dall'anfiteatro all'ingresso del museo, che con la sua struttura circolare suggerisce il principio di collaborazione e condivisione della cultura”.

20191211 114230

Condividere la cultura: uno “slogan” spesso sbandierato in maniera astratta e superficiale, che il Museo Marini è stato invece capace di tradurre in pratica attraverso numerosi progetti finalizzati a veicolare l'arte a un pubblico ampio e variegato, con particolare attenzione a quelle categorie sociali che, per vari motivi, rischiavano di rimanere escluse ed emarginate dalla fruizione dell'opera d'arte.

Ecco allora iniziative e attività modulate e pensate per un pubblico “insolito” e particolare come gli ospiti di un carcere, gli immigrati residenti nelle strutture di accoglienza, le persone affette da Alzheimer, i non udenti e non vedenti: tutti hanno avuto l'opportunità, utilizzando strumenti e modalità diverse, di incontrare l'arte e di trarne un'occasione di beneficio culturale e di benessere psicofisico.

Particolarmente significativi sono poi i progetti di collaborazione con le scuole del territorio, da quelle dell'infanzia fino alle superiori, attraverso la promozione di laboratori didattici condotti in collaborazione con l'associazione culturale Artemisia. Negli spazi del museo dedicati ai bambini e ragazzi si svolgono regolarmente attività teoriche e pratiche, dall'educazione sensoriale allo studio dell'opera, dalla realizzazione di disegni e pitture alla produzione di piccole sculture in creta, attraverso le quali anche i più piccoli hanno l'opportunità di incontrare e rielaborare l'arte di Marino, facendo ricorso agli strumenti delle arti figurative e, cosa ancor più importante, alla loro creatività e fantasia.

“Anche le attività didattiche nascono da lontano – continua Ambra Tuci – dall'esplicita volontà di Marina che ricordava spesso come il marito, durante i suoi viaggi negli Stati Uniti, manifestasse grande interesse e considerazione verso gli atelier artistici dei bambini che già all'epoca erano presenti nei musei americani. Su questo solco abbiamo creato un laboratorio didattico che fosse in grado di coinvolgere attivamente tutti i bambini e ragazzi in età scolare, dai 3 ai 18 anni, con un'ulteriore appendice costituita dalla biblioteca dei bambini, inclusa nella rete Redop, con libri d'arte per tutte le età. Anche l'ingresso gratuito al museo per tutti i minori di 18 anni rientra in una precisa scelta di politica culturale: se vogliamo veramente che il museo sia aperto alla cittadinanza e sia sentito come un luogo vivo, vivace e familiare anche dalle nuove generazioni, è importante favorire e incoraggiare l'accesso dei bambini e dei ragazzi ai percorsi espositivi e ai laboratori. E, per fortuna, le famiglie e soprattutto le scuole stanno rispondendo con grande entusiasmo a queste nostre sollecitazioni”.

Altra caratteristica del museo del futuro è l'opportunità di “fare rete” e avviare progetti di collaborazione con altri soggetti culturali del territorio: ad oggi il Museo Marini è “in rete” con Pistoia Sotterranea, Il Funaro, Fondazione Pistoia Musei, Agenzia Medieval Italy, con i quali ha promosso la creazione di un biglietto cumulativo comune e di convenzioni per l'accesso ai laboratori didattici, nell'ottica di un impegno per l'istituzione – auspicata in futuro – di un'unica rete dei musei privati di Pistoia.

20191211 114242

E l'effetto prodotto da Pistoia Capitale della Cultura che ruolo ha giocato in questo processo avviato dal Museo Marini?

“Dal mio punto di vista – conclude Ambra Tuci – l'anno di Pistoia Capitale, oltre a valorizzare il museo fuori dal nostro territorio, è servito a far acquisire agli stessi pistoiesi una maggiore consapevolezza e una presa di coscienza verso il museo, il suo importante patrimonio artistico e le sue attività rivolte a tutta la cittadinanza. Questo è stato il merito principale di Pistoia Capitale, a fronte di numeri non certo eccezionali per quanto riguarda le visite registrate, soprattutto di turisti. Tuttavia non sono pessimista né catastrofista: gli effetti benefici si vedranno nel lungo periodo, e poi non contano solo i numeri, ma l'alta qualità e il valore dell'offerta culturale. Dopo due anni sento che a Pistoia c'è un certo fermento culturale, che ancora appare nascosto e sotto traccia”.

L'augurio è che nel prossimo futuro il Museo Marini continui a farsi promotore di iniziative culturali e sociali a Pistoia e nel suo territorio, iniziative che, dati alla mano, oltre a risultare significative per la crescita culturale di un'intera comunità, dall'infanzia all'età adulta, svolgono anche una fondamentale funzione sociale.

Articoli correlati (da tag)