Lunedì, 23 Dicembre 2019 17:18

Via Nemoreto, un angolo di Pistoia ridotto all’abbandono

Alcune immagini dello stato di incuria di via Nemoreto (foto di Andrea Capecchi) Alcune immagini dello stato di incuria di via Nemoreto (foto di Andrea Capecchi)

di Andrea Capecchi

Pistoia – Il vialetto pedonale invaso dalle erbacce, una transenna abbandonata, rifiuti e sporcizia gettati a terra.

Una sensazione di incuria e squallore invade il visitatore ma anche il semplice cittadino alla vista del breve tratto pedonale di via Nemoreto, tra l’incrocio con via della Vignaccia e l’edificio dell’ex chiesa di San Giovanni al Tempio.

Il vialetto in ciottoli, che fino a qualche anno offriva un collegamento pedonale con via di San Pietro, attraversando la Cappella della Madonna del Rastrello, è adesso un tratto a fondo cieco lasciato al più completo abbandono, con le erbacce che ne hanno invaso parte della sede. Ai due lati, la vista non è certo delle più gradevoli e confortanti: bottiglie di birra, bicchieri di plastica, calcinacci, resti di una grondaia e altri rifiuti assortiti fanno bella mostra di sè, scoraggiando anche il più curioso ad addentrarsi alla scoperta di questo angolo di Pistoia poco conosciuto ma ricco di storia.

Un vero e proprio paradosso, se consideriamo che all’inizio del vialetto, proprio sotto l’indicazione della via, è presente un pannello informativo bilingue di “Pistoia città d’arte e cultura” che spiega, in italiano e in inglese, dettagli interessanti di storia e cultura su via Nemoreto e sull’adiacente chiesa di San Giovanni Battista al Tempio.

20191223 151849

E il dispiacere nel vedere quest’angolo della città ridotto in questo stato è doppio proprio in virtù della sua storia millenaria, da area cimiteriale durante l’età altomedievale (il termine Nemoreto indicava in origine uno “spazio sacro” destinato alla sepoltura) a ospizio per pellegrini nel Medioevo, passando attraverso la presenza dei monaci benedettini di Fontana Taona, dell’ordine dei Templari (da cui il nome “Tempio” con il quale questa chiesa è nota) e di quello dei Cavalieri di Malta. Una storia preziosa che racchiude molte delle vicende religiose attraversate dalla città nel corsio dei secoli, e che è stata riscoperta e valorizzata di recente, grazie ai lavori di restauro della chiesa e dei suoi spazi interni: tra questi spicca il celebre affresco trecentesco della Madonna del Rastrello, divenuto oggetto di venerazione e di devozione popolare a seguito del “miracolo” che ne sarebbe scaturito, allorchè l’immagine della Madonna avrebbe mosso miracolosamente lo sguardo.

20191223 124839

I lavori di restauro si erano conclusi nell’estate del 2017, proprio in concomitanza con l’anno di Pistoia Capitale della Cultura (qui l’articolo di Marta Meli sulla riapertura della chiesa: http://www.reportcult.it/arte/item/1330-pistoia-torna-a-splendere-dopo-i-restauri-l-antica-chiesa-del-tempio.html) sembrava l’inizio di una “nuova vita” per il Tempio di Pistoia, poi qualcosa dev’essersi inceppato. Le buone intenzioni sono rimaste sulla carta, come pare testimoniare il malinconico pannello di via del Nemoreto, che lascia il visitatore un po’ disorientato e sorpreso tra la bellissima storia di questo luogo e l’impressione tangibile di abbandono in cui è lasciato.

L’augurio è che anche questo piccolo ma prezioso angolo di Pistoia venga posto al centro di progetto di riqualificazione che per la sua storia meriterebbe.

 

Articoli correlati (da tag)