Lunedì, 30 Dicembre 2019 11:31

“Quando piove ho visto le rane”: Azzurra D’Agostino a Les Bouquinistes

La poetessa Azzurra D'Agostino nel corso dell'incontro a Les Bouquinistes (foto di Marta Meli) La poetessa Azzurra D'Agostino nel corso dell'incontro a Les Bouquinistes (foto di Marta Meli)

di Marta Meli

Pistoia – Le parole in divenire che, quando accostate tra loro passando per gli occhi, le orecchie e la memoria, tingono nuvole bianche di immagini.

Raffigurazioni di mondi, siano esse ferme o in movimento. Pensieri e parole convergono, domande si sollevano in poesia evocando visioni.

È stata presentata ieri pomeriggio la nuova edizione del libro di poesie "Quando piove ho visto le rane" (Valigie Rosse, 2019) di Azzurra D’Agostino e con le illustrazioni di Giga alla libreria Les Bouquinistes.

All'incontro era presente, per dialogare con l’autrice, Alessio Casalini di Valigie Rosse. Inaugurando la nuova collana Panierini (dedicata alla scrittura per l’infanzia), Valigie Rosse ha deciso di ripubblicare questa raccolta di poesie (insignita del Premio Ciampi Valige Rosse nel 2015) arricchendola di una sezione di inediti, esaltando così la necessità di "conservare di conservare stupore nel nostro sguardo verso il mondo".

“Lo scontro con la poesia è un modo di interrogare il mondo e questo non ha età – ha detto la poetessa – ogni volta sento un rumore che credo di poter esplorare, comprendere e attenuare solo con la scrittura di poesie”.

Nella seconda parte della raccolta sono, perlopiù, le “domande elementari” dei bambini a ispirare le riflessioni e la poesia di Azzurra. Nei primi versi di quelle poesie sono riportate esattamente quelle stesse domande, mai banali o prive di significato. Accezioni profonde, essenze e valori poetici, frazioni e frammenti. Poi ancora ricordi ascoltati, vissuti con intensità. Tutto questo per esserci, per “stare”, rimanere, assaporare.

E, infine, chiedersi. Domandare, in un continuo processo di interazione tra me e la vita, di connessione tra me e le cose, conversando con il mondo e il possibile. Via e lontana la contaminazione. Liberi. Poi di nuovo arricchiti dallo scandire e da quello che scegliendo ci appare. Una poesia per tutti, per sapere di sé e del mondo: delle persone, delle emozioni, degli artifici, della natura e degli animali. Così, ritrovare il nostro piccolo viaggiatore interiore tra sorpresa e meraviglia. Un dono custode che, talvolta, scordiamo di avere.

“Azzurra è capace di recuperare quello sguardo anarchico privo di ogni dogma, alternando cenni, barlumi e silenzi – ha spiegato Alessio Casalini – un libro non solo per bambini, ma per chiunque voglia ritrovare quello sguardo e quelle infinite possibilità che si aprono anche solo leggendo il titolo della raccolta”.

Nel corso della serata sono state lette alcune poesie del libro: “Voltarsi”, “Nuvola”, “Che sapore ha la neve, “La bambina dai capelli azzurri”, “Discorso tra un’ape e una foglia”, “Il poeta non è una panchina”, “Gatto” e molte altre.

La poetessa ha poi raccontato di quando, da bambina, leggeva Rodari, Ungaretti e le fiabe russe: quasi tutte storie e parole d’ispirazione, di riflessione e di crescita per lei. Come recitano gli ultimi versi di una sua poesia (“Il poeta si vede poco, sempre da distante. / Scantona dalla strada e non è rassicurante”) si intuisce quanto questa forma d’arte possa essere desolante.

“La poesia non è consolatoria, è scomoda, ma l’insicurezza e il dolore io credo siano un privilegio – ha concluso Azzurra D’Agostino - la paura è un allarme, un avvertimento, in questo senso potrebbe aiutare a pensare, a scegliere e ad agire”.

 

 

 

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