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Lunedì, 13 Gennaio 2020 00:15

“Libro di Hor”: Francesca Matteoni e Ginevra Ballati a Les Bouquinistes

Un momento della presentazione del libro con Matteoni, Giovannelli e Ballati (foto di Marta Meli) Un momento della presentazione del libro con Matteoni, Giovannelli e Ballati (foto di Marta Meli)

di Marta Meli

Pistoia – Frammenti, indizi, poesie, simboli, parole e figurazioni.

Tra la fiaba e il mito. Animali, verdi essenze ed esseri sono gli spiriti guida che, soffianti verso luoghi inesplorati, sognati o di memoria, ci riportano a noi. Ecco: abbacinante ibridazione che accade.

Il potere della rivelazione, la magia dello stare, la carezza della percezione sono vortice, vertice, voce. Lo vedi e lo senti. È avvertito, ascoltato e accolto. È sussurro che già spira queste immagini-parole: “quando gli occhi si stregano impara / a sapere la riva con la mano”.

Questi ultimi versi appartengono a “Libro di Hor” (Vydia Editore, 2019) presentato venerdì sera alla libreria Les Bouquinistes. Il libro è una raccolta di poesie scritte da Francesca Matteoni ed illustrazioni realizzate dall’artista Ginevra Ballati. L’evento è stato coordinato da Alessandro Giovannelli. Nel volume, i versi e le allegorie si accompagnano in un alternarsi di suggestioni reciproche.

“Un viaggio che dentro le pagine si rivela essere un’incognita – ha detto Alessandro Giovannelli – un libro pieno di sorprese e di indizi, tra mondi evocati e vertigini, come il mare portato dal vento”.

Un portale che, tra il dove e il quando, consente l’accesso a visioni, significati, universi, istanti, ricordi, futuri; dove parole e figure sono la vera ricchezza di un’intensità celata e poi resa manifesta da un solo atto: la lettura. Orso, corvo, volpe ci accompagnano lungo sentieri di vita tra la sommità delle montagne e lo sfacelo dei pensieri che affondano nei mari. Pregnanti di nature variopinte. Immersi tra l’acqua e l’aria traspaiono scenari molteplici. Realtà plurime si incontrano nel dialogo degli attimi, tra misteri e incertezze, prospettive e illusioni.

Chi è Hor?

“Hor è un ibrido, non proprio un animale, non proprio essere umano – ha spiegato Ginevra Ballati – il progetto è nato nel 2015, parlando con Francesca, tra archetipi e immagini ho trovato l’ispirazione”.

“Il protagonista è anche ‘autore’ di questo libro, Hor è una voce narrante maschile – ha aggiunto Francesca Matteoni – perché, facendo riferimento alla teoria dell’anima, questo è un buon modo per andare alla ricerca di un altro sé”.

Le diciassette illustrazioni contenute nel libro non sono sempre state realizzate in parallelo con le poesie. È come un incontro destinato, inconsciamente già avvertito, voluto e profondamente sperato. Tutte le immagini sono state realizzate a china, acquarello e inchiostri su carta in cotone. Gli ultimi frammenti che chiudono il libro restituiscono perfettamente il senso dell’oblio, del ritorno alla purezza. Dissoluzione: tra lo scomparire e il dimenticare.

“Una parola focale è ‘insostanziale’, perché quello di cui parlano i versi deve essere qualsiasi montagna, qualsiasi essere, qualsiasi pianta, fiore, spirito, colore – ha concluso la poetessa – anche se è pur vero che i riferimenti iniziali sono sempre legati al richiamo di certi luoghi, tanto vicini alla pelle con la quale ho toccato e abitato queste mie terre”.

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