Lunedì, 10 Febbraio 2020 16:41

Fernando Capecchi, un talento scopritore di talenti

Fernando Capecchi alla presentazione del libro con Conti e Pieraccioni (foto Pressphoto) Fernando Capecchi alla presentazione del libro con Conti e Pieraccioni (foto Pressphoto)

di Marcello Paris 

Pistoia - Una carriera pluridecennale nel mondo dello spettacolo iniziata quasi per caso.

E’ una storia che viene da lontano ed è raccontata a due mani dal protagonista con l’aiuto del giornalista Enrico Salvadori nel volume “Saluta tutti”, edito da Eri-Rai. Racconta la storia di un personaggio che dal contado alla periferia di Pistoia, Ramini, assurge a talent scout fra i più importanti d’Italia con la sua Vegastar.

Dopo questo preambolo entriamo nel vivo per conoscere più da vicino il “ragioniere” che ha portato sui maggiori palcoscenici d’Italia e non solo grandi personaggi del mondo dello spettacolo.

L’occasione ci è fornita dall’attribuzione del premio-riconoscimento che l’Accademia della Chionchina di Pistoia (quest’anno ha festeggiato i cinquanta anni dalla nascita), presieduta da Luciano Bertini, gli ha consegnato durante una conviviale dove lui stesso ha ripercorso i momenti salienti di cinquant’anni di carriera.

Il racconto, come il libro, narrano della bellissima avventura umana e professionale di un manager di spettacolo, o meglio, come lui tiene a sottolineare, “impresario che si è fatto da solo”. Da venditore di piante in quella frazioncina poco distante da Pistoia ai fasti e ai lustrini del grande spettacolo: Castrocaro, Cantagiro, Sanremo, Miss Italia e centinaia di balere e discoteche più o meno famose.

A lui si deve (forse sarebbero emersi lo stesso, ma chi lo sa) il lancio nel firmamento dello spettacolo dei ragazzini che rispondono al nome di Carlo Conti, Leonardo Pieraccioni, Giorgio Panariello e più tardi Zucchero.  Il trio, grazie alla Vegastar, realizza nel 1994 ‘Fratelli d’Italia’, spettacolo più volte ripreso e rivisitato in tante piazze della Toscana e dell’Emilia Romagna. Da non dimenticare, agli albori delle così dette radio e tv libere, Vernice Fresca e Aria Fresca:siamo a metà degli anni Ottanta. Zucchero, invece, grazie al patron Gianni Ravera, fu portato al Castrocaro e da lì a Sanremo.

Qui si citano i personaggi più famosi ma sono innumerevoli i cantanti, le orchestre, gli imitatori e presentatori, uscita dalla scuderia di Capecchi.

Fra le recriminazioni, la più vistosa c’è quella di non aver convinto Lucio Battisti a far parte della scuderia Vegastar. Un altro big che è sfuggito a Capecchi si chiama Massimo Ranieri. L’impresario con cui Capecchi collaborava, Iso Bellandi, padre del più famoso Bibi, chiedeva 30 milioni di lire per l’ingaggio e lui non se la sentì.

Nell’incredibile storia che stiamo, a grandi linee, raccontando, non può essere omesso l’inizio di questa formidabile carriera nata dalla voglia, e in parte dalla necessità, di rallegrare le serate di intrattenimento nel locale circolo ricreativo. Insomma si trattativa di portare qualche cantante o orchestrina a Ramini.

Così, con la sua Olivetti lettera 22 (Galeotta fu l’Olivetti) scrisse una serie di lettere in giro per l’Italia alla ricerca del necessario. Fu così che un giorno si presentò a casa sua un signore interessato a esaudire le sue richieste: si presentò come impresario di spettacoli. La parola impresario non diceva niente a Capecchi, al massimo poteva capire imprenditore, sta di fatto che alla richiesta di chiarimenti seguì un colloquio di circa due ore al termine del quale Capecchi era l’agente per la Toscana.

Naturalmente non sono mancate le delusioni, qualche sconfitta, qualche serata o ingaggio non andati a buon fine ci sono stati ma il saldo di una vita dedicata allo spettacolo e al dietro le quinte è fortemente in positivo. E non è ancora finita.

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