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Lunedì, 24 Febbraio 2020 17:46

Al Cinema Roma il documentario “Come se niente fosse” di Filippo Gori

Il regista Filippo Maria Gori e una scena del documentario Il regista Filippo Maria Gori e una scena del documentario

Pistoia - In un parco pubblico nel centro storico di una città toscana, persone senza fissa dimora alloggiano in un locale abbandonato.

Le loro pratiche e i loro racconti si consumano sulla soglia del visibile, in un isolamento non isolato. "Come se niente fosse" è una storia urbana a più voci e a più sguardi, che sarà presentata giovedì 27 febbraio alle ore 21.30 al cinema Roma (via Laudesi 6, Pistoia).

Il documentario, per la regia di Filippo Maria Gori, è stato girato a Pistoia con alcune delle persone senza fissa dimora che, tra il 2018 e il 2019, avevano occupato gli spazi del locale ex Al'Trove nel cuore di piazza della Resistenza.

Il parco – luogo di passeggiate, jogging e relax, ma anche teatro di affollate manifestazioni pubbliche – vedeva affiancarsi, senza apparenti commistioni, queste attività alla vita quotidiana degli abitanti dell’Al’Trove. “Come se niente fosse”, appunto.

La serata, a ingresso libero, vedrà un intervento dello storico Claudio Rosati, che anticiperà la proiezione del documentario (durata 30 minuti).

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Classe 1994, Filippo Maria Gori, fotografo di cronaca, filmaker e studente di antropologia, ha all'attivo diversi progetti, fra cui i documentari: "Italo" (2017, co-autore Lorenzo Enrico Gori) patrocinato da Pistoia Capitale della Cultura 2017; "FiglioDì" (2017, co-autore Alberto Vannacci), insignito del Premio speciale per la Solidarietà e l’Impegno sociale all’edizione 2018 del Premio Zoroastro – Festival del Cinema Italo-Azerbaigiano; “I Lampadieri” (2019, co-autore Alberto Vannacci), realizzato per il Comitato provinciale Arci di Pistoia.

L'Al'Trove, noto ex-locale di Pistoia, era ubicato nel parco di piazza della Resistenza, importante crocevia della città e polmone verde del suo centro storico. Dismessa l’attività dalla fine del 2017, il locale, versando in stato di abbandono, era diventato un alloggio di fortuna per persone senza fissa dimora; una sistemazione che, se per alcuni è stata temporanea (di poche settimane o di qualche mese), per altri era diventata stabile.

 

 

 

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