Lunedì, 11 Maggio 2020 12:47

"Il traditore" di Bellocchio trionfa al David di Donatello

di Giacomo Martini

Roma – Un successo per Marco Bellocchio con “Il traditore” al Premio David di Donatello.

Miglior film, miglior regia, miglior sceneggiatura originale, oltre alle interpretazioni di Favino e Lo Cascio e al montaggio: il capolavoro di Bellocchio è il vincitore di un’edizione che resterà nella storia del David di Donatello per la sua qualità straordinaria di segnale di resistenza e rinascita di un intero settore. 

Un premio ai tempi del coronavirus, un premio dove per una volta la concorrenza tra i candidati ha lasciato spazio alla solidarietà tra gli artisti, compresi i nomi nei titoli di coda. Un premio atteso che suona come una ricompensa di grande valore dopo le amarezze di Cannes e dell’Oscar.

Carlo Conti completamente solo nello studio di Rai 1, uno scenario surreale, e i candidati in collegamento da casa, emozionati, con le connessioni traballanti e i fondali improvvisati. “Un’edizione senza red carpet ma che era fondamentale per dire quanto è importante ricominciare”, ha esordito il presentatore, un uomo solo alla guida di una serata piena di spirito comunitario, di nostalgie, di abbracci virtuali, dedicata a tutte le maestranze che fanno il cinema italiano, oltre 200mila persone che lavorano nel settore e che sono state più volte al centro dei pensieri e dei discorsi con la loro drammatica situazione fatta di set bloccati e sale chiuse.

Ma le sale, per una sera, sono state illuminate in un flash mob in tutta Italia che potrebbe preludere a un ritorno meno lontano del previsto. A loro si è rivolto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella che ha inviato un lungo e sentito messaggio alla presidente dell’Accademia Piera Detassis.

“Il cinema sta subendo in modo pesante le conseguenze dell’epidemia – ha detto Mattarella, che quest’anno non ha potuto ricevere i candidati al Quirinale come di consueto - per ricostruire il nostro Paese dopo la drammatica epidemia sarà necessario tornare a sognare e a far sognare. E questo è il compito precipuo dell'arte, della creatività e degli artisti. Un compito che la nostra Costituzione disegna all'art. 9”.

Il presidente Mattarella esprime “sentimenti di vicinanza e di solidarietà per tutti i lavoratori dello spettacolo - cinema, teatro, musica, lirica, danza - e alle loro famiglie che, in questo periodo, stanno compiendo sacrifici e affrontando pesanti difficoltà. Sottolineando, al contempo, la richiesta alle istituzioni di operare per salvaguardare, concretamente, lavoro e patrimonio artistico. L'augurio è che la imminente e complessa fase di rinascita economica - così come accadde dopo la guerra, con i capolavori del neorealismo - sia accompagnata da una nuova esplosione di creatività e di bellezza”.

Il ministro Dario Franceschini è intervenuto da casa, in smoking, come Roberto Benigni, per accogliere subito quell'appello. “Garantisco che ci dedichiamo 24 ore al giorno a questo compito, abbiamo esteso ammortizzatori sociali che non c’erano per mondo del cinema, ci impegniamo a coprire ogni figura, a non lasciare indietro nessuno. Non decidiamo solo noi quando riapriranno le sale, ma lunedì incontrerò il mondo del cinema per decidere quando far ripartire i set e come utilizzare le piazze per vedere i film questa estate. Poi bisogna far ripartire l’industria anche perché il mondo pensa all’Italia attraverso le immagini che ha visto e vedrà”. E' notizia di oggi che il Comitato Tecnico Scientifico sta studiando la possibilità di riaprire i cinema entro maggio con misure molto severe di distanziamento tra gli spettatori. Marco Bellocchio ha voluto ricordare tutti gli artisti che sono morti quest’anno, “per loro che non ci sono più, io e i miei compagni cerchiamo di fare il meglio possibile”.

E durante la serata non è mancato l’omaggio ad Alberto Sordi con le testimonianze di tanti artisti tra cui Sabrina Ferilli, Christian De Sica e Carlo Verdone. Poi quello a Federico Fellini, affidato alle parole dello stesso Sordi. Mentre alla centenaria Franca Valeri, destinataria di un David speciale, è stato tributato l’omaggio di un collage di sequenze e interviste.

Spazio agli attori, candidati e premiati, nella cerimonia in forma ridotta ma comunque durata oltre due ore. Miglior attore protagonista è Pierfrancesco Favino per Il traditore, che si è detto orgoglioso “di appartenere alla categoria degli uomini e delle donne dello spettacolo, che sono spesso riusciti a segnare la strada della rinascita. Sono sicuro che torneremo presto”, ha concluso.

Miglior attrice protagonista Jasmine Trinca per La dea fortuna di Ferzan Opetek, per lei un pensiero sui ruoli femminili pieni e tondi “che spesso ci mancano”. 

Valeria Golino miglior attrice non protagonista per 5 è il numero perfetto ha dedicato il premio “all’Italia, a tutti noi, in questo momento così fragile e potente, emozionante. Grazie alla tecnologia abbiamo potuto incontrarci. L’anno prossimo vogliamo rivederci, abbracciarci, baciarci”. 

Luigi Lo Cascio,miglior attore non protagonista per Il traditore, ricorda lo zio Luigi Maria Burruano, attore scomparso nel 2017 e suo mentore, ma non tralascia un pensiero “per i migliaia di lavoratori dello spettacolo che rischiano di essere invisibili e che oggi rischiano seriamente di non trovare più lavoro “.

 

 

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