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Giovedì, 18 Giugno 2020 10:37

La Scuola di Cinema “Anna Magnani”, dove il cinema "prende vita"

Ilaria Mavilla e la Scuola di Cinema "Anna Magnani" di Prato Ilaria Mavilla e la Scuola di Cinema "Anna Magnani" di Prato

di Francesco Belliti

PRATO – Una realtà impegnata da vent'anni nella formazione in ambito cinematografico, tra i successi e le criticità del presente.

La storia della Scuola di Cinema ‘Anna Magnani’ di Prato inizia nel 2000, anno in cui Massimo Smuraglia l’ha fondata e organizzata, nella formula che tutt’oggi permane, con lo scopo di formare i giovani ai diversi mestieri della produzione cinematografica. Una realtà nata dal mondo dell’associazionismo, all’interno della ‘Cooperativa Terminale’, e che da ormai vent’anni si impegna nella promozione e nella diffusione della cultura della Settima Arte sul territorio.

Da due anni, a Smuraglia, è subentrata nella direzione artistica della Scuola Ilaria Mavilla. La sua storia è esemplare per capire l’importanza e il valore dell’esperienza che l’‘Anna Magnani’ ha offerto e continua a offrire a tanti. Un luogo dalle porte girevoli, sempre pronto a riaccogliere chi vi ha mosso i primi passi. Ilaria ne è stata, infatti, un’ allieva, precisamente del corso di sceneggiatura: “una realtà che mi ha sedotta da subito. Vi si respirava un clima familiare dove poter stringere preziose collaborazioni con gli altri allievi. Sono nate coppie creative che negli anni hanno continuato a lavorare proficuamente insieme”, così ricorda.

Il suo percorso professionale è poi andato avanti a Roma con un corso di perfezionamento della Rai, un’evoluzione in scrittrice di testi teatrali e romanzi ed importanti riconoscimenti. In seguito il ritorno alla Scuola come docente e, oggi, direttrice artistica.

Che percorsi e possibilità offre la Scuola di Cinema ‘Anna Magnani’?

Innanzitutto la nostra è una delle poche scuole che garantisce ad ogni allievo regista di realizzare un proprio cortometraggio: un grande sforzo produttivo a cui tuttavia teniamo molto e non vogliamo rinunciare. Un’altra cosa che ci sta molto a cuore e che abbiamo continuato a portare avanti sono i laboratori nelle scuole, con cui vogliamo far provare ai ragazzi per la prima volta l’esperienza del set. I nostri corsi annuali di formazione sono divisi sui vari mestieri del cinema: regia, sceneggiatura, recitazione, direzione della fotografia, video-operatore, fonico di presa diretta, montaggio. Offriamo anche corsi di Storia del cinema gratuiti per gli iscritti. Da noi sono uscite tante persone che hanno poi avuto degli sbocchi professionali importanti: non a caso coloro che oggi sono i nostri principali docenti, me compresa, sono ex allievi della Scuola. Penso per esempio a David Becheri che tiene il corso di Fotografia ed è un direttore ormai affermato o a Samuele Rossi che insegna Regia e sta finendo di realizzare il suo secondo lungometraggio con una produzione internazionale. Sono risultati che ci rendono felici, anche perché, si può dire senza vergogna, siamo una scuola che vuole essere popolare, che non ha sostegni da nessuna istituzione e che quindi si regge sulle proprie gambe a livello economico.

L’anno di corsi culmina infine nelle riprese dei corti degli allievi. Come è organizzato questo momento?

Tutti gli allievi di tutti i corsi si riuniscono e lavorano insieme sul set. Le sceneggiature scritte dagli allievi vengono consegnate nelle mani dei registi: si crea da subito questa bellissima atmosfera di confronto sul testo. Da lì poi inizia tutto il lavoro della troupe andata a formarsi: la preparazione del set, le prove con gli attori, i casting, il piano di lavorazione, la ricerca delle location ed infine l’organizzazione delle giornate di riprese fino al montaggio finale. I corti vengono poi proiettati in una serata pubblica al Cinema Terminale.

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L’emergenza sanitaria ha bruscamente interrotto la vostra attività. Ora però siete ripartiti: quando contate di finire l’anno?

Ovviamente abbiamo cercato di garantire una continuità facendo lezioni da remoto. In alcuni casi è stato possibile e in altri meno: casi come il corso di Direzione della Fotografia, che prevede una parte pratica, che quindi hanno subito giocoforza una battuta d’arresto. Appena è stato possibile abbiamo ripreso le lezioni in presenza usando il cortile del Cinema Terminale. Per il corso di recitazione, invece, abbiamo avuto un altro problema: abbiamo perso il nostro spazio, la sala teatro dell’Officina Giovani. I ragazzi ora stanno facendo le ultime lezioni e l’idea è che comincino le riprese per i primi di settembre. Saranno sei cortometraggi che quest’anno saranno uniti in un unico film ad episodi che contiamo di proiettare presso il Terminale ad ottobre.

Per quanto riguarda i corti degli allievi, c’è da parte vostra l’intenzione di indirizzarli verso concorsi o festival?

È una cosa di cui ci occupiamo da poco ma che abbiamo sempre più voglia di fare. Prima avevamo il problema delle colonne sonore: non avendole originali non potevamo presentarli. Negli ultimi anni è nata una collaborazione con Samuele Cecchi, un ex allievo e musicista professionista, che ha curato molti lavori della Scuola. Quest’anno abbiamo ancora più voglia di vedere partecipare il nostro film ad episodi e ottenere anche dei riconoscimenti.

Organizzate anche workshop aperti a tutti. Ne avete qualcuno in programma?

Sì. Ci piace offrire stage e workshop brevi perché c’è anche molta richiesta. Negli anni abbiamo invitato molti noti addetti ai lavori del cinema a fare degli approfondimenti. Abbiamo organizzato due eventi: il 30 giugno un workshop sul montaggio a cura di Sara Achenza e il 5 luglio un altro sul montaggio sonoro a cura di Manuela Patti, un’altra nostra ex allieva che lavora da anni come fonico di presa diretta.

Oltre alle problematiche dovute al Covid-19, ne esistono altre, pregresse, relative agli spazi.

Un problema che abbiamo sollevato da tanto tempo è quello della sede. Per anni abbiamo avuto una convenzione che ci permetteva di avere una struttura, una segreteria e un ufficio stampa. Tutto questo ora non esiste più. Ora abbiamo spazi che sono assolutamente inadeguati alle nostre esigenze: l’edificio è molto fatiscente. Sto cercando di attirare l’attenzione su questo fatto interloquendo con l’amministrazione comunale e con la Mediateca Regionale Toscana, e negli ultimi giorni, per fortuna, qualcosa si sta muovendo, e sta iniziando un dialogo positivo. Perchè sarebbe auspicabile e naturale che una scuola di cinema che esiste da vent’anni possa avere uno spazio all’interno delle Manifatture Digitali, un luogo a cui tutte le produzioni che girano in Toscana si appoggiano. Siamo una realtà dello stesso ambito e il fatto che non ci sia dialogo su questa possibilità non ha proprio senso. Noi intanto stiamo facendo un bell’investimento sull’acquisto di nuove attrezzature da offrire ai ragazzi. Continuiamo ad andare avanti con le quote dei nostri iscritti, che non abbiamo mai voluto aumentare: ci tengo al fatto che i nostri prezzi rimangano popolari, perché la vocazione primaria della Scuola è rendere accessibile a tutti la formazione cinematografica. È la nostra forza, oltre a quello che noi riusciamo ad offrire sia a livello professionale che umano.

 

 

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