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Venerdì, 17 Luglio 2020 11:02

Venezia, Nadav Lapid presidente della Giuria degli Autori

Il regista israeliano Nadav Lapid Il regista israeliano Nadav Lapid

di Giacomo Martini

Venezia - Sarà il regista israeliano Nadav Lapid a guidare quest’anno la giuria ufficiale delle Giornate degli Autori.

La 17ma edizione di svolgerà dal 2 al 12 settembre durante la 77ma Mostra del Cinema di Venezia.

Vincitore dell’Orso d’oro alla Berlinale 2019 con il suo terzo lungometraggio, Synonimes, il cineasta 45enne guiderà la giuria composta da 27 giovani appassionati di cinema provenienti da tutti i paesi europei, nell’ambito del progetto del Parlamento Europeo “27 Times Cinema” che a Venezia sarà coordinato dal direttore del festival di Karlovy Vary,Karel Och. La giuria assegnerà il GdA Director’s Award, consistente in un premio di 20.000 euro al miglior film della selezione ufficiale (composta da 10 titoli) nel corso di una delibera pubblica, trasmessa in streaming sui canali social delle Giornate venerdì 11 settembre.

“Da sempre intendiamo il nostro concorso non come una semplice gara di eccellenze, ma come un’opportunità per sostenere il miglior cinema indipendente dopo l’anteprima mondiale veneziana”, è il commento del delegato generale Giorgio Gosetti. “Per questo cerchiamo personalità di grande forza e lungimiranza come Nadav Lapid per guidare la discussione di un gruppo eterogeneo di spettatori appassionati che sanno guardare il cinema del futuro”.

“Persino nel film più nichilista, misantropo, ironico e disperato c’è, inevitabilmente, una radice di speranza”, osserva Lapid, diplomatosi in cinema alla Sam Spiegel Film and Television School di Gerusalemme dopo gli studi in filosofia all’Università di Tel Aviv. “Bisogna credere che l'audiovisivo abbia un'eco sull'animo umano, che le cose abbiano un senso e che tale senso possa essere costruito sullo schermo”.

E aggiunge: “In tempi normali, essere membro di una giuria è qualcosa di funzionale. Ma questa pandemia ci obbliga a guardare oltre l'orizzonte del nostro universo cinematografico, a chiederci che senso ha tutto questo? Quanto peso? È ancora tanto importante? Dobbiamo ancora credere nel cinema? Forse, speriamo, l'esistenza stessa della Biennale può essere una risposta”.

“Siamo felici e orgogliosi di avere Nadav Lapid come presidente della giuria”, dichiara Gaia Furrer, da quest’anno direttrice artistica delle Giornate. “Nello scandagliare i meandri della psiche umana nei suoi angoli più remoti, il cinema di Lapid rappresenta un atto di risveglio, rinascita e di rivolta.  È un cinema ribelle, urgente e catartico. E mai come adesso abbiamo bisogno di autori che sappiano confrontarsi con il contemporaneo e che sappiano interrogare il cinema e le sue possibilità”.

 

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