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Giovedì, 03 Settembre 2020 11:25

Cinema italiano e "al femminile" protagonista a Venezia

Cate Blanchett a Venezia (foto Adnkronos) Cate Blanchett a Venezia (foto Adnkronos)

di Giacomo Martini

Venezia – Otto fim diretti da registe donne saranno presenti al Festival di Venezia.

Cate Blanchett è stata selezionata per presiedere la giuria a gennaio, diventando la terza donna in quattro anni a ricoprire il ruolo, dopo Lucrecia Martel e Annette Bening. La stella americana - che ha presieduto la giuria del Festival di Cannes 2018, guidando una protesta #MeToo sul red carpet con artisti del calibro di Ava DuVernay e Agnes Varda - è ben consapevole dell'anno spartiacque che sta supervisionando.

"Forse quest'anno la competizione principale dovrebbe chiamarsi New Horizons”, scherza, riferendosi alla popolare barra laterale del festival. "Ricade su di noi come industria in cui, mentre emergiamo in questo nuovo e coraggioso mondo, non stiamo portando con noi abitudini cattive e pigre, come ignorare voci diverse e interessanti", dice chiaramente Blanchett, aggiungendo che la selezione proviene da nuovi registi che non hanno mai gareggiato per un Leone d'Oro. “Il pubblico vuole solo vedere film che li ispirino e li infiammino e riflettano le loro vite in modi illuminanti. Ed è meraviglioso che quando vedono i titoli di coda possano dire, 'Oh mio Dio, oltre il 40% dei registi sono donne' ".

Blanchett, che stava parlando con Variety dalla sua casa nel Regno Unito, dove è rimasta da quando è tornata dalla Berlinale di febbraio, dice che l'ondata di registe a Venezia, che includeva solo due registe donne nel concorso del 21 titolo del 2019, è "una diretta risposta ai progressi positivi che sono stati fatti quest'anno: non avere pensieri pigri ed emarginare persone di incredibile talento, di cui spesso la maggioranza sono donne”.

Il direttore artistico di Venezia Alberto Barbera afferma che l'inclusione delle otto registe donne, tra cui la regista norvegese-americana di “The World to Come” Mona Fastvold e la regista di “Nomadland” Chloe Zhao, è stato un modo per “dimostrare che non avevamo, in passato, qualsiasi pregiudizio contro le donne: è solo una questione di qualità dei film stessi".

Sarà una mostra molto italiana con l’inaugurazione affidata al film “Lacci” di Daniele Lucchetti con Alba Rohrwacher, Silvio Orlando, Giovanni Mezzogiorno e Luigi Lo Cascio, ed ancora un film italiano avrà l’onore della chiusura della manifestazione, “Lasciami andare” di Mordini con Riccardo Scamarcio, Valeria Golino, Maya Sansa e Serena Rossi.

Tra i 18 film del concorso internazionale ben quattro italiani, “Le sorelle Macaluso” di Emma Dante, “Miss Marx” di Susanna Nicchiarelli, “Padrenostro” di Claudio Noce e “Notturno” di Gianfranco Rosi. Ma la mostra sarà ulteriormente segnata da film italiani, “Assandira” di Salvatore Mereu con Gavino Ledda, “Nowere Special” di Uberto Pasolini, “Guerra e Pace” di D’Abolfi e Parenti, “Omelia Contadina” di Alice Rohrwacher, “Fiori”, un corto di Luca Guadagnino, “Predatori” di Pietro Castellito, e l’attesissimo “La verità sulla dolce vita” di Giuseppe Pedersoli.

Ma non solo, Cinecittà torna alla Mostra del Cinema di Venezia, e torna con uno dei luoghi e degli appuntamenti più abituali per i suoi frequentatori: l’Italian Pavilion. Lo spazio professionale che nei principali Festival europei – Venezia, Cannes, Berlino – rappresenta la casa italiana per tutti gli operatori nazionali ed esteri che seguono artisticamente e a livello industriale il nostro cinema. E come la Mostra, l’Italian Pavilion in questa stagione si adegua alle esigenze di sicurezza sanitaria e distanziamento sociale.

Con una formula ibrida, che quest’anno nei giorni della manifestazione unisce ai consueti spazi nell’Hotel Excelsior del Lido, una nuova versione digitale. Così, accanto alle aree dei Saloni Tropicana dedicati agli incontri e ai one to one, in quest’edizione l’Italian Pavilion ospita sulla piattaforma www.italianpavilion.it tutte le attività che avranno luogo all’interno dello spazio.

Ciò è reso possibile grazie ad uno studio allestito nel Pavilion, dotato di tecnologia per lo streaming che consente le riprese live, nonché la registrazione, di tutte le attività. Il sito italianpavilion.it offre, sin da oggi, il calendario delle attività con le informazioni di ciascun evento, e dal 3 settembre, primo giorno di programmazione, conterrà le registrazioni video degli eventi, disponibili subito dopo il termine dei live streaming. In tal modo si potrà assistere da remoto a qualsiasi evento in diretta. Nell’anno dedicato a Federico Fellini, forte è il concetto di sogno.

Da qui l'idea di creare un'atmosfera soffusa, positiva, mutante e delicata nell’immagine del sito, realizzato dallo Studioata di Torino, caratterizzato da un segno a mano libera, pennellato sul cielo, su nuvole evanescenti. Così gli spazi fisici dell’Italian Pavilion 2020 sono dedicati al Maestro, reinterpretando la sua grafia con una font originale, il ‘Fellini Script’, creata dallo Studio Cappelli Design, che ha curato anche il progetto del padiglione. L’Italian Pavilion è promosso e realizzato dalle istituzioni che si occupano dell’internazionalizzazione del nostro cinema: Istituto Luce-Cinecittà, Direzione Generale Cinema e Audiovisivo del Mibact, Maeci, ICE e Anica.

 

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