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Lunedì, 14 Settembre 2020 16:00

Mostra del Cinema di Venezia, Leone d'Oro a “Nomadland”

Una scena del film "Nomadland" Una scena del film "Nomadland"

di Giacomo Martini

Venezia - E' la Mostra della rinascita e delle leonesse, questa 77esima.

Organizzata in tempi di coronavirus passerà alla storia per le foto con mascherina e per la voglia di tornare al cinema nonostante le limitazioni: sul palco della Sala Grande o in un videomessaggio da lontano tutti ringraziano Alberto Barbera e il suo staff per il coraggio.

In un anno che ha dato uno spazio inedito alle registe, il Leone d'oro va a Nomadland, il film di una autrice cinese che vive e lavora negli States da 15 anni, Chloé Zhao, distribuito dalla Disney ma costruito con spirito pionieristico e quasi da documentario, con un'attrice come Frances McDormand che ha vissuto in mezzo ai veri nuovi nomadi girando come loro per l'Ovest alla ricerca di lavori stagionali su un piccolo furgone attrezzato a camper. Un film di cui sentiremo ancora parlare agli Oscar.

Intanto attrice e regista hanno salutato la platea - See You Down the Road - da Pasadena, dentro al minivan 'Vanguard'. Un premio, quello decretato dalla giuria presieduta dalla leonessa Cate Blanchett, che è quasi una lettera d'amore al cinema americano, assente il larga misura da questa edizione per l'impossibilità dei viaggi intercontinentali. Da notare anche che dal 2010 - anno di Sofia Coppola con il suo Nowhere - una donna non vinceva il Leone d'oro. Nuevo Orden di Michel Franco (Leone D'Argento - Gran Premio della Giuria) si è trasformato nelle mani del regista da film di genere distopico a riflessione su un domani vicino quanto possibile, quello di una rivolta sanguinosa dei diseredati contro i privilegiati.

Delusione per l'Italia che con quattro film in concorso porta a casa "solo" la Coppa Volpi andata a Pierfrancesco Favino per un ruolo, quello di Padrenostro di Claudio Noce, non da protagonista in un anno straordinario in cui ha vinto anche il David di Donatello per Il traditore e il Nastro d'argento per Hammamet. "Mi avete fatto la più bella sorpresa della mia vita", ha commentato l'attore, anche produttore del film di Noce.

E' arrivato dopo il discorso di ringraziamento di Pietro Castellitto (miglior sceneggiatura a Orizzonti per il suo esordio I predatori) che aveva detto enigmaticamente "solo gli infami e i traditori sono bravi nei ringraziamenti". Ma Favino ha osato: "Come ha detto una persona speciale che ha lavorato a questo film, quando si gira è come se nascesse una stella e noi viviamo su quella stella per mesi e la sua luce si propaga nello spazio e sugli schermi. Dedico questo premio ai milioni di schermi che si accenderanno, alla luce che si propagherà, al brillare degli occhi nel buio". E ha voluto condividere il premio con il resto del cast e specialmente con il giovanissimo attore che ha il ruolo di suo figlio, Mattia Garaci.

Il vero sconfitto è Gianfranco Rosi: attorno a Notturno si erano coagulate molte aspettative (anche se il regista ha già vinto sia il Leone d'oro che l'Orso d'oro) e la delusione espressa da Paolo Del Brocco, ad di Rai Cinema, è palpabile: "Non possiamo non essere dispiaciuti perché i tre film coprodotti da Rai Cinema presenti nel Concorso ufficiale - Miss Marx di Susanna Nicchiarelli, Notturno di Gianfranco Rosi e Le sorelle Macaluso di Emma Dante - non sono stati considerati come forse meritavano. In particolare, dispiace che l’opera di Gianfranco Rosi, unica invitata eccezionalmente a partecipare ai maggiori festival internazionali - da Toronto a New York e Telluride, al London Film Festival, a quello di Tokyo e Busan – non sia riuscita ad arrivare al cuore di questa giuria la cui composizione probabilmente non includeva tutte le diverse forme del cinema". Possiamo dire per chiudere che se dal punto di vista dell’organizzazione vista la situazione oggettiva in cui si è svolta, il giudizio è senz’altro positivo, ma se la analizziamo dall’ottica della qualità dei film, dobbiamo esprimere un giudizio non molto positivo, per la qualità delle opere presentate e per le troppe assenze registrate.

Non vogliamo intervenire nella scelta della giuria, ma ci permettiamo di non essere d’accordo con l’assegnazione del Leone d’Oro e soprattutto con il Gran Premio della Giuria assegnata a New Order. Ci auguriamo di ritrovare al più presto un’altra Mostra di Venezia.

 

 

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