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Martedì, 29 Settembre 2020 15:34

Il "fascino iconico" di Matt Dillon strega il Lucca Film Festival

Matt Dillon premiato al Lucca Film Festival (fotografie di Giovanni Fedi) Matt Dillon premiato al Lucca Film Festival (fotografie di Giovanni Fedi)

di Riccardo Bonaguidi

Lucca - Domenica d'eccezione per il Lucca Film Festival che ha visto ospite l'attore e regista americano Matt Dillon.

Introdotto da Cristina Puccinelli, organizzatrice della serata, Dillon è salito sul palco del cinema Astra per ricevere il premio alla carriera. Con l'occasione l'attore ha anche parlato del suo nuovo lavoro da regista, El Gran Fellove, un documentario, per la cui realizzazione sono occorsi venti anni, che racconta la storia del musicista cubano Francisco Fellove, scomparso nel Febbraio 2013. 

''È fantastico ricevere il premio in questa bellissima città" - ha ringraziato Dillon. La mia carriera è ancora a metà ed ho intenzione di continuare ancora per un po' - ha concluso scherzando. 

Cominciata nel 1979, quando era ancora un adolescente, con il film "Giovani Guerrieri", la carriera di Dillon conta una cinquantina di film, uno dei quali gli ha valso anche la candidatura agli Oscar nel 2005 come migliore attore non protagonista per il film "Crash - contatto fisico". L'avventura nel cinema lo ha visto protagonista per tutti gli anni Ottanta e Novanta, dove ha riscosso notevole fama collaborando anche con registi di punta, come nel caso de ''I ragazzi della 56' strada'', realizzato, nel 1983, sotto la direzione di Francis Ford Coppola.

Negli anni Duemila la prima esperienza dietro la cinepresa, con il film ''City of Ghosts''.

Film ambientato nelle umide terre della Cambogia presenta una commistione di differenti generi: dal filone thriller e noir agli spaccati romantici della storia d'amore tra il protagonista Jimmy (Dillon) un truffatore newyorkese in fuga dall' FBI, e la sensuale Sophie. Il lavoro fu premiato, nello stesso anno, al Toronto International Film Festivl, e ieri sera, in occasione della premiazione, è stato riproposto al cinema Astra. 

''Volevo che fosse il mio è preferito - ha raccontato Dillon. Non è stato facile girarlo, c'è voluto molto tempo sia per scriverlo, due anni, ma soprattutto per realizzarlo, visto che ci siamo dovuti recare più volte in Cambogia .'' 

Attore dal fascino iconico, sex symbol negli anni ottanta e novanta, continua ad esercitare un certo fascino. Perciò, a sorpresa, è stato onorato anche del premio Wella, un riconoscimento conferito dall'azienda partner, il salone di bellezza WELLA, che si occupa di curare acconciature ed estetica degli ospiti del festival. 

''È un onore conferire questo premio ad un uomo ed un attore che continua a rappresentare un look iconico'' ha spiegato Luca Piattelli, l' hair stylist di Wella, consegnando il premio. 

La serata è quindi terminata con la proiezione di City of Ghosts. 

 

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