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Sabato, 10 Ottobre 2020 17:23

Società di Storia Patria, pubblicato un volume sulle mura di Pistoia

Le mura e la Fortezza Santa Barbara di Pistoia Le mura e la Fortezza Santa Barbara di Pistoia

Pistoia - Già nel 2015 la Società Pistoiese di Storia Patria aveva destinato un numero monografico del suo Bullettino alle mura urbane della città.

Dichiarando fin dal titolo che lo studio andava visto come un “cantiere storiografico aperto”, perché rimanevano non trattati temi importanti soprattutto per il periodo precedente il Granducato. L’impegno era quello di insistere e completare la ricerca con una nuova ed articolata documentazione descrittiva di cui la Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia si fece carico (insieme ad altre iniziative culturali finanziate nell’arco di un triennio) e che la Società affidò ad un suo consigliere e redattore della rivista: Nicola Bottari Scarfantoni, autore – fra gli altri lavori sui cantieri medievali – di una nota pubblicazione sul Battistero e tecnico competente sulle opere di conservazione degli edifici storici.

Ora è uscito il libro “Le mura trecentesche di Pistoia” di Nicola Bottari Scarfantoni, che – per molti aspetti – completa ed innova il lavoro fin qui svolto. In un momento quanto mai opportuno, si può aggiungere, perché il Comune dovrà por mano al restauro e riassetto del nostro storico baluardo urbano. Il libro infatti non solo arricchisce la storia delle mura per la parte iniziale della loro formazione, ma offre nuove informazioni sulla genesi e sul periodo delle tre cerchie, innovando buona parte di ciò che gli studi precedenti avevano dato.

Inoltre espone un’originale e moderna lettura della stessa storia pistoiese, da tempo legata a modelli stereotipi che la più recente documentazione ha almeno in parte corretto. Il che si deve alla capacità del Bottari Scarfantoni come ricercatore; ed anche alla sua qualifica tecnica di architetto che ha consentito – con appositi disegni, con grafici, mappe, foto e statistiche – di rendere più chiaro l’intero sviluppo urbano, nel corso del tempo e delle complesse fasi nell’esecuzione. Tale, come bene è indicato, da aver implicato controverse politiche che nel corso dei secoli medioevali (dall’età comunale fino al Quattrocento) hanno interessato e contrapposto Pistoia a Firenze.

Impossibile qui riassumere tutto il contenuto del corposo libro che arriva appunto alle soglie dell’età moderna quando la città e la sua cortina muraria, già munita della fortezza, cadde definitivamente nelle mani dei fiorentini che la utilizzarono come una delle sue piazzeforti più importanti per la difesa del nuovo stato regionale.

Il volume di Bottari Scarfantoni ci consegna ampia ed originale rappresentazione del come e perché le mura furono eseguite; e scorrendone le tappe principali conduce il lettore ad un’agevole ed inedita comprensione della nostra storia. Quella di una città per cui venne costituita in epoca altomedioevale una prima cinta di appena nove ettari, a comprendere nello spazio destinato alle principali costruzioni urbane; ma pronto ad accendere rapide espansioni extra moenia, atte a formare borghi, a contenere le strutture di servizio quali manifatture, ospedali, monasteri e quant’altro servisse alla vita socialmente ordinata. Un primo ampliamento del circuito difensivo a metà del XII secolo anticipò le numerose costruzioni di mura che vennero realizzate in tutte le principali città d’Italia seguendo un principio di contribuzione diretta di tutti i cittadini basato sulla proporzionalità della propria capacità contributiva.

Vengono così poste le premesse per l’ultimo ampliamento: la terza cerchia, di solito descritta (anche sulla base degli antichi cronisti) come interamente murata. L’autore, attraverso l’analisi di una vastissima documentazione, dimostra essere stata composta da svariate manifatture difensive: fossati, terrapieni, steccati, palizzate ed infine porte ed elementi di pietra.

Proprio a questa terza cerchia, che desta oggi il maggior interesse, è dedicata la parte più ampia ed originale del volume, delineandone i lineamenti costruttivi, le politiche d’attuazione, le speranze e delusioni ad essa legate in un processo di realizzazione che durò oltre un secolo. Molti sono gli episodi legati a questo lungo adeguamento delle strutture difensive della città come, per esempio, l’edificazione voluta dai fiorentini della fortezza dedicata a San Barnaba (un santo, non a caso, caro ai fiorentini); quella che, in un momento in cui sembrò che Pistoia potesse riacquistare piena libertà, fu demolita dagli stessi pistoiesi. O il complesso sistema della custodia della città garantito da tutta la popolazione maschile da 14 a 70 anni che, per la prima volta, viene ricostruito nelle sue fasi salienti e che consente di affermare che le mura, oggi considerate poco più che una struttura periferica, costituirono uno dei principali poli di formazione del senso della “civitas”.

Nella sua parte finale il libro contiene elementi d’analisi locale che arricchiscono la storia pistoiese, insieme alle appendici fotografiche, statistiche, bibliografiche. Non mancano, e si leggono con piacere, gli aspetti di colore, come la nota che nei fossati antemurali, riempiti d’acqua, si poteva pescare. Ma solo pagando l’apposita licenza al Comune.

Insomma: è un volume che tutti i pistoiesi dovranno avere e conservare in casa.

 

 

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