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Domenica, 18 Ottobre 2020 12:38

Villa La Magia, un gioiello dove l'arte attraversa i secoli

Il giardino della villa La Magia (foto di Stefano Di Cecio) Il giardino della villa La Magia (foto di Stefano Di Cecio)

di Andrea Capecchi

Quarrata – Una villa medicea patrimonio dell'umanità, dove l'architettura rinascimentale e neoclassica convive con l'arte contemporanea.

Grazie all'impegno dei volontari della delegazione FAI di Pistoia, in occasione delle Giornate FAI d'autunno la villa “La Magia” ha aperto i battenti al pubblico, per una visita organizzata a piccoli gruppi di 15 persone, con l'uso obbligatorio delle mascherine e nel rispetto delle norme sanitarie. Ciò non ha impedito ai visitatori di ammirare le bellezze artistiche e paesaggistiche di questo autentico gioiello, grazie anche a un itinerario di visita che ha incluso sia l'interno della villa, sia il giardino e l'ampio parco retrostante. E il prossimo fine settimana si replica.

Il percorso di visita parte dalla limonaia e dello stupendo giardino all'italiana che si apre sul lato meridionale della villa, verso le pendici del Montalbano: una zona significativa non solo dal punto di vista paesaggistico, ma anche economico e commerciale. Queste dolci colline, coltivate a viti e olivi fin dal Medioevo, attirarono nel Cinquecento la famiglia fiorentina dei Medici, che qui crea i suoi centri di potere: e la Magia diventa così una residenza di diletto e di caccia, un luogo di delizie per il soggiorno in campagna della futura famiglia granducale e dei suoi ospiti. La vecchia villa, costruita nel Trecento dai Panciatichi come castello rurale, viene acquistata e ristrutturato dai Medici, che la trasformano anche dal punto di vista architettonico, inaugurando una tendenza artistica destinata a grande fortuna e all'imitazione presso altre ville rurali del territorio.

Ma camminando nel giardino della villa, tra siepi e arbusti, il nostro sguardo è catturato da qualcosa di insolito, che attira meraviglia e sorpresa: alla Magia moderno e contemporaneo convivono in un'efficace simbiosi artistica, in un reciproco processo di arricchimento. A partire da 2005, infatti, è stato avviato un progetto di land art per la valorizzazione del contesto ambientale in cui la villa è inserita: un tentativo coraggioso e innovativo per far dialogare gli stilemi classici del Rinascimento con i nuovi linguaggi dell'arte contemporanea e concettuale. Il giardino della Magia accoglie espressioni artistiche di autori italiani e internazionali (come il celebre “Labirinto” di Nagasawa, con al centro una pianta di melograno) che con i loro simboli ci invitano a riflettere sul significato della nostra esistenza e sul complesso rapporto fra uomo, natura e vita.

Ma c'è anche il richiamo all'antico, alla bellezza ideale e alle suggestioni del mito classico come nella “Venere” di Bagnoli eretta all'interno di una grotta artificiale, sormontata da un grande leccio, a imitazione del “locus amoenus” amato dagli antichi.

Si passa poi accanto alla cappella ottocentesca, di gusto neogotico, fatta erigere da Pandolfo Attavanti e posta all'ingresso del vasto parco, dove iniziano ad apparire i tipici colori dell'autunno. Tra il verde intenso del prato e il giallo delle foglie si fa spazio la mole candida della villa: l'aspetto in apparenza disadorno e austere dell'esterno, frutto di recenti restauri, non deve trarre in inganno. Per secoli, infatti, la villa ha svolto funzioni di rappresentanza e di soggiorno anche dopo l'età medicea, quando passò nelle mani di altri illustri famiglie fiorentine come i Ricasoli e gli Attavanti, che abbellirono gli ambienti interni della struttura secondo il gusto del tempo, come nella bellissima sala da biliardo o nel chiostro con fontana, entrambi di chiaro impianto settecentesco.

Interventi tardo barocchi si mescolano e si sovrappongono alle strutture rinascimentali (e su queste, come nel caso del chiostro, installazioni contemporanee con scritte luminose), a testimonianza di un'arte che attraversa i secoli e le epoche.

Si procede attraverso le stanze della villa tra mobili d'epoca, stampe, ritratti a olio, la veduta cinquecentesca della Magia e delle sue dipendenze, busti in marmo,

un pregiato pianoforte a coda di fine Ottocento. Lo scalone d'onore ci conduce agli ambienti del primo piano, dove l'apparato artistico decorativo si fa ancora più ricco, fra marmi policromi, stucchi alle pareti, affreschi con scene mitologiche di gusto neoclassico. Ma la speranza forse più suggestiva della villa è la galleria nuova, voluta anch'essa da Pandolfo Attavanti: un corridoio dalle pareti interamente affrescate con “vedute” inquadrate da un finto colonnato, con scene di tipo arcadico che richiamano alle rovine dei templi della civiltà romana.

Le luci basse del tramonto ci annunciano che la visita sta per terminare: ma non si può lasciare la Magia senza aver visto la “Fontana” di Buren, autentico capolavoro d'arte ambientale, realizzato nel 2011. Si cammina su una superficie esagonale con blocchi di marmo, da cui scaturiscono piccole fontanelle d'acqua: e proprio l'acqua, elemento alla base di ogni forma di vita, si fonde qui con la natura, la storia il paesaggio.

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