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Lunedì, 19 Ottobre 2020 15:56

Festival di Roma, dalla Disney al film su Totti

Francesco Totti Francesco Totti

di Giacomo Martini

Roma - Dalla Disney al film su Francesco Totti si è sviluppata la prima parte della Festa del Cinema di Roma.

Ma mentre il film della Disnay ha creato una grave frattura tra la direzione del festival e le associazioni dell’esercizio cinematografico che si sono viste sottratte un prodotto che avrebbe certamente procurato grandi incassi e vista la situazione attuale, sarebbe stato un grande aiuto a tutto il cinema, sale e pubblico; il film su Francesco Totti ha raccolto interesse e passione del pubblico che è riuscito a vederlo.

Anche se il destino ha voluto che un momento di celebrazione fosse offuscato dal grave lutto per la morte del padre, il documentario si sviluppa in 105 minuti di emozione pura, e non solo per i romanisti. Tanti tifosi di altre squadre avevano assistito al suo addio al calcio, nel 2017, all'Olimpico, quando in Curva Sud piangevano tutti. E il documentario parte proprio da lì, da quella notte amara ma anche trionfale. E' la sua voce inconfondibile, la sua parlata romanesca, ad accompagnarci mentre ripercorriamo la sua vita.

Le immagini, alcune molto note, altre private e intime, trovano un senso nel racconto in prima persona. I momenti importanti ci sono tutti, gli incontri con quelli che hanno contato davvero per lui: innanzitutto la famiglia, il padre Enzo e la madre Fiorella, il capitano Giuseppe Giannini, gli allenatori, i compagni di squadra, l'amico Antonio Cassano,e Ilary Blasi la compagna e madre dei suoi figli.

Il film uscirà nelle sale il 19, 20 e 21 ottobre con possibilità di prolungamenti. Quindi il film passerà su Sky (il 16 novembre) e andrà in onda sui canali Rai. 

E' stato un film "rischioso" e "molto particolare", dicono gli autori. E ci crediamo perché il Pupone è una figura mitica, l'eroe di un'intera città, ed è facile scontentare qualcuno. Alex Infascelli è stato scelto proprio perché non è un tifoso scatenato; "Sapevo di rimbalzare su una città, sulle persone che lo circondano, i tifosi romanisti, i romani – il regista Infascelli, che ha scritto la sceneggiatura con Vincenzo Scuccimarra ed il giornalista Paolo Condò - Avevo bisogno di isolare un tema, la relazione tra Francesco e Roma".

Quell'amore che l'ha portato a non tradire mai la maglia giallorossa - nonostante l'offerta del Real Madrid - mentre è stata proprio la squadra a tradirlo nel tramonto della sua carriera calcistica quando, già quarantenne ma ancora capace di rivoluzionare il risultato di una partita con un solo tocco di palla, era tenuto in panchina dall'allenatore Spalletti (e qui l'atto d'accusa del Capitano si fa duro e senza sconti). “Non volevo parlare di calcio, volevo parlare dell'uomo". Quando ha spiegato a Totti che lui di calcio non capiva molto, il Capitano è stato contento: "Mi ha detto 'sei perfetto', e da lì abbiamo cominciato. Ci siamo seduti sul divano col microfono aperto e una tazza di caffè a commentare le immagini che avevo trovato e scelto".

Certo, non manca la retorica nel documentario, che ci mostra Totti come l'eroe di un popolo. "E' cristologico come lo è Roma, città cattolica, e cattolica è la sua famiglia. Francesco aveva un'immagine di Padre Pio vicino al letto e sentiva di avere un dono", sostiene ancora Infascelli. E sono bellissime le immagini dell'infanzia, le partite della Lodigiani, "la terza squadra di Roma, o forse la seconda, perché la Lazio viene dopo", come scherza Totti. Eccolo bambino già guidato dall'istinto infallibile. I suoi primi "rigori" sono i tiri contro i compagni nel gioco delle "paperelle", nel cortile di scuola. E Francesco si rivela anche attore, per dote naturale, con un'istintiva e immediata presenza scenica che fa del documentario un vero film, un oggetto godibile al cento per cento.

 

 

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