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Lunedì, 26 Ottobre 2020 17:03

Presente Italiano, un "grazie" e un appello contro la chiusura dei cinema

Michele Galardini (al centro), direttore artistico del festival Presente Italiano Michele Galardini (al centro), direttore artistico del festival Presente Italiano

Pistoia – Un messaggio per ringraziare chi ha contribuito alla realizzazione del festival e un appello per dire "no" alla chiusura dei cinema.

In un post apparso sulla pagina Fb ufficiale di Presente Italiano, il direttore artistico Michele Galardini ha voluto da un lato sottolineare l'importanza di questa sesta edizione del festival, avvenuta in un momento così difficile e particolare, come segnale di ripartenza e di "presenza" del pubblico in sala; d'altra parte, ha espresso la sua forte preoccupazione per le misure contenute nel nuovo Dpcm, che decretano per almeno un mese la chiusura delle sale cinematografiche, dando un ulteriore, grave colpo a un settore già in sofferenza.

"A due giorni dalla chiusura della sesta edizione (la più strana) di Presente Italiano la sensazione che la vera differenza, al di là dei numeri, fosse tra esserci e non esserci è sempre più forte. Se siamo riusciti a garantire che il festival ci fosse, in sicurezza, è stato solo grazie alla passione di chi ci ha lavorato (uno staff straordinario e gli amici di Bietti Edizioni) alla professionalità di chi ci ha accolto (Cinema Roma d'essai e libreria Lo Spazio Diviadellospizio) e alla fiducia di chi ha creduto in noi, in un anno in cui la cultura sembrava doversi arrendere senza possibilità di reazione.

Ma la gioia di aver condiviso questa avventura per il sesto anno di fila viene oggi mitigata dall'annuncio di una nuova chiusura delle sale, unanimemente riconosciute come luoghi sicuri e mai toccate da casi di positività al Covid-19.

Chiudere un settore che già versava in condizioni precarie, senza l'evidenza scientifica che questo serva a rallentare i contagi e senza che nessuno, tranne chi ha davvero a cuore il destino delle sale, reagisca produrrà danni incalcolabili a livello psicologico, prima che economico. Se i cinema riapriranno tra un mese gli spettatori, già cauti in questi mesi, difficilmente torneranno a frequentarli.

Andare al cinema oggi, perché ci sia il cinema domani. Questo è il motto creato da Film Tv che abbiamo sposato, in toto, ma che da domani suonerà come una beffa perché i cinema, semplicemente, non ci saranno. Come festival diamo piena solidarietà a tutti i lavoratori e le lavoratrici della filiera che saranno colpiti da questa nuova, illogica, misura. Le sale non devono chiudere!" 

Anche ReportCult si associa all'appello ed esprime vicinanza a tutti quei professionisti che operano nei settori culturali del cinema, del teatro e della musica, il cui lavoro viene oggi messo nuovamente a repentaglio e gettato nell'incertezza, nonostante tutte le rigide e rigorose norme di sicurezza e distanziamento adottate all'interno di cinema e teatri.

A pensar male, viene il sospetto che attori, musicisti, tecnici e tutti i lavoratori dello spettacolo siano considerati "sacrificabili" perchè operanti in un settore in apparenza "non essenziale" e perchè dotati di poco "peso" politico ed elettorale.

 

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