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Domenica, 03 Gennaio 2021 17:05

Il Giardino di Cino, a breve il “rilancio” del progetto

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Il Giardino di Cino nelle condizioni attuali (fotografie di Andrea Capecchi) Il Giardino di Cino nelle condizioni attuali (fotografie di Andrea Capecchi)

di Andrea Capecchi

Pistoia – Un bel progetto di riqualificazione urbana, di arte e cultura diffuse e di aggregazione sociale che a breve sarà rinnovato.

Mette un po' di tristezza vedere come è ridotto il Giardino di Cino, lasciato nell'incuria e nel degrado e fatto oggetto di atti vandalici che hanno rovinato la bellissima atmosfera, artistica e culturale, nata in quest'angolo “nascosto” della città.

Il Giardino di Cino, inaugurato nell'estate del 2018, è un progetto di rigenerazione urbana ideato e curato dall’associazione culturale Spichisi, in collaborazione con Regione Toscana, Comune di Pistoia e Fondazione Caript, insieme ad altri soggetti privati, per riqualificare e dare nuova vita all'area del centro storico attorno a piazzetta Sant’Atto e vicolo dei Bacchettoni.

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Una zona nel cuore medievale di Pistoia per troppo tempo tenuta in disparte e lasciata “morire” nell'indifferenza, finchè i ragazzi di Spichisi, con una bella intuizione, hanno presentato un progetto – uno dei primi esempi sul territorio di messa in atto del regolamento comunale sui beni comuni – per la rigernerazione urbana attraverso l’arte e la gestione condivisa, sfruttando la sinergia tra soggetti pubblici e privati. I frutti di questo accordo si sono visti in breve tempo: oltre a diventare un luogo di incontro e di ritrovo nel cuore della città – grazie anche alla presenza di alberi che simboleggiano il legame tra Pistoia e il “verde” – il Giardino ha ospitato interventi site-specific e residenze di artisti, incontri, laboratori per e con la cittadinanza.

Uno spazio “ritrovato”, aperto e condiviso, messo a disposizione di tutti, pistoiesi e non, dove si è lasciato campo libero all'iniziativa artistica e alla creatività: nell'autunno del 2018 il Giardino ha ospitato la residenza d'artista dello street artist Millo, che ha realizzato il grande murale “No Hesitation” sulla facciata di un'abitazione di vicolo dei Bacchettoni; nell'estate del 2019 un nuovo progetto artistico, denominato “Romanico Automatico”, ha “ridisegnato” l'asfalto del Giardino, in un dialogo “a distanza” tra la street art e le forme dell'architettura romanica. E poi incontri, spettacoli di luci, proiezioni, musica dal vivo, attività ricreative che hanno fatto riscoprire ai pistoiesi, giovani e non, questo angolo “perduto” del centro storico.

Oggi, tuttavia, il Giardino offre a chi passa per la piazzetta una spiacevole sensazione di semiabbandono: qualcosa di bello, innovativo e originale c'è stato fra questi vicoli, ma sembra “messo in pausa”, in attesa di essere ripreso. I graffiti sulle porte e sui muri – dove non mancano scritte oscene e offensive – stridono e contrastano con l'arte di Millo e con la bellezza di un luogo che pare aver perduto un po' del suo fascino magico e della sua atmosfera vitale e creativa.

Colpa della pandemia, che con chiusure, periodi di isolamento e norme di distanziamento sociale ha impedito al Giardino di essere vissuto con continuità? Che cosa si può fare per rilanciare questo progetto e far sì che il Giardino torni presto a essere uno dei luoghi culturalmente più vivaci della città, e un punto di riferimento per tutti?

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In realtà qualcosa si sta già muovendo e nell'arco di qualche settimana potrebbero esserci interessanti novità.

“Sicuramente la pandemia ha avuto un impatto decisivo e non ha permesso di vivere il Giardino come in passato – spiegano Claudio Galligani e Lucrezia Palandri dell'associazione Spichisi – il difficile periodo che abbiamo vissuto e che continuiamo ad attraversare ha sconvolto completamente le nostre concezioni sulla vita sociale negli spazi pubblici e ci ha imposto una riflessione seria sulla futura destinazione di questo spazio. Come saranno vissuti gli spazi pubblici nella fase post-pandemia? È una sfida nuova e difficile da affrontare, non si tratta di ritornare al passato, ma di porre le basi per il futuro della nostra vita comunitaria.

Anche noi, come associazione Spichisi, abbiamo assistito a questo decadimento del Giardino che c'è stato nell'anno appena trascorso e ci dispiace davvero molto, purtroppo è stato un fatto quasi inevitabile: i periodi di isolamento e poi le regole sul distanziamento sociale impedivano di poter organizzare in un'area così circoscritta quel tipo di eventi, culturali e ricreativi, che avevamo svolto in passato. Per questo ci siamo confrontati a lungo sulla strada migliore da intraprendere, d'accordo sulla necessità di far vivere il Giardino in maniera diversa e alternativa: per noi non si tratta di un rilancio o di una ripartenza, ma di un progetto che continua e prosegue in altre forme dopo la pausa forzata del Covid.

Quest'estate abbiamo organizzato con Presente Italiano la rassegna cinematografica “Notti Magiche”, un'iniziativa pensata inizialmente per il centro storico di Pistoia; poi, per le note ragioni di spazio e di distanziamento sociale obbligatorio, abbiamo deciso di ripiegare sul Parco di Monteoliveto. Avevamo pensato anche a un progetto di riqualificazione con i ragazzi dello studio architettonico Ecol, già autori di “Romanico Automatico”, per l'installazione di nuove sedute nelle due piazzette e in vicolo dei Bacchettoni; anche questa iniziativa è stata bloccata dal Covid, ma è stata già in parte finanziata e sarà realizzata appena possibile. Le panchine distanziate, ed eventualmente rimovibili, costituiranno una sorta di galleria d'arte attraverso il Giardino, rappresentando uno spazio di relax o di gioco per i più piccoli”.

E poi c'è un progetto di riqualificazione del Giardino che i ragazzi dell'associazione Spichisi si riservano di rivelare a breve, appena vi saranno modalità e tempi certi, ma che si concretizzerà nei prossimi mesi, anche grazie alla collaborazione e alla sinergia tra soggetti diversi – esercizi commerciali, studi professionali, ristoratori, albergatori – per far tornare questo luogo prezioso della città uno spazio di condivisione e creatività, che possa essere punto di riferimento della vita sociale, culturale e artistica di Pistoia.

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