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Lunedì, 01 Marzo 2021 18:30

Cinema: quale riapertura?

di Francesco Belliti

Pistoia - L’ipotesi di un ritorno in sala, le nuove regole e l’opinione degli operatori del settore.

La notizia che era attesa da mesi è infine arrivata, cogliendo tutti di sorpresa. Con il via libera rilasciato dal Comitato tecnico-scientifico, il ministro della Cultura Dario Franceschini ha annunciato che, dal 27 marzo, i cinema e i teatri potranno riaprire nelle regioni che in quella data si troveranno in zona gialla. Una data tra l’altro non casuale, visto che proprio quel giorno si celebra la Giornata mondiale del teatro.

La proposta di riapertura delle sale cinematografiche passa tuttavia anche da nuove regole, ancora più stringenti di quelle adottate dopo la fine della prima ondata e fino alla nuova chiusura stabilita dal DPCM del 24 ottobre 2020.

Innanzitutto un’ulteriore riduzione dei posti in sala: solo il 25% potrà essere occupato da spettatori. Rimane ovviamente l’obbligo di indossare una mascherina chirurgica per tutta la durata della permanenza al cinema; in più si stabilisce la chiusura di bar e punti ristoro di all’interno e l’accesso sarà solo previa prenotazione del biglietto. Infine un elemento fondamentale: la riapertura dovrà essere rivalutata quindici giorni prima della data ufficiale, ossia il 12 marzo, con la possibilità, per molti motivi concreta, di un dietrofront e di un rinvio a data da destinarsi qualora la situazione epidemiologica nel Paese si aggravi ulteriormente.

A queste condizioni, sono stati molti i dubbi sollevati dagli addetti ai lavori del settore. Opinioni che anche noi abbiamo raccolto, sentendo, in primis, Michele Galardini, direttore artistico del festival pistoiese Presente Italiano.

“Mi sembra una grandissima boutade e presa per i fondelli – ha commentato duramente Galardini – proprio nel momento in cui siamo alle porte della terza ondata, dopo tutti questi mesi di chiusura delle sale, si decide di riaprire per una data simbolica in un momento di incertezza. Non ci sono, ad oggi, grandi film in uscita capaci di portare incassi considerevoli. Inoltre non so come possa riaprire una sala di 150 posti al 25% di capienza, facendo pochissimi spettacoli, considerando che resterebbe in vigore il coprifuoco. Il tutto senza film, senza poter vendere da bere e da mangiare, che per molti è importante fonte di ricavo, e con l’incognita che, dopo aver ottenuto i film e fatto promozione, due settimane prima la tua provincia diventi zona rossa e ti costringa ad annullare tutto. È una scelta scellerata, insomma, in linea con quelle già fatte dal ministro Franceschini dall’inizio della pandemia”.

“Si riapre ora – ha poi aggiunto Galardini – perché non ci sono più soldi per i ristori, questa è la mia opinione. Nessuno, però, sarà così pazzo da distribuire un suo film in questo momento, compresi i soggetti più piccoli che nel frattempo hanno preso accordi con le piattaforme streaming. Il tutto all’interno di un mercato che è in crisi nera già di suo, con la possibilità di ritrovarsi con tante province o regioni arancioni o rosse e quindi con moltissime sale che, alla fine, non riapriranno”.

Gli esercenti, appunto: i soggetti più colpiti dalla chiusura delle sale e oggi i destinatari di un disegno di provvedimento che li porterebbe a dover pensare una riapertura piena di incertezze. Tra di loro c’è anche Luca Barni, socio di Mabuse Cinema, curatore della programmazione e gestore dell’unica sala d’essai pistoiese, il Roma di via Laudesi. Di seguito il suo commento.

“La possibilità di riaprire il 27 marzo è prima di tutto un bel segnale che sembra si voglia dare ad un settore in grande difficoltà, nonostante i ristori, e questo è apprezzabile. Tuttavia se analizziamo le condizioni per riaprire i cinema, ci accorgiamo che le misure da adottare sono molto severe. Per tanti sarà insostenibile e molto probabilmente solo in pochi ricominceranno la programmazione prima dell’estate.

Poi c’è il problema del prodotto, ovvero se i distributori decideranno di puntare o meno su questa fine stagione per far uscire i loro film. Se questo non avverrà la possibilità di rivedere i cinema aperti prima dei mesi estivi sarà ancora più remota. Credo che riapriranno in pochi; forse quale sala più radicata sul territorio e d’essai, ma sarà dura per tutti pensare di ricominciare già a marzo o aprile.

Senza dimenticare poi l’incognita del pubblico, perché la domanda che ci facciamo tutti è: prevarrà la voglia di grande schermo o la paura del virus? Tante, troppe incognite per essere ottimisti. Discorso diverso per le arene estive all’aperto: queste potrebbero funzionare, come successo anche l’anno scorso, e costituire il primo passo sostanziale per un ritorno alla normalità o a quello che ne rimarrà. Auspichiamo tutti che essa possa arrivare nel mese di settembre, con l’inizio della nuova stagione cinematografica”.

 

 

 

 

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