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Lunedì, 12 Aprile 2021 18:57

"Periodicamente", la storia d'Italia tra le righe delle riviste

Una copertina della rivista "Il Ponte" Una copertina della rivista "Il Ponte"

di Sara Parigiani

Pistoia – La rete documentaria della provincia di Pistoia ha dato il via, la scorsa settimana, alla prima edizione del festival digitale delle riviste “Periodicamente”.

Un omaggio ad un mondo di cui si parla poco ma che è decisamente uno spaccato di luoghi, momenti storici, società e personalità. REDOP si è sempre impegnata a costruire un archivio che rappresenta un patrimonio inestimabile anche per quello che riguarda le riviste.

Con questo festival l'obiettivo è proprio quello di far conoscere questo settore dell'editoria italiana, in un percorso storico-culturale che unisce città, epoche e i grandi giornalisti italiani.

Martino Bruno, rappresentate della Biblioteca San Giorgio e coordinatore dell'evento, illustra così l'apertura del festival: “Una serie di appuntamenti dedicati al mondo dei periodici […] Le riviste sono il simbolo di quanto siano diversi i motivi per cui si legge. Attraverso il patrimonio delle riviste delle biblioteche della rete documentaria di Pistoia, faremo un viaggio fra alcune di queste”.

Un'iniziativa che, ricordiamo, include la traduzione simultanea in Lingua Italiana dei Segni (LIS).

Parte così la prima giornata - il 6 aprile scorso - di Periodicamente, con la prima conferenza dal titolo “Le riviste e le idee”, che si suddivide in più interventi per raccontare l'età d'oro delle riviste italiane letterarie, attraverso i più importanti periodici, come “Candido” di Giovannino Guareschi e “Il Selvaggio” di Mino Maccari. conservati presso la Biblioteca della casa Museo Sigfrido Bartolini (inserita nella Rete Documentaria della Provincia di Pistoia) che ha curato direttamente questa prima giornata di festival. Simonetta Bartolini, Professore associato dell’Università degli Studi Internazionali di Roma, introduce la rassegna ribadendo l'importanza che le riviste hanno nella nostra società: “Ogni momento della nostra storia, in qualche modo, è stato rappresentato da una rivista, anche quando sono momenti storici piccoli”.

Due riviste, quelle di questo primo incontro, che ci fanno ripercorrere la prima metà del '900, due periodici di destra: una nata in toscana, facente parte del ventennio fascista, “Il Selvaggio”, e l'altra, “Candido”, che è stata una rivista nata nel '45 che ha visto le firme anche di Indro Montanelli, ha pubblicato i primi racconti di Don Camillo ed era edita da Rizzoli. Al di là del proprio orientamento politico, queste due riviste ci mostrano uno spaccato d'Italia, prima e dopo la guerra, raccontata da articoli, satira politica, approfondimenti e un giornalismo di alto livello.

Il 9 aprile, invece, protagoniste del festival sono state due riviste toscane, entrambe fiorentine e tutt'ora attive, che hanno visto la storia italiana. La prima è Nuova Antologia fu fondata nel 1866, poco dopo l'Unità d'Italia da Francesco Protonotari - un economista – e che nel '56 passò sotto la direzione di Giovanni Spadolini (Presidente del Senato dal 1987 al 1994) che riportò la sede del periodico da Roma a Firenze.

Cosimo Ceccuti, il direttore - ad oggi - di Nuova Antologia, porta avanti la rivista con lo spirito che l'ha sempre caratterizzata, accogliendo vecchie e nuove firme: “Cerchiamo di unire le vecchie alle nuove generazioni sempre intorno a quella “bandierina” che possiamo definire il senso della rivista, quella certa idea dell'Italia, l'Italia sana, virtuosa, l'Italia della cultura”. La seconda rivista trattata è stata Il Ponte, nata a Firenze nel '45 e fondata da Piero Calamandrei. Anche questa rivista storica di politica, economia e cultura che tutt'ora viene pubblicata e che è stata testimone di tutti gli eventi importanti dal dopo guerra ad oggi.

Periodicamente è un festival di cui c'era necessità, perché racconta la storia d'Italia da un punto di vista diverso, da una prospettiva – quella delle riviste – che forse è quella più veritiera, reale, vissuta. Un appuntamento che rende merito alla REDOP che ha organizzato questa iniziativa e che porta alla luce un tesoro da pochi conosciuto. Le riviste da sempre ci identificano, si fanno portavoce di eventi storici, dibattuti che spaziano dalla politica alla musica, ci accompagnano sul treno, nelle sale d'attesa, la mattina al bar sotto casa mentre beviamo la nostra tazza di cappuccino.

Andare alla scoperta della loro storia ci aiuta a capire chi siamo adesso, come Società, senza dimenticarci chi eravamo. “Un buon giornale, suppongo, è una nazione che parla a se stessa”, questa è la conclusione di questa prima settimana racchiusa nelle parole di Arthur Miller.

“Edizione Straordinaria!” .

 

 

 

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