Lunedì, 09 Novembre 2015 00:00

Museo Nazionale del Cinema. Tra cinema e antropologia con "Nanuk l'eschimese" di Robert Flaherty

Torino - Il Museo Nazionale del Cinema e l’Università degli Studi di Torino inaugurano una rassegna dal titolo “Storia del documentario. Tra cinema e antropologia” che proseguirà, con due appuntamenti mensili, fino a gennaio 2016.

La rassegna, che dedicherà ampio spazio ai grandi classici del documentario, è organizzata con gli insegnamenti di Antropologia visiva (Dipartimento di Culture, Politica e Società) e di Storia del cinema documentario (Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Torino) e le proiezioni saranno introdotte dai professori Cecilia Pennacini e Franco Prono.

Previste per novembre due proiezioni: “Nanuk l'eschimese” di Robert Flaherty, martedì 10 alle pore 18 e “L’uomo con la macchina da presa” di Dziga Vertov, martedì 17 alle 18. Ingresso euro 4 (3 euro per studenti universitari).

Robert Flaherty

“Nanuk l'eschimese” - “Nanook of the North: A Story of Life and Love in the Actual Arctic”

(Usa 1922, 79’, Hd, b/n, did. or. sott. it.)

La vita di una famiglia eschimese, formata da Nanuk, dalla moglie Nyla e dai loro figli, seguita nella dura quotidianità, da un'estate all'inverno successivo, in un villaggio nei pressi della Baia di Hudson. È  il primo esempio di documentario capace di raggiungere un successo mondiale. Girato in due lunghi anni di pellegrinaggio nel Circolo Polare Artico a temperature proibitive.

Dziga Vertov

“L’uomo con la macchina da presa” - “Celovek s kinoapparatom”

(Urss 1929, 67’, Hd, b/n, did. or. sott. it.)

Una giornata, dall'alba al tramonto, di un cineoperatore che gira per Mosca alla ricerca del materiale da riprendere. Il film più celebre di Dziga Vertov e una delle opere sperimentali più significative del secolo. Manifesto delle teorie sul Cineocchio (Kinoglazìl), fu realizzato dal regista con il fratello Mikhail Kaufman.

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