Speciali Reportcult: PISTOIA BLUES | PRESENTE ITALIANO


 
 

Mercoledì, 12 Luglio 2017 14:16

Alla scoperta di Flo, sul palco del Pistoia Blues con Stefano Bollani

di Leonardo Cecconi

Il Pistoia Festival Blues ha, tra le altre cose, il merito di far scoprire autori e musicisti meno conosciuti al grande pubblico.

Il concerto di Stefano Bollani, ha messo in mostra una cantante dalle grandi doti vocali e che può essere considerata una delle proposte più interessanti tra le nuove leve del panorama musicale italiano.

Flo, in arte Floriana Cangiano, ha avuto la prima significativa esperienza con il sassofonista e compositore Daniele Sepe, sul palco assieme a Bollani domenica scorsa a Pistoia, che le ha affidato il ruolo di voce solista nei Rote Jazz Fraktion e con il quale ha inciso due album. Ha poi lavorato a teatro ed in un musical, prima di incidere due album come solista, “D’amore e di altre cose irreversibili” del 2014 ed “Il mese del rosario” nel 2016. Napoletana del quartiere Sanità, ha un approccio alla musica ed alla scrittura decisamente cosmopolita, cantando in dialetto, in italiano, ma anche in spagnolo, catalano, portoghese e francese.

Hai avuto un'emozione particolare nell'esibirti in un festival cosi importante e su un palco che ha visto straordinari artisti in questi anni?

"Si, moltissimo. Mi sono molto emozionata quando ho ricevuto la notizia di partecipazione al festival. Quando ricevi queste notizie hai la sensazione chiara e concreta di aver aggiunto dei risultati, perchè a volte sei cosi di corsa che non ti rendi conto di quello che hai tra le mani. Poi durante lo spettacolo tutto passa e ti concentri solamente sul tuo lavoro”.

Nell'ultimo album hai scritto i testi di sette dei dieci brani, musicati dal tuo arrangiatore, chitarrista e produttore Ernesto Nobili. Di cosa parlano le tue canzoni?

"In particolare nel secondo disco ho deciso di raccontare storie di prossimità, fatti che mi circondano. Non sono storie reali, ma suggestioni che puoi trovare in una qualunque città del sud come potrebbe essere Napoli, che è una metropoli, ma alla fine è un paesone dove tutti sanno tutto di tutti. Quindi si raccontano le contraddizioni, i segreti, le bugie ed i piccoli pentimenti delle persone; parte in maniera ironica, di uno che recita il rosario in modo ardente ed è un po' l'idea ironica e divertente di base. Non ho argomenti o temi preferiti, scrivo in maniera abbastanza libera e poi scelgo quello che entra dentro un album, perchè devi comunque trovare una coerenza stilistica. Magari mi fermo 5/6 mesi e poi scrivo di botto, come se le cose emergessero da sole".

In Italia c'è ancora spazio per autori/autrici eclettiche ed impegnate musicalmente come te?

"Credo di si. La mia storia è la dimostrazione che avendo qualcosa da dire e lavorando con impegno i risultati arrivano, anche se naturalmente si fatica ad avere un successo popolare, perchè quello accade solo se passi in televisione. E' anche vero che i talent stanno un pò finendo come tendenza, sia in termini di pubblico che di vendite, a dimostrazione che il successo conquistato in maniera impropria è provvisorio, mentre fare gavetta e studiare, alla fine rende. Qualunque cosa accada sei tu e la tua musica, senza il bisogno di chiedere il permesso, di qualcuno ti scriva i pezzi o ti dica come parlare. C'è bisogno di molto impegno e di avere molta pazienza, ma col tempo i risultati arrivano”.

Il cantare in varie lingue e non solo italiano, ha facilitato i tuoi successi oltre i confini nazionali?

“In realtà no, nel senso che all'estero ho successo soprattutto perchè sono italiana. Quando vado in Germania o nel nord Europa quello che è apprezzato è il mio essere italiana e questo li trasporta ad un sud immaginario, totalmente diverso da quello che loro vivono. Magari è servito più in Italia perchè, in particolare all'inizio, cantare in altre lingue ha destato curiosità”.

Hai parlato di visibilità ottenuta in televisione, quindi hai mai pensato di tentare la carta di Sanremo?

"Ci ho provato lo scorso anno e non credo ci proverò mai più, a meno che non ci siano anche cambiamenti dello stile che si vuole dare, almeno nella categoria nuove proposte. Ho visto in maniera molto evidente che il trend era molto televisivo ed effettivamente non ero proprio adatta, nonostante la canzone fosse stata considerata una bella canzone. Ma se un giorno capiterà di andarci da big, potrei anche farlo".

Ci sono artisti italiani con i quali sogni di lavorare?

"Avevo sempre due duetti ed in tempi non sospetti ho sperato che suonasse un mio pezzo Stefano Bollani. Questo sogno si è avverato, per cui non vorrei chiedere troppo, però mi piacerebbe molto lavorare con Franco Battiato o Vinicio Capossela, due artisti che ammiro moltissimo”.

Dopo due dischi e molto teatro, cosa stai preparando?

“Sto scrivendo il testo di un nuovo disco ed è vero che mi capita spesso di lavorare in teatro, come cantante o attrice. Mi diverte e soprattutto mi arricchisce e non mi toglie, quindi finchè riceverò proposte interessanti le accetterò. Con il tour siamo partiti a marzo e ci fermeremo a settembre, ma ho anche concerti già fissati per il 2018. Poi, come dicevo, mi dedicherò alla scrittura ed arrangiamento del nuovo disco e sicuramente ci sarà un tour invernale”.

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