Venerdì, 11 Luglio 2014 02:00

Serravalle Jazz 2014: un'edizione in ricordo di Duke Ellington

Da sinistra: Tuci, Paci e Querci Da sinistra: Tuci, Paci e Querci

di Riccardo Gorone

Pistoia - Prima dell'inizio della conferenza stampa del Serravalle Jazz, qualcuno ne approfitta per iniziare a scambiare quattro chiacchiere.

Argomento da chiacchiera per antonomasia è, strano ma vero, il tempo: “Speriamo che non piova. Luglio sarà altalenante. Speriamo che ad agosto cambino le cose.”Così esordiscono Simona Querci (assessore alla cultura del Comune di Serravalle Pistoiese) e Maurizio Tuci (direttore artistico del Serravalle Jazz). “Mal che vada, porteremo la gente in chiesa, come già è avvenuto per quattro edizioni del festival. Certo, gli spettatori saranno meno, ma la suggestione è sempre alta.”

La struttura del festival è data dalla sinergia fra la Fondazione Cassa di Risparmio e dall'Amministrazione Comunale che ha previsto anche un servizio navetta perché l'edizione possa riuscire con successo. Il nome dell'edizione di quest'anno, “In a sentimental mood”, richiama tempi del jazz di Glenn Miller, Duke Ellington, hot jazz nel solco della tradizione. Non è scontato che questo festival continui ad essere quello che è: “un orgoglio che si rinnova ogni anno”, dichiara Simona Querci. “Un'edizione accattivante anche per diffondere in maniera più popolare un genere musicale che, solo apparentemente, si riferisce a nicchie di ascoltatori. Io stessa non potrei definirmi un'esperta ascoltatrice, ma grazie ai seminari, mi sono sentita coinvolta sempre di più. I seminari sono eventi trasversali che arricchiscono ulteriormente il festival”.

“I seminari sono utili, oltre che per prendere il posto a sedere nel pomeriggio prima della serata del concerto, ma perché fanno passare informazioni. Il jazz è sì musica di nicchia, ma nasce come popolare (nei ghetti, nelle case di tolleranza) e diffuso dai musicisti al di fuori dell'accademia.” 'Il festival di Serravalle ha un'anima - sostiene Maurizio Tuci - e per questo coinvolge così tanto”. Quest'anno la kermesse è dedicata a Duke Ellington, un musicista che aveva in sé elementi che hanno fatto avanzare il jazz in direzioni molto moderne. “Sono 40 anni che è morto Duke Ellington, e noi lo vogliamo ricordare così. Alessandro Fabbri dedica addirittura l'ultima sera al braccio destro di Ellington, Billy Strayhorn.”

Si parte il 24 agosto con Stefano Onorati Trio, l'Orchestra Barga Jazz che avrà come ospite il grande Paolo Fresu. Il 26 conclude e caratterizza il festival perché, come già detto, sarà la giornata dedicata in toto a Duke Ellington. Oltre al seminario di Fabbri, ci sarà il duo Fabio Morgera-Renato Sellani (tromba e pianoforte) e il collettivo di Alessadro Fabbri (batterista). Ma la seconda serata vedrà protagonista la Rubber Band con Dave Liebman, Ares Tavolazzi, Romano Pratesi e Daniel Humair. “Altra cosa di cui vado orgoglioso è il target giovane – dice sempre Tuci - si può ascoltare musica, ma prendere una birra, mangiare, chiacchierare, sostare nellarea della Rocca. Serravalle Jazz si riferisce comunque ad un pubblico vasto. E poi, è un festival apprezzato dai musicisti". Aspettando Serravalle Jazz prevede la visione di tre film su Duke Ellington. Una parte di questi film è girato al Cotton Club, locale di memoria storica e poi un altro film dedicato ad uno dei concerti sacri di Duke Ellington.

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