Sabato, 02 Settembre 2017 11:09

Afterhours, energia, emozioni e tanto rock alla conquista del pubblico pratese

 

di Samantha Ferri

PRATO – L'accoppiata Luci della Centrale Elettrica e Afterhours regala una serata piena di emozioni agli spettatori del Settembre pratese.

Due ore di concerto a tutto volume per la band di Manuel Agnelli che quest'anno gira l'Italia con un tour che celebra i trent'anni di carriera della band. Usciva infatti nel 1987 il primo lavoro della band milanese, il 45 giri My Bit Boy. Un tour che celebra il successo conquistato briciola su briciola, col tempo, con la voglia di suonare insieme e tanti album. È lo stesso Agnelli, tra una canzone e l'altra, ad ironizzare sulla travagliata – e meritata - ascesa della band: “Se quando abbiamo iniziato avessi saputo che gli ultimi tre anni sarebbero stati così ci avrei messo la firma!”.

Due chitarre suonate da Xabier Iriondo e Stefano Pilia, al basso Stefano Pilia, alla batteria Fabio Rondanini, al violino Rodrigo D'Erasmo, e la voce più alternative e inquieta del panorama italiano di Manuel Agnelli – che imbraccia la chitarra o si accompagna alla tastiera – per accendere una serata di musica adrenalinica. La band del giudice di X Factor ha aperto le danze con una stravolta Strategie in una versione che sprizza energia da tutti i pori.

“Questo è per noi un tour molto speciale – ha detto Agnelli al folto pubblico accorso in piazza Duomo – dove riproponiamo pezzi che non suonavamo da un po'”. Uno di questi brani è quello suonato nel 2009 al Festival della “città dei fiori” Il paese è reale. E poi uno dietro l'altro i pezzi che hanno reso famosa la band che ha dato voce all'alternative rock (in) italiano, come Male di Miele, Rapace, Non voglio ritrovare il tuo nome.

Sulle note di Voglio una Pelle Splendida il gruppo se ne va mentre il pubblico batte le mani a tempo di musica. È il momento del primo bis dove Agnelli e compagni suonano 1.9.9.6., Bianca, Ci sono molti modi. La band lascia di nuovo il palco ma il pubblico li richiama a gran voce. Gli Afterhours si rimettono in posizione mentre ringraziano “Può sembrare scontato richiamare la band a suonare sul palco ma non lo è”.

Dedicano al pubblico Non è per Sempre, regalano emozioni con Quello che non C'è fino al finale con Bye Bye Bombay suonata in versione estesa con uno straordinario intermezzo strumentale per salutare gli spettatori.

Ad aprire il concerto Le luci della centrale elettrica, progetto del cantautore ferrarese Vasco Brondi, fresco dell’uscita del disco “Terra” del marzo scorso. Il pubblico giovane accompagna la band cantando le loro canzoni come Quando tornerai dall'Estero, La Terra, l'Emilia, la Luna, e Piromani, una delle prime canzoni del gruppo, riarrangiata in chiave acustica.

Una serata davvero magica all'insegna della buona musica italiana nella splendida cornice che è il Duomo di Prato.

Gli eventi di Settembre: Prato è spettacolo continuano questa sera con il concerto dei Litfiba di Piero Pelù.

 

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