Martedì, 07 Novembre 2017 10:08

Nick Cave, grazie di esistere. Milano ai piedi dell'artista australiano

Un momento del concerto Un momento del concerto Leonardo Cecconi

 

di Leonardo Cecconi

Se qualcuno pensava che, dopo la tragica scomparsa del figlio, Nick Cave potesse avere perso un po' del suo smalto, si sbagliava di grosso.

Anzi, potremmo dire “Vedi Nick Cave e poi muori”. L'artista australiano è tornato sui palchi italiani con i suoi Bad Seeds, per tre concerti imperdibili ed assolutamente straordinari del nuovo Skeleton Tree tour. La data di Milano di ieri sera, con un Forum di Assago esaurito, non è stato solamente un concerto, ma un vero e proprio evento. Un Cave più maturo ed intimamente provato, che ha metabolizzato la perdita, l'ha fatta propria e oggi sul palco riesce a trasmettere, come probabilmente non era mai riuscito a fare, amore e frustrazione, disagi e passioni, trasformandosi da rocker ribelle ed ingestibile a star indiscussa.

 

Due ore e venti di emozioni che hanno preso il via alle 21 con un trittico angoscioso e poetico dall'ultimo lavoro Skeleton Tree, con Anthrocene, Magneto e Jesus Alone; le ballate di morte non sono più dedicate agli sconfitti e ai diseredati, ma sono vissute sulla propria pelle e Cave cerca l'abbraccio ed il calore del suo pubblico. Si inginocchia, accarezza, supplica le prime file di assecondare il suo dolore, con gli spettatori che pian piano diventano il suo alter ego. Con Higgs Boson Blues introduce il momento più intenso di tutta la performance, con una versione dilatata ed allucinogena, oltre 11 minuti, di From her to Eternity; dalle carezze si passa agli schiaffi e Cave si scatena, urla e si dimena, assecondato da quello straordinario polistrumentista e fido compagno di viaggio che porta il nome di Warren Ellis. Il barbuto musicista è il vero direttore di orchestra del gruppo, mostra le spalle tarantolato e crea un corpo unico con Cave, suonando di tutto. E' il momento delle splendide Tupelo e Jubilee Street, con la quale si sfora la prima ora di concerto. Una nuova pausa, con l'artista che si siede al piano per intonare The Ship Song ed Into my arms, proseguendo con Girl in amber ed I need you. Con il pubblico ormai ipnotizzato, un nuovo schiaffo in pieno volto con la travolgente The Mercy seat, per poi tornare ad accarezzare con Distant Sky, duettata in video sul maxi schermo con la soprano Else Torp e Skeleton Tree a chiudere il concerto. Non mancano anche i momenti di ilarità, quando il rocker si scambia letteralmente un calzino con uno spettatore, gettando la sua calza rossa e prendendo quella del fan, per poi indossarla e continuare a cantare.

 

Ma Cave ed i suoi “semi cattivi” hanno in serbo ancora un paio di momenti epici. Il bis si apre con l'immancabile The Weeping Song ed a metà brano Cave scende in mezzo agli spettatori e si fa portare dai disorentati uomini della sicurezza su una piccola balaustra, che circonda l'operatore con la videocamera. Da qui dirige un pubblico in delirio, incitandolo a battere le mani a tempo e terminando il brano sommerso dalla gente. Ma nulla in confronto a quando torna sul palco ed invita un centinaio di persone a salire con lui; in mezzo all'entusiasmo generale, gli increduli fan si accalcano tra lui ed i componenti del gruppo per cantare Stagger Lee. La chiusura è affidata ad una coinvolgente versione di Push the sky away, con Nick Cave letteralmente sommerso dai fans e terminando la canzone con un commovente abbraccio ad uno dei ragazzi presenti sul palco.

Alla fine si esce tramortiti, emozionati ed entusiasti, certi di aver partecipato al concerto del più grande gruppo del mondo, cosi come lo definisce lo stesso Nick Cave.

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