Giovedì, 11 Gennaio 2018 09:06

L’Università di Roma celebra Claude Debussy nel centenario della morte

La pianista Ilia Kim La pianista Ilia Kim

di Giacomo Martini

Roma - Nel centenario della scomparsa di Claude Debussy, la IUC (Istituzione Universitaria dei Concerti), rende omaggio al grande compositore francese con il concerto della pianista Ilia Kim.

Claude Debussy Pictures11L'appuntamento è per sabato 13 aprile 2018 alle 17.30 nell’Aula magna dell’Università “La Sapienza”.

Con questo appuntamento prendono il via le diverse attività culturali, storiche e musicali per ricordare il grande compositore ed analizzare la sua ricchissima opera. E proprio per questo il concerto sarà preceduto da un incontro tra storici dell’arte e musicologi, dedicato ai rapporti tra il compositore francese e le arti figurative, con la partecipazione di Claudia Cieri, Franco Piperno, Piero Rattalino, Claudio Zambianchi e con la collaborazione con il Museo Laboratorio di Arte Contemporanea.

Il concerto di Ilia Kim, dal titolo "Debussy preraffaellita, impressionista, simbolista, astrattista” documenterà le diverse fasi della parabola artistica del compositore la cui musica ha segnato il passaggio tra Ottocento e Novecento.

Il programma abbraccia l’intero arco dell’attività di Debussy, dai giovanili “Arabesques” (1888-1891) e “Claire de Lune” (1890) ai “Preludes” (1908) e alle “Etudes” (1911).

Il concerto sarà introdotto da Piero Rattalino, uno dei maggiori studiosi dell’arte pianistica sinfonica e da camera italiani. Come egli dice, «il centenario della morte di Debussy capita in un momento in cui la sua figura è al centro degli interessi della critica e in cui si vede in lui uno degli artisti che rappresentano il punto di svolta fra due grandi epoche della storia della musica, il romanticismo dell'Ottocento e la modernità del Novecento. Al momento della sua prima affermazione Debussy venne visto come impressionista, come l'equivalente in musica dell'impressionismo pittorico. Era una collocazione pressoché inevitabile ma che, dati i suoi rapporti con i poeti simbolisti Mallarmé e Maeterlinck, gli stava stretta, tanto che più tardi si cominciò a parlare di lui come simbolista. E l'appartenenza al simbolismo è sicuramente quella che meglio definisce, in senso generale, l'arte di Debussy. Ma Debussy aveva composto il suo primo capolavoro, la cantata ‘La Damoiselle élue’, su testo di Dante Gabriele Rossetti, esponente tra i maggiori dei preraffaelliti, e le sue ultime creazioni erano state contemporanee, nel tempo e nello spirito, della nascita dell'astrattismo a opera di Mondrian. Nella sua produzione per pianoforte si trovano i segni della sua evoluzione e attraverso di essa si possono dunque ripercorrere sinteticamente i diversi momenti della sua poetica, della sua poetica non solo di artista ma, si potrebbe dire, di ‘traghettatore’ della musica, in parallelo con il passaggio di tutte le arti dall'Ottocento al Novecento».

Ilia Kim, nata a Seoul, inizia a quattro anni gli studi musicali in patria. A undici anni debutta con un recital nel Sae Jong Arts Centre della sua città natale, che le conferisce un premio per fanciulli eccezionalmente dotati, assegnandole una borsa di studio per recarsi all’estero Nel 1988 si iscrive nella Hochschule der Künste di Berlino, diplomandosi nel 1994 col massimo dei voti. Segue quindi i corsi per concertisti al Mozarteum di Salisburgo, alla Hochschule für Musik und Theater di Hannover e all’Accademia Pianistica di Imola, dove si dedica anche al fortepiano. Dopo aver iniziato l’attività concertistica in Corea, suona in Germania, negli Stati Uniti (debutto nel 1994 nella Carnegie Hall di New York), in Austria, Francia, Svezia, Finlandia, Olanda, Romania, Croazia, Polonia, Portogallo, Messico, Brasile, Italia, Cina, partecipando fra l’atro al Musik Festival dello Schleswig-Holstein, alle Holland Music Sessions, al Festival di Dubrovnik, al Festival pianistico internazionale “Arturo Benedetti Michelangeli” di Brescia e Bergamo (nel 2002, 2004, 2010, 2012, 2015, 2016) e ai Tiroler Festspiele di Erl (dal 2000 al 2005). Ha suonato con l’Orchestra Filarmonica e con l’Orchestra della Radio Nazionale di Seoul, la Filarmonica di Greensboro, l’Orchestra Sinfonica di Fairbanks, l’Orchestra della Istituzione Sinfonica Abruzzese, l’E.A.O.S.S di Palermo, l’Orchestra del Teatro Massimo “Bellini” di Catania, l’Orchestra del Teatro Massimo di Palermo, l’Orchestra Haydn di Bolzano, l’Orchestra Sinfonica di San Remo, l’Orchestra dei Pomeriggi Musicali di Milano, l’Orchestra della Fondazione Arena di Verona, l’Orchestra Sinfonica di Roma, la China Philharmonic Orchestra di Pechino, la Guangzhou Symphony Orchestra, la Shanghai Oriental Symphony Orchestra, la Dortmunder Philharmoniker, la Filarmonica Szymanowski di Cracovia, l’Orchestra del Teatro Nazionale Claudio Santoro di Brasilia, l’Orchestra Sinfonica Portoghese, ecc. ecc. Alcuni di questi concerti sono stati trasmessi in diretta dalle radio e televisioni nazionali di Corea, Romania, Germania, Messico, Italia, Portogallo (concerto effettuato il 25 gennaio 2007 nel Pavilhão Atlântico, con 9 mila spettatori, organizzato e diretto da Josè Cura).

Dal 1998 risiede in Italia.