Domenica, 28 Gennaio 2018 10:57

“Bebop e Hardbop”: due serate di jazz alla Fondazione Tronci

Jacopo Fagioli Jacopo Fagioli

Pistoia - Martedì 30 marzo e giovedì primo febbraio alle ore 21.30 sono in programma alla Fondazione Tronci due interessanti serate di jazz.

Il 30 marzo Maurizio Tuci traccerà un percorso correlato da contributi video che toccherà la nascita del Bebop fino al manifestarsi del suo più giovane cugino, l'Hardbop. Il Bebop è uno stile del jazz che si sviluppò soprattutto a New York negli anni Quaranta del secolo scorso. Caratterizzato da tempi molto veloci e da elaborazioni armoniche innovative, il bebop nacque in contrapposizione agli stili jazz utilizzati dalle formazioni contemporanee. Nei suoi primi anni di vita la parola "bebop" indicò, oltre allo stile musicale, anche lo stile di vita e l'atteggiamento ribelle di coloro, in maggioranza giovani, che si indicavano come "bopper".

Alla conferenza, che rientra nel nuovo ciclo degli appuntamenti di “Pensando ad Atene”, seguirà come sempre il concerto del giovedì successivo. Il primo febbraio Fondazione Luigi Tronci edAssociazione Culturidea hanno l’onore di ospitare lo Jacopo Fagioli Jazz Quintet.

Il gruppo, reduce dai molti successi conseguiti nel 2017 con l’apice della partecipazione alla seconda serata del Serravalle Jazz, si presenta con una formazione agguerrita anche se parzialmente rimaneggiata. Non ci saranno Matteo Fagioli e Mattia Galeotti, ma calcheranno il palco della Fondazione Francesco Panconesi (sax tenore), Luca Sguera (pianoforte), Alessandro Mazzieri (Basso) e Jacopo Fagioli (tromba, flicorno). Il quintetto ha selezionato una serie di classici legati alla tradizione Bebop per porsi in perfetta continuità con la narrazione di Maurizio Tuci.

Durante la stessa serata si toccheranno anche gli elementi fondanti dell'hardbop, uno stile jazzistico nato sul finire degli anni Quaranta con il suo massimo sviluppo nella seconda metà degli anni Cinquanta. Strettamente derivato dal predecessore bebop, l'hard bop sposta ancora "oltre" i confini delle improvvisazioni e delle armonizzazioni: cominciano a sentirsi gli effetti degli studi classici effettuati anche da musicisti "neri". Altra caratteristica importante dell'hard bop è l'utilizzo e il recupero del giro armonico blues che lo rende apparentemente orecchiabile, e che aprirà poi ad altri generi come il funk, il soul, e il rhythm 'n' blues.

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