Domenica, 04 Febbraio 2018 11:39

Alla Fondazione Tronci una conferenza e un concerto sulle “voci del jazz”

La cantante Silvia Benesperi, protagonista del concerto di giovedì La cantante Silvia Benesperi, protagonista del concerto di giovedì

Pistoia - La voce è il primo strumento di modulazione musicale umana e così anche nel jazz essa rappresenta un tassello fondamentale per la produzione artistica.

Martedì 6 febbraio alle ore 21.30 presso la sede della Fondazione Tronci (Corso Gramsci 37) Maurizio Tuci, direttore del Serravalle Jazz, affronterà il capitolo della storia della musica afroamericana che riguarda le figure di Billie Holliday, Frank Sinatra, Ella Fitzgerald, Sarah Vaughan, Nat King Cole, Mel Tormé e Tony Bennet.

Lo stile di canto dei “crooner” è nato negli Stati Uniti dopo l'avvento del microfono. La tradizione canora precedente imponeva al cantante un'impostazione di voce stentorea e squillante, tale che il canto potesse giungere in modo chiaro fino alle ultime file dei teatri; l'utilizzo del microfono rese meno indispensabile la potenza vocale e permise al cantante l'utilizzo di una tecnica “sussurrata”. Uno dei pionieri del crooner è stato Bing Crosby, anche se l'esponente più popolare nel Novecento è risultato, senza dubbio, Frank Sinatra.

A seguire, giovedì 8 febbraio sempre alle ore 21.30 si terrà il concerto che vedrà protagonista la calda e vellutata voce di Silvia Benesperi, per far rivivere i momenti più importanti della vita di questo genere. Ad accompagnare la voce di Silvia Benesperi ci saranno il pianoforte di Daniele Biagini, la ritmica incalzante di Gabriele Gai alle percussioni e il basso di Alessandro Antonini.

La voce nello swing come negli stili che hanno accompagnato la storia di questo genere fino alle ballads ha sempre avuto alcune particolarità.

La bravura di un cantante però non risiede solo nel saper usare il cuore quando intona una melodia, ha bisogno di esercitarsi per migliorare la tecnica e quando necessario improvvisare senza commettere errori. Improvvisare con la voce nel canto, ma oggi è ritenuta parte essenziale della pratica di routine di un cantante. Si può lavorare su ogni aspetto dell'improvvisazione vocale, dal motivo al ritmo di sviluppo, senza doversi preoccupare di fare troppa pressione sul diaframma.

Questo percorso costruito da Culturidea e Fondazione Luigi Tronci sulla storia del jazz ha voluto e vuole proprio incentrare il proprio occhio indagatore su tutti gli aspetti sensibili e mutevoli di tale genere.

 

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