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Giovedì, 15 Marzo 2018 16:37

Stagione sinfonica, al Teatro Manzoni arriva il pianoforte di Ivo Pogorelich

Il pianista Ivo Pogorelich Il pianista Ivo Pogorelich

Pistoia - Per il sesto appuntamento la Stagione Sinfonica Promusica, promossa e finanziata dalla Fondazione Caript, domenica 18 marzo (ore 21) ospita Ivo Pogorelich sul palco del Teatro Manzoni.

Grande pianista contemporaneo, nonché artista che non cessa di accendere controversie nel mondo della critica musicale con le sue personalissime e fascinose interpretazioni, Pogorelich insieme all’Orchestra Leonore diretta da Daniele Giorgi sarà protagonista nel “Concerto op. 54” di Robert Schumann.

Pogorelich, dopo la vittoria nel 1982 del primo premio al Concorso Internazionale di Montreal in Canada, fu consacrato come uno dei protagonisti del panorama musicale internazionale anche in seguito alla controversia legata alla sua eliminazione dalla finale della Warshaw International Music Competition nel 1980, che provocò il clamoroso abbandono della giuria da parte di Martha Argerich, persuasa della genialità del giovane pianista. Uno straordinario talento sviluppato grazie ai corsi intensivi presso la famosa pianista e pedagoga georgiana Alice Kezeradze, con la quale si sposerà poco tempo dopo mantenendo un profondo legame professionale fino alla sua scomparsa nel 1996. Nel corso della sua carriera Pogorelich ha suonato trionfalmente con i più grandi direttori e le più prestigiose orchestre del mondo; da oltre trent'anni incide in esclusiva per la Deutsche Grammophon, firmando esecuzioni delle opere di Bach, Beethoven, Brahms, Chopin, Haydn, Liszt, Prokofiev, Ravel, Scarlatti, Schumann, Scriabin e Caikovskij destinate a non passare inosservate da parte della critica mondiale e che gli hanno permesso di guadagnare la fama di uno dei migliori musicisti di tutti i tempi.

Tra le pagine più note e amate da pubblico e interpreti, il Concerto di Schumann venne alla luce, dopo una lunga gestazione, nel 1845, in uno dei rari periodi di serenità della vita del compositore, che da pochi anni aveva coronato il grande sogno della sua vita, sposando la pianista Clara Wieck. Sarà proprio lei ad eseguirlo per la prima volta anche a Lipsia, al Gewandhaus, nel 1846 sotto la direzione di Felix Mendelssohn-Bartholdy.

Proprio Robert Schumann fu il primo ad intuire e promuovere lo straordinario talento di Johannes Brahms, altro compositore in programma con le sue Variazioni su un tema di Haydn op. 56a, composte nel 1873 sul tema del secondo movimento di un Divertimento originariamente attribuito a Haydn, che era verosimilmente, a sua volta, la citazione da un antico canto processionale austriaco, il cosiddetto “Corale di Sant'Antonio”.

Costituita da otto variazioni e un finale, è la prima grande opera di Brahms dedicata all'orchestra, con quale l'autore, sostenuto da un istinto musicale già sicuro, intese sperimentare impasti orchestrali e trasformazioni melodiche, dando ad ogni variazione un carattere ben definito, con richiami a forme e strutture delle epoche precedenti. Eseguite per la prima volta al Grosser Musiksaal di Vienna dall'Orchestra Filarmonica diretta dall'autore nel 1873, registrarono un brillante successo artistico e di pubblico che fu, per Brahms, un ulteriore stimolo a proseguire sulla strada del sinfonismo.

La serata è aperta da una composizione del contemporaneo Massimiliano Matesic: nato a Firenze da una famiglia italo-dalmata e da anni residente in Svizzera, protagonista in questi anni di una brillante carriera in Europa, è fra i compositori che hanno aderito al progetto “Floema” della Fondazione Promusica, e perciò presente nel cartellone dell’omonima rassegna cameristica - già recentemente con i suoi Vier Lieder, e il prossimo 25 marzo con due brani in prima esecuzione assoluta, composti appositamente per questo progetto. L’Ouverture “I ragazzi della via Paal”, vero e proprio preludio a una Kinderoper ispirata al romanzo dell'ungherese Molnár, divenuto un classico della letteratura per l'infanzia, è un lavoro concepito per grande orchestra, caratterizzato da una variopinta veste timbrica oltre che da un grande respiro sinfonico.

Un 'ideale' ponte con il brano che chiude il programma, le Danze di Galánta di Zoltán Kodály, dal nome della cittadina ungherese (ora in Slovacchia) dove il compositore trascorse parte della sua fanciullezza; il fascino della musica folclorica, coltivato attraverso un lungo lavoro di ricerca etnomusicologica, porterà Kodály nel 1933 alla composizione di queste festose danze dal ritmo infuocato, in occasione dell'80° anniversario della fondazione della Filarmonica di Budapest.

I biglietti (da euro 5 a euro 20) sono in vendita alla Biglietteria del Teatro Manzoni (0573 991609–27112) e online su www.teatridipistoia.it, www.boxol.it e www.boxofficetoscana.it.

 

 

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